Salvare il mondo dal riscaldamento globale, un argomento fin troppo spesso sotto i riflettori in questo periodo. Per frenare il viaggio verso la distruzione del pianeta Terra ciascuno cerca la soluzione migliore, secondo il proprio modo di pensare e la propria sfera di azione. Mazda punta ad alleggerire le proprie auto, politica già iniziata con la versione più recente della 2, per combinare il minor peso con emissioni ovviamente minori e, di conseguenza, anche consumi più bassi.
Si può definire razionalizzazione, una direzione però in cui non va soltanto il marchio giapponese: anche Nissan, ad esempio, sta partecipando ad un programma intercostruttori (e non solo giapponesi) che punta nella stessa direzione, ma questo traguardo se lo sono posto più o meno tutti i “car makers”, come annunceranno al prossimo salone di Ginevra, ciascuno sottolineando i passi avanti verso le riduzioni dell’impatto ambientale compiuti dall’azienda che rappresenta. Poco importa a questo punto chi sia più o meno avanti lungo la via del rispetto della natura, l’importante è che si vada nella stessa direzione.
Tracciando un profilo dell’azienda, Jeff Guyton – presidente e CEO di Mazda – ha sottolineato come negli ultimi 4 anni il costruttore giapponese di Hiroshima abbia già iniziato a seguire e far propria questa politica, ottenndo incrementi di vendite particolarmente interessanti, con un picco tutto italiano di un balzo in avanti di oltre il 120% sul nostro mercato, record del gennaio appena trascorso. In un incontro che Mazda ha fortemente voluto a Barcellona si è voluto esemplificare in modo pratico come sia coinvolto nel possibile miglioramento ambientale non solo il mondo dell’auto, portando alla ribaltaun personaggio di ben altri interessi, uno specialista dell’agricoltura che è riuscito ad ottimizzare il rendimento del ciclo terreno-coltivazione-allevamento-concime.
È Thomas Rippel, che ha trovato il modo di ridurre il dannoso spreco dovuto al deperimento del letame bovino, trasformandolo in concime a lunga conservazione con l’aggiunta di charcoal, cioè carbone trattato reperibile in natura. Argomento in apparenza ben lontano da progetti e diagrammi che generano soluzioni per costruire auto, ma anche il trattamento del terreno rientra nel concetto di base che vuole reinsegnare all’uomo a non continuare nella distruzione del Pianeta in cui viviamo, una via che è auspicabile vogliano percorrere industrie e attività anche non correlate, al più presto.
Si può definire razionalizzazione, una direzione però in cui non va soltanto il marchio giapponese: anche Nissan, ad esempio, sta partecipando ad un programma intercostruttori (e non solo giapponesi) che punta nella stessa direzione, ma questo traguardo se lo sono posto più o meno tutti i “car makers”, come annunceranno al prossimo salone di Ginevra, ciascuno sottolineando i passi avanti verso le riduzioni dell’impatto ambientale compiuti dall’azienda che rappresenta. Poco importa a questo punto chi sia più o meno avanti lungo la via del rispetto della natura, l’importante è che si vada nella stessa direzione.
Tracciando un profilo dell’azienda, Jeff Guyton – presidente e CEO di Mazda – ha sottolineato come negli ultimi 4 anni il costruttore giapponese di Hiroshima abbia già iniziato a seguire e far propria questa politica, ottenndo incrementi di vendite particolarmente interessanti, con un picco tutto italiano di un balzo in avanti di oltre il 120% sul nostro mercato, record del gennaio appena trascorso. In un incontro che Mazda ha fortemente voluto a Barcellona si è voluto esemplificare in modo pratico come sia coinvolto nel possibile miglioramento ambientale non solo il mondo dell’auto, portando alla ribaltaun personaggio di ben altri interessi, uno specialista dell’agricoltura che è riuscito ad ottimizzare il rendimento del ciclo terreno-coltivazione-allevamento-concime.
È Thomas Rippel, che ha trovato il modo di ridurre il dannoso spreco dovuto al deperimento del letame bovino, trasformandolo in concime a lunga conservazione con l’aggiunta di charcoal, cioè carbone trattato reperibile in natura. Argomento in apparenza ben lontano da progetti e diagrammi che generano soluzioni per costruire auto, ma anche il trattamento del terreno rientra nel concetto di base che vuole reinsegnare all’uomo a non continuare nella distruzione del Pianeta in cui viviamo, una via che è auspicabile vogliano percorrere industrie e attività anche non correlate, al più presto.