Motori

Scommessa Audi sui carburanti alternativi

Secondo la casa tedesca per la mobilità del futuro la corrente elettrica prodotta in modo ecologico giocherà un ruolo decisivo

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Audi punta sui carburanti alternativi. Secondo la casa tedesca per la mobilità del futuro la corrente elettrica prodotta in modo ecologico giocherà un ruolo decisivo.

L’energia cosi ottenuta, oltre ad alimentare i motori elettrici dei modelli e-tron, rappresenta anche la forza propulsiva impiegata per alcuni dei carburanti alternativi a basso impatto ambientale per motori a combustione, denominati “Audi e fuel”.

Il marchio di Ingolstadt produce infatti carburanti indipendenti dal petrolio che, nel processo di produzione, legano tanta CO2 quanta ne liberano nella fase di combustione e sono “e gas”, “e diesel”, “e benzina” ed “e etanolo”. Un esempio tangibile di questi carburanti amici dell’ambiente arriva dall’e gas utilizzato per alimentare il modello A3 g-tron capace quindi di offrire una mobilità completamente neutra rispetto al clima.
Audi da più di dieci anni studia le possibili applicazioni automotive di soluzioni con cella a combustibile e nel 2004 realizzò il primo concept tecnico, la compatta A2H2, che utilizzava già una cella a combustibile a membrana polimerica elettrolitica, prototipo seguito nel 2009 dalla Q5 Hybrid Fuel Cell con cella a combustibile PEM da 90 kW supportata da una compatta batteria agli ioni di litio.

L’ultimo step è la A7 Sportback h-tron quattro che può essere alimentata con l’idrogeno puro proveniente dalla corrente prodotta dagli impianti eolici di Werlte, in Bassa Sassonia, utilizzata per la trasformazione, all’interno di un impianto Power-to-Gas, dell’acqua in ossigeno e idrogeno tramite elettrolisi.

Inoltre, sempre nel campo della ricerca sull’idrogeno, per l’ulteriore sviluppo della tecnologia delle celle a combustibile, all’inizio dell’anno Audi ha acquistato dall’azienda canadese Ballard Power Systems Inc. un pacchetto di importanti brevetti, che rappresentano la base per lo sviluppo della prossima generazione delle celle a combustibile. La tecnologia derivata sarà poi resa disponibile per tutti i marchi del gruppo Volkswagen. La collaborazione con Ballard proseguirà anche in futuro, come pure gli sviluppi del progetto “HyMotion 5”, portato avanti insieme a Volkswagen e altri.
Tornando invece agli Audi e fuel è ancora l’impianto di e gas di Werlte, in Bassa Sassonia, entrato in funzione nel 2013, a produrre grazie alla corrente eolica, partendo dall’acqua e dal biossido di carbonio, questo metano sintetico.

“Il processo si attua in due grandi fasi, l’elettrolisi e la metanizzazione – spiegano i tecnici – Nella prima fase l’impianto utilizza la corrente da fonte rinnovabile per scindere l’acqua in ossigeno e idrogeno. Nel medio periodo l’idrogeno potrà anche servire per l’alimentazione di vetture a celle a combustibile, quale la Audi A7 Sportback h tron quattro.

Poiché, tuttavia, a oggi è ancora assente un’infrastruttura adeguatamente estesa per l’idrogeno, il focus si concentra attualmente sulla seconda fase del processo: mediante la reazione dell’idrogeno con la CO2 proveniente dal flusso dei gas di scarico di un adiacente impianto che produce biogas dai rifiuti, viene prodotto del metano sintetico, l’Audi e gas. Questo gas è chimicamente quasi identico al gas naturale, può pertanto essere distribuito alle stazioni di rifornimento Cng mediante la rete tedesca del metano e immesso nei serbatoi dei modelli Audi g-tron
L’impianto produce ogni anno fino a 1.000 tonnellate di e gas, legando fino a 2.800 tonnellate di CO2. Con questa quantità di gas, 1.500 modelli Audi g-tron possono percorrere 15.000 chilometri l’anno ciascuno, a fronte di un bilancio di CO2 neutro. Come mezzo di pagamento l’Azienda mette a disposizione la fuel card Audi e gas. Questa carta serve anche come strumento di bilanciamento: Audi reimmette nella rete del metano la quantità di gas prelevata con i rifornimenti dei clienti”.

Finiti i tempi in cui un’auto a gas veniva identificata come una vettura da “poveracci” che trasformavano in aftermarket un modello a benzina per risparmiare sul carburante, alla A3 Sportback g-tron, introdotta all’inizio del 2014, seguirà a breve (fine del 2016), la nuova A4 Avant g-tron, secondo modello della serie del brand dei quattro anelli.

“L’impianto di Audi e gas di Werlte – proseguono i tecnici – mostra la grande validità del progetto “Power to Gas”, ovvero il progetto della trasformazione della corrente in carburante. Nel frattempo questo concept ha trovato diversi imitatori nell’economia tedesca dell’energia: si tratta di grandi player che hanno aperto e gestiscono altri impianti Power-to-Gas. Questi rendono accumulabili le frequenti quantità di energia rinnovabile eccedenti, fornendo così un contributo prezioso alla rivoluzione energetica.

Contemporaneamente l’impianto Audi e gas contribuisce a stabilizzare la rete di corrente pubblica nella Germania settentrionale, che viene alimentata in gran parte da energia eolica. Com’è risultato da una serie di test effettuati dal gestore di reti elettriche TenneT TSO GmbH, l’impianto è in grado di reagire in modo veloce ed affidabile e di compensare le oscillazioni che si verificano nella rete elettrica. Pertanto si è dimostrato idoneo alla partecipazione al cosiddetto mercato secondario di regolazione dell’energia, che le società di gestione delle reti promuovono per la stabilizzazione della rete di distribuzione elettrica.

Audi è convinta delle potenzialità del principio Power-to-Gas e coopera con altri partner del settore dell’energia per coprire il crescente fabbisogno di combustibile. Uno di questi partner di cooperazione è il gruppo Thüga, una rete di società di servizi energetici comunali. Anche questo gruppo gestisce a Francoforte sul Meno un impianto Power-to-Gas, nel quale viene testata tra l’altro la miscelazione di idrogeno nella rete del metano”.
Concludiamo la carrellata dei carburanti alternativi frutto della ricerca Audi con l’e gas ottenuto per via biologica in collaborazione con il partner Viessmann.

“L’azienda della cittadina di Allendorf (in Assia) è leader nel campo del riscaldamento – sottolineano i tecnici – e contribuisce con la propria expertise nel settore della corrente e del gas gestendo il primo impianto Power-to-Gas con metanizzazione biologica esistente in Germania. Un ulteriore esempio è rappresentato dall’azienda cleantech Electrochaea di Copenaghen, che vuole portare la metanizzazione biologica al livello dei megawatt. In entrambi i casi la trasformazione dell’idrogeno in metano non avviene come a Werlte, per via termochimica e catalitica, bensì secondo un procedimento biologico: speciali microorganismi si nutrono di idrogeno e CO2 e producono così l’Audi e gas”.
Insomma le catene della schiavitù dal petrolio, seppure non proprio dietro l’angolo e in tempi brevissimi, potrebbero essere definitivamente spezzate con grande beneficio per l’aria che respiriamo. (m.r.)