Svegliarsi la mattina, i primi gesti a portata di click dall'apertura delle serrande di casa fino ad arrivare in garage, salire in auto per andare a lavoro. Il sole alto e splendente illumina i viali verdi e curati che circondano villette all'avanguardia con tanti pannelli solari che oltre all'energia, danno un'aurea diversa di luce al paesaggio, magari sono gli stessi che muovono le quattro ruote su cui siamo a bordo.
Ops, questo può essere il mondo del futuro, anticipato da tempo non solo dai film fantascientifici rivisti e corretti da squadre di ricerca che cercano di sfruttare al meglio le risorse elettriche per un mondo migliore, pulito, senza rumore e con tanto colore.
Attualmente, le vetture full elettric all'avanguardia non superano i 200 chilometri effettivi di autonomia e basta accelerare per esaurire le batterie in poco tempo.
Gli studi in materia continuano, gli ultimi risultati arrivano oltreoceano, non dall'allegra brigata dei beniamini di Big Bang Theory (nota sitcom americana che vede quattro scienziati in diversi campi a sperimentare teorie), esattamente dai ricercatori, della Michigan University, negli Stati Uniti.
Eravamo rimasti agli studi sugli accumulatori al grafene, a stazioni di ricarica veloci fino alla novità: applicare pannelli fotovoltaici trasparenti. Il team americano li ha creati e chiamati TSLC, sono dei concentratori solari luminescenti composti da sali organici che catturano le radiazioni solari convogliandole verso delle celle tradizionali poste ai bordi del pannello che a loro volta trasformano la luce in energia.
Premesso che non è la prima volta che si parla di un'idea simile che come in tutte le trovate sperimentali con il tempo vengono perfezionate, vediamo come.
Partiamo dal colore, i pannelli sono trasparenti al punto tale che consentono di vedere attraverso di essi come se non esistessero, particolarità essenziale che offre la possibilità d'installarli sulle superfici vetrate delle auto: parabrezza, lunotto, finestrini, insomma una centrale elettrica concertata su quattro ruote.
Colpo di scena: le celle non sostituiscono le superfici vetrate semplicemente si applicano si di esse come un adesivo. L'estetica non viene intaccata, non servono modifiche soprattutto per raccogliere energia basta applicare il prodigioso strato sottile a mo di pellicola.
Non finisce qui, altro punto di forza, a beneficio dell'ambiente sta nelle colonnine di ricarica, nelle pensiline che le proteggono, nelle finestre delle stazioni di servizio che grazie al film adesivo possono raccogliere energia pulita da trasferire alle auto.
Per attaccare il magico adesivo dobbiamo aspettare ancora un po', prima di vederlo sul mercato, parola di Richard Lunt, il direttore del progetto. Attualmente, illustra, che solo l'1% della luce raccolta riesce ad essere convertita in energia dai pannelli trasparenti rispetto al 7% di quelli colorati. Le ricerche in merito continuano, si punta ad arrivare al 5%, dato considerato come soglia ottimale per trasformare il progetto in prodotto.
La fabbrica degli studi continua con ottimismo per un mondo migliore soprattutto per produrre nuova energia positiva da far circolare e di cui tutti abbiamo bisogno.
Ops, questo può essere il mondo del futuro, anticipato da tempo non solo dai film fantascientifici rivisti e corretti da squadre di ricerca che cercano di sfruttare al meglio le risorse elettriche per un mondo migliore, pulito, senza rumore e con tanto colore.
Attualmente, le vetture full elettric all'avanguardia non superano i 200 chilometri effettivi di autonomia e basta accelerare per esaurire le batterie in poco tempo.
Gli studi in materia continuano, gli ultimi risultati arrivano oltreoceano, non dall'allegra brigata dei beniamini di Big Bang Theory (nota sitcom americana che vede quattro scienziati in diversi campi a sperimentare teorie), esattamente dai ricercatori, della Michigan University, negli Stati Uniti.
Eravamo rimasti agli studi sugli accumulatori al grafene, a stazioni di ricarica veloci fino alla novità: applicare pannelli fotovoltaici trasparenti. Il team americano li ha creati e chiamati TSLC, sono dei concentratori solari luminescenti composti da sali organici che catturano le radiazioni solari convogliandole verso delle celle tradizionali poste ai bordi del pannello che a loro volta trasformano la luce in energia.
Premesso che non è la prima volta che si parla di un'idea simile che come in tutte le trovate sperimentali con il tempo vengono perfezionate, vediamo come.
Partiamo dal colore, i pannelli sono trasparenti al punto tale che consentono di vedere attraverso di essi come se non esistessero, particolarità essenziale che offre la possibilità d'installarli sulle superfici vetrate delle auto: parabrezza, lunotto, finestrini, insomma una centrale elettrica concertata su quattro ruote.
Colpo di scena: le celle non sostituiscono le superfici vetrate semplicemente si applicano si di esse come un adesivo. L'estetica non viene intaccata, non servono modifiche soprattutto per raccogliere energia basta applicare il prodigioso strato sottile a mo di pellicola.
Non finisce qui, altro punto di forza, a beneficio dell'ambiente sta nelle colonnine di ricarica, nelle pensiline che le proteggono, nelle finestre delle stazioni di servizio che grazie al film adesivo possono raccogliere energia pulita da trasferire alle auto.
Per attaccare il magico adesivo dobbiamo aspettare ancora un po', prima di vederlo sul mercato, parola di Richard Lunt, il direttore del progetto. Attualmente, illustra, che solo l'1% della luce raccolta riesce ad essere convertita in energia dai pannelli trasparenti rispetto al 7% di quelli colorati. Le ricerche in merito continuano, si punta ad arrivare al 5%, dato considerato come soglia ottimale per trasformare il progetto in prodotto.
La fabbrica degli studi continua con ottimismo per un mondo migliore soprattutto per produrre nuova energia positiva da far circolare e di cui tutti abbiamo bisogno.