Motori

L’elettrica me la ricarico a casa, ecco la guida

Speciali prese di corrente nei box privati oppure oppure colonnine negli spazi comuni

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Bella l’automobile elettrica. E’ un po’ cara, ma è silenziosa, pulita ed anche scattante. E poi ci si può andare praticamente dappertutto: anche nel centro storico.
Sì, vabbè, si chiedono però molti utenti colpiti da “ansia da autonomia”, ma come ci si ritorna a casa? Basta collegarla ad una delle (a dire il vero non frequentissime) colonnine sparse in giro per la città oppure a quelle sempre più spesso presenti dei parcheggi dei centri commerciali, e, nel caso dei più fortunati, delle grandi aziende dove lavorano che al termine dell’orario di lavoro possono riprendere la loro auto con le batterie cariche. Facile, no?

Peccato che il problema della ricarica si riproponga puntualmente ogniqualvolta si ritorna a casa, perché l’autonomia delle batterie, si sa, non è davvero molta, specialmente se si utilizza qualche servizio di bordo come fari, navigatore, autoradio, alzacristalli elettrici, condizionatore… Ecco dunque che nei singoli box oppure negli spazi comuni di alcune abitazioni troviamo sempre più spesso dispositivi di ricarica.

Chi volesse installarli dentro al proprio garage privato deve chiedere il permesso all’amministratore del condominio per collegare la presa di corrente del box al contatore di casa oppure di aggiungere una wall box specifica per la ricarica dell’auto. Purtroppo solo nei garage degli stabili più recenti ci sono prese nei garage ed impianti in grado di sostenere la ricarica. Inoltre, tutte le spese di infrastruttura sono a carico del richiedente e l’amministratore potrebbe non dare il permesso per l’installazione.

Se invece la ricarica avviene in uno spazio comune (nel cortile o nel parcheggio condominiale, ad esempio), oltre la richiesta per avere un posto auto attrezzato (che anche in questo caso può essere negata), è necessario installare una colonnina di ricarica (di proprietà del singolo condomino), simile a quelle che si trovano lungo le strade.

In questo caso i costi di installazione sono ovviamente superiori rispetto a quelli di una presa nel box, ma possono essere condivisi con altri condomini eventualmente interessati, come si fa, ad esempio, con l’ascensore. Lo stesso dicasi ovviamente per i costi di allaccio e di ricarica, che potranno essere divisi un parti uguali fintantoché gli utenti sono pochi, e con un apposito contatore qualora questi dovessero aumentare.

A questo punto non resta che lasciare l’auto elettrica attaccata alla spina ed andarsene a casa. Il mattino dopo ritroveremo la nostra quattro ruote pronta a ripartire con il pieno di elettricità. Senza spendere un centesimo, se la colonnina è collegata ad un pannello fotovoltaico.