COPENHAGEN – La corsa all’auto a emissioni zero è tutt’altro che chiusa. Mentre tutti iniziano ad abituarsi all’idea che debba necessariamente essere elettrica a batterie, infatti, continuano ad arrivare nuovi modelli a idrogeno capaci di dimostrare su strada che l’alimentazione col nuovo combustibile è capace di offrire non pochi vantaggi.
La Honda Clarity, che debutta in Europa sulle strade di Copenhagen, dimostra durante la prova di guida un confort nettamente superiore rispetto a molte ammiraglie oggi sul mercato con motore tradizionale, potendo contare sulla motorizzazione elettrica unita all’alimentazione a idrogeno e alla produzione direttamente a bordo dell’elettricità necessaria alla trazione, grazie a 100 kW di celle a combustibile. La guida è semplice, l’atmosfera di bordo è piacevolmente hi-tech e condita di materiali altamente ecologici.
Il cruscotto indica in maniera intuitiva i flussi di energia, le videocamere integrate negli specchietti laterali trasmettono al display centrale l’immagine posteriore ogni volta che si mette la freccia per girare. L’auto punta a stregare chi siede al posto di guida con sensazioni vere, non soltanto con la sua capacità di emettere esclusivamente innocuo vapore acqueo dal tubo di scarico. Ed è proprio questa la caratteristica più interessante della nuova generazione di vetture a idrogeno, capaci di competere con le auto tradizionali anche in termini di emozioni, non soltanto azzerando le emissioni inquinanti.
Il teorema dell’idrogeno, oggi offuscato dalla rapida ascesa dei modelli elettrici a batterie che possono anche contare sulle soluzioni miste come gli ibridi e gli ibridi plug-in per conquistare la fiducia degli automobilisti, dimostra gran parte della sua forza al momento del rifornimento. Nella sosta alla stazione di servizio a Copenhagen in meno di due minuti e con gesti di grande semplicità si riempie di nuovo il serbatoio addirittura in modalità self-service. L’indicatore di autonomia torna al di sopra dei 500 chilometri reali (quelli in condizioni di omologazione sono 700 secondo i dati della Honda) e i 700 bar ai quali è compresso l’idrogeno nei due serbatoi realizzati in alluminio e fibra di carbonio della Clarity sembrano quasi la normalità.
La competizione dei prossimi decenni, la sfida analoga a quella diesel-benzina dell’ultimo secolo probabilmente è già iniziata ed è proprio tra idrogeno e batterie. La Honda Clarity, la Toyota Mirai, la Hyundai ix35 Fuel Cell rappresentano soltanto l’assaggio del livello tecnologico che le auto con celle a combustibile saranno in grado di esprimere dal 2020 in poi.
La Honda Clarity, che debutta in Europa sulle strade di Copenhagen, dimostra durante la prova di guida un confort nettamente superiore rispetto a molte ammiraglie oggi sul mercato con motore tradizionale, potendo contare sulla motorizzazione elettrica unita all’alimentazione a idrogeno e alla produzione direttamente a bordo dell’elettricità necessaria alla trazione, grazie a 100 kW di celle a combustibile. La guida è semplice, l’atmosfera di bordo è piacevolmente hi-tech e condita di materiali altamente ecologici.
Il cruscotto indica in maniera intuitiva i flussi di energia, le videocamere integrate negli specchietti laterali trasmettono al display centrale l’immagine posteriore ogni volta che si mette la freccia per girare. L’auto punta a stregare chi siede al posto di guida con sensazioni vere, non soltanto con la sua capacità di emettere esclusivamente innocuo vapore acqueo dal tubo di scarico. Ed è proprio questa la caratteristica più interessante della nuova generazione di vetture a idrogeno, capaci di competere con le auto tradizionali anche in termini di emozioni, non soltanto azzerando le emissioni inquinanti.
Il teorema dell’idrogeno, oggi offuscato dalla rapida ascesa dei modelli elettrici a batterie che possono anche contare sulle soluzioni miste come gli ibridi e gli ibridi plug-in per conquistare la fiducia degli automobilisti, dimostra gran parte della sua forza al momento del rifornimento. Nella sosta alla stazione di servizio a Copenhagen in meno di due minuti e con gesti di grande semplicità si riempie di nuovo il serbatoio addirittura in modalità self-service. L’indicatore di autonomia torna al di sopra dei 500 chilometri reali (quelli in condizioni di omologazione sono 700 secondo i dati della Honda) e i 700 bar ai quali è compresso l’idrogeno nei due serbatoi realizzati in alluminio e fibra di carbonio della Clarity sembrano quasi la normalità.
La competizione dei prossimi decenni, la sfida analoga a quella diesel-benzina dell’ultimo secolo probabilmente è già iniziata ed è proprio tra idrogeno e batterie. La Honda Clarity, la Toyota Mirai, la Hyundai ix35 Fuel Cell rappresentano soltanto l’assaggio del livello tecnologico che le auto con celle a combustibile saranno in grado di esprimere dal 2020 in poi.