Motori

Senato, largo alle auto elettriche

Le berline di rappresentanza lasciano spazio a city car a zero emissioni. Sono le Renault Zoe - FOTO

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Senato, addio alle auto blu. Da ieri sono parcheggiate, di fronte a Palazzo Madama, quattro Renault Zoe full electric, messe sul mercato dalla casa francese nel 2013. Si tratta di utilitarie per uso cittadino non blindate. Quattro colonnine per l’alimentazione dell’energia elettrica sono personalizzate con il logo “S” del Senato. Rappresentano il 40 per cento del parco auto a disposizione dei senatori per il loro spostamenti istituzionali. L’uso dell’auto di servizio è severamente regolamentata dopo gli scandali che hanno riguardato le autoblu diventate simbolo della “casta”. Nessun senatore la può utilizzare fuori dalle funzioni istituzionali.

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La volontà di introdurre delle auto green e economiche (4 euro il costo della ricarica per una autonomia di 150 km), è dei tre questori di Palazzo Madama, De Poli (Popolari) Malan (Fi) e Bottici (M5S). Giovedì alle 10,30 ci sarà la cerimonia di presentazione ufficiale con il presidente Piero Grasso che si siederà alla guida di una auto elettrica anche se - va precisato - non viaggerà su quelle auto in quanto per legge gli spetta la scorta con vettura blindata. La Zoe, totalmente a emissioni zero, raggiunge una velocità massima di 135 km/h. Per la sua alimentazione, la Renault in Italia ha stretto un accordo specifico con Enel che ha ideato un apposito sistema di colonnine urbane per la ricarica veloce.

Nulla, a Palazzo Madama, è stato lasciato al caso. Il colore, ad esempio. Bandito, ovviamente, il blu, per evitare ogni collegamento con le autoblu che l’immaginario collettivo associa al degrado del costume politico. Anche il grigio – colore utilizzato da gran parte delle auto istituzionali - è stato evitato, a favore del bianco che si presta - nelle intenzioni dei senatori - a rappresentare due messaggi ben precisi. Il primo, ecologico, fa riferimento alle emissioni zero di gas inquinanti. Il secondo, politico, per ribadire il concetto che anche le istituzioni possono girare con auto non inquinanti dando l’esempio ai cittadini, con un occhio di riguardo alla spending review vista l’economicità dei consumi. Ma perché una casa automobilistica d’Oltralpe? La scelta del modello non è stata fatta dai questori del Senato, ma dalla Consip, che è l’ente appaltante per conto della pubblica amministrazione. Il contratto prevede un costo mensile per auto di circa 650 euro al mese, per un totale di circa 8 mila euro all’anno. Il Senato è la prima istituzione politica a dotarsi di auto elettriche.