“Vediamo la mobilità elettrica come soluzione complementare a molti dei problemi ambientali generati dalle auto con motore termico.” A dirlo è l’amministratore delegato di Nissan Italia, Bruno Mattucci, sottolineando i grandi investimenti del marchio nel settore elettrico fin dal 2010, con l’uscita della prima versione di Leaf, elettrica al 100%.
L’occasione di incontrarsi e “fare il punto” è scaturita dalla finale di calcio UEFA- Champion League del prossimo 28 maggio, in cui Nissan Italia si farà garante degli spostamenti dei 1.200 ospiti in arrivo da tutto il mondo con una flotta di 100 unità divise tra Leaf e NV200 (la partita si stima sarà seguita da 4,5 miliardi di persone sulla Terra, ha specificato Mattucci).
Questo obiettivo ha creato la necessità di creare infrastrutture, coinvolgendo subito la A2A (per chi non è al nord Italia, un’azienda distributrice di elettricità, gas e tecnologie) e lo stesso comune di Milano. Risultato immediato l’installazione di 12 colonnine pubbliche veloci da 75 Kw, che raddoppia il numero totale ad oggi presente sull’intero territorio nazionale. Ciò renderà più agevole il loro utilizzo, contribuendo all’abbattimento delle emissioni inquinanti. Entro l’anno, inoltre, se ne aggiungeranno altre 12 nella zona di Porta Romana, portando il totale a 24 colonnine rapide e altre 22 a carica lenta. Caratteristica qualificante dei punti a carica rapida la possibilità di restituire l’80% di energia alle batterie in massimo 15 minuti. I punti di ricarica voluti da Nissan, inoltre, sono equipaggiati con doppio cavo di alimentazione e prese universali, adatte a tutte le auto in circolazione. Ciò significa che, immaginando continui arrivi per le ricariche a tutte le colonnine presenti (e ce n’è anche una nel comune di Linate, sempre molto vicina alla città), si raggiungerebbe un massimo teorico di circa 2.500 ricariche ogni giorno, 75.000 al mese. Numeri che inducono a riconsiderare l’elettrica come un’alternativa valida non appena dovessero partire infrastrutture adeguate in altri comuni italiani, fenomeno che peraltro si sta già verificando. Ma in Italia siamo ancora agli inizi, pensando alle migliaia di punti ricarica presenti nelle città olandesi e norvegesi.
Un cammino lungo per migliorare l’ambiente, ma percorribile per migliorare quel pianeta in cui dovranno vivere le prossime generazioni. In futuro Nissan prevede, inoltre, che le auto possano integrarsi nel sistema fungendo da collegamento per casa e ufficio con cui scambiare dati ed energia, reciprocamente. Il “Credo Elettrico” di Nissan del resto si fa forte dell’esperienza di aver venduto oltre 300.000 veicoli 100% elettrici nel mondo – e solo in 2 casi si sono dovute sostituire per guasto le batterie in anticipo – con un risparmio di CO2 di 300.000 tonnellate/anno. Una strada da seguire, dunque, sull’esempio delle 40.000 auto vendute in Francia nel 2015, mentre in Europa il nostro Paese funge da fanalino di coda con le 1.639 unità vendute lo scorso anno. Ma nelle altre nazioni sono disponibili incentivi economici dei governi come la rete di infrastrutture vasta e ben organizzata, obiettivo ancora lontano per i cittadini italiani. Di incentivi si è tornati a parlare, ma ancora nessuno sa dove o come si realizzeranno queste voci, è necessario attendere per saperne di più. Intanto Bari, Roma, L’Aquila e la regione Sardegna hanno iniziato ad acquisire auto elettriche per i corpi di Polizia Locale e uffici pubblici, mentre i corrieri espresso a loro volta hanno messo nella flotta delle consegne cittadine veicoli a mobilità elettrica. Più lento lo sviluppo in direzione dei privati, che ancora devono affrontare costi onerosi per acquisto e installazione colonnine private.
Le colonnine installate a Milano da A2A, faro delle possibilità tecnologiche tanto future quanto realizzabili in tempi brevi, si azionano invece con una tessera E-Moving fornita dall’azienda stessa, al costo di 5 euro/mese e ricariche illimitate, quindi non si può dire che i costi di gestione siano gravosi. “I 30.000 euro necessari per l’acquisto di una seconda auto – ha spiegato ancora Mattucci – riteniamo debbano riuscire ad essere ancora più contenuti, e puntiamo e realizzare numeri più grandi per rendere possibili importanti economie di scala. E ad oggi l’elettrica è ancora una seconda auto, ma aspettiamo abreve un aumento dell’autonomia con nuove batterie, fino a 400 km”. E i consumi di energia da prelevare dalla rete? “Non sono rilevanti, assicurano dalla Commissione per l’Energia – se un milione di auto elettriche percorresse 15.000 km/anno inciderebbe sul consumo totale energetico per appena l’uno per cento.”
L’occasione di incontrarsi e “fare il punto” è scaturita dalla finale di calcio UEFA- Champion League del prossimo 28 maggio, in cui Nissan Italia si farà garante degli spostamenti dei 1.200 ospiti in arrivo da tutto il mondo con una flotta di 100 unità divise tra Leaf e NV200 (la partita si stima sarà seguita da 4,5 miliardi di persone sulla Terra, ha specificato Mattucci).
Questo obiettivo ha creato la necessità di creare infrastrutture, coinvolgendo subito la A2A (per chi non è al nord Italia, un’azienda distributrice di elettricità, gas e tecnologie) e lo stesso comune di Milano. Risultato immediato l’installazione di 12 colonnine pubbliche veloci da 75 Kw, che raddoppia il numero totale ad oggi presente sull’intero territorio nazionale. Ciò renderà più agevole il loro utilizzo, contribuendo all’abbattimento delle emissioni inquinanti. Entro l’anno, inoltre, se ne aggiungeranno altre 12 nella zona di Porta Romana, portando il totale a 24 colonnine rapide e altre 22 a carica lenta. Caratteristica qualificante dei punti a carica rapida la possibilità di restituire l’80% di energia alle batterie in massimo 15 minuti. I punti di ricarica voluti da Nissan, inoltre, sono equipaggiati con doppio cavo di alimentazione e prese universali, adatte a tutte le auto in circolazione. Ciò significa che, immaginando continui arrivi per le ricariche a tutte le colonnine presenti (e ce n’è anche una nel comune di Linate, sempre molto vicina alla città), si raggiungerebbe un massimo teorico di circa 2.500 ricariche ogni giorno, 75.000 al mese. Numeri che inducono a riconsiderare l’elettrica come un’alternativa valida non appena dovessero partire infrastrutture adeguate in altri comuni italiani, fenomeno che peraltro si sta già verificando. Ma in Italia siamo ancora agli inizi, pensando alle migliaia di punti ricarica presenti nelle città olandesi e norvegesi.
Un cammino lungo per migliorare l’ambiente, ma percorribile per migliorare quel pianeta in cui dovranno vivere le prossime generazioni. In futuro Nissan prevede, inoltre, che le auto possano integrarsi nel sistema fungendo da collegamento per casa e ufficio con cui scambiare dati ed energia, reciprocamente. Il “Credo Elettrico” di Nissan del resto si fa forte dell’esperienza di aver venduto oltre 300.000 veicoli 100% elettrici nel mondo – e solo in 2 casi si sono dovute sostituire per guasto le batterie in anticipo – con un risparmio di CO2 di 300.000 tonnellate/anno. Una strada da seguire, dunque, sull’esempio delle 40.000 auto vendute in Francia nel 2015, mentre in Europa il nostro Paese funge da fanalino di coda con le 1.639 unità vendute lo scorso anno. Ma nelle altre nazioni sono disponibili incentivi economici dei governi come la rete di infrastrutture vasta e ben organizzata, obiettivo ancora lontano per i cittadini italiani. Di incentivi si è tornati a parlare, ma ancora nessuno sa dove o come si realizzeranno queste voci, è necessario attendere per saperne di più. Intanto Bari, Roma, L’Aquila e la regione Sardegna hanno iniziato ad acquisire auto elettriche per i corpi di Polizia Locale e uffici pubblici, mentre i corrieri espresso a loro volta hanno messo nella flotta delle consegne cittadine veicoli a mobilità elettrica. Più lento lo sviluppo in direzione dei privati, che ancora devono affrontare costi onerosi per acquisto e installazione colonnine private.
Le colonnine installate a Milano da A2A, faro delle possibilità tecnologiche tanto future quanto realizzabili in tempi brevi, si azionano invece con una tessera E-Moving fornita dall’azienda stessa, al costo di 5 euro/mese e ricariche illimitate, quindi non si può dire che i costi di gestione siano gravosi. “I 30.000 euro necessari per l’acquisto di una seconda auto – ha spiegato ancora Mattucci – riteniamo debbano riuscire ad essere ancora più contenuti, e puntiamo e realizzare numeri più grandi per rendere possibili importanti economie di scala. E ad oggi l’elettrica è ancora una seconda auto, ma aspettiamo abreve un aumento dell’autonomia con nuove batterie, fino a 400 km”. E i consumi di energia da prelevare dalla rete? “Non sono rilevanti, assicurano dalla Commissione per l’Energia – se un milione di auto elettriche percorresse 15.000 km/anno inciderebbe sul consumo totale energetico per appena l’uno per cento.”