Secondo la The Boring Company, l’azienda fondata da Elon Musk, e mamma del prototipo in un futuro non molto lontano, tutti quelli che mediamente impiegano quarantacinque minuti nelle ore di punta per recarsi dal quartiere di Westwood all’aeroporto internazionale di Los Angeles, potranno raggiungerlo in cinque, un record da Guinness dei primati? No, dal quartier generale si lavora alacremente per raggiungere lo scopo.
Alcune settimane fa, lo staff ha lanciato in rete il teaser che mostra il progetto delle slitte per le vetture. Ora si ritorna sull’argomento, andando a toccare il tasto della mobilità collettiva e percorrendo con tenacia l’abbattimento del tempo e dello scorrimento del nodo stradale con il fantomatico bus. Dove eravamo rimasti prima di tutto questo? Lo scorso anno, dalla prima bozza del progetto su carta Musk ipotizzava di azzerare il flusso nelle ore di punta grazie a dei tunnel, scavati in profondità e disposti su più livelli.
E’ probabile che il nerd più famoso dei nostri tempi non abbia dormito sonni tranquilli e appena ha avuto dieci minuti di tempo, ha fondato la nuova società The Boring Company. Il nome è già tutto un programma: boring sta per attività di scavo e strizza l’occhio alla SpaceX, Open AI e alla Tesla. Soprattutto, quest’ultima avventura potrebbe rivelarsi una chiave di svolta per l’urbanizzazione.
Attraverso i filmati rilasciati dalla compagnia, si vede (l’ipotetica) trasformazione della città circondata da elevatori automatici disposti sui lati delle strade, in grado di prendere un’auto alla volta, agganciarla alla piattaforma, farla scendere sottoterra e inserirla nei tunnel insieme al resto del traffico. Qui non si guida ma, si viene trasportati a velocità elevate. Una volta raggiunta la destinazione, automaticamente il veicolo risale in superficie, senza nessun aiuto dell’uomo.
Lo stesso concetto è stato applicato al minibus: i viaggiatori salgono a bordo, il mezzo è agganciato sulla piattaforma e poi giù in profondità macina diciassette chilometri di distanza in cinque minuti e alla stessa velocità delle automobili (vedi sopra).
Nelle viscere di Los Angeles la prima talpa meccanica ha iniziato a verificare la fattibilità della faccenda ed è stata immortalata dai fotografi. Lo scorso dicembre Musk ha spiegato: “Si potrebbero costruire trenta livelli di tunnel e risolvere completamente il problema del traffico”. Sicuramente servono molti anni e pazienza ma, l’intenzione è di perseguire lo scopo e far viaggiare gli utilizzatori promettendo il risparmio del tempo.
Tra dire e fare c’è di mezzo oltre l’aspetto tecnico, quello normativo per realizzare una rete simile. Sicuramente molte abitudini come: leggere, ascoltare musica, parlare mentre si attende e si è a bordo dell’autobus sulla tratta del futuro spariranno. Soprattutto, per tutti quelli che soffrono di claustrofobia e vertigini preferiranno rimanere con i piedi per terra.
Alcune settimane fa, lo staff ha lanciato in rete il teaser che mostra il progetto delle slitte per le vetture. Ora si ritorna sull’argomento, andando a toccare il tasto della mobilità collettiva e percorrendo con tenacia l’abbattimento del tempo e dello scorrimento del nodo stradale con il fantomatico bus. Dove eravamo rimasti prima di tutto questo? Lo scorso anno, dalla prima bozza del progetto su carta Musk ipotizzava di azzerare il flusso nelle ore di punta grazie a dei tunnel, scavati in profondità e disposti su più livelli.
E’ probabile che il nerd più famoso dei nostri tempi non abbia dormito sonni tranquilli e appena ha avuto dieci minuti di tempo, ha fondato la nuova società The Boring Company. Il nome è già tutto un programma: boring sta per attività di scavo e strizza l’occhio alla SpaceX, Open AI e alla Tesla. Soprattutto, quest’ultima avventura potrebbe rivelarsi una chiave di svolta per l’urbanizzazione.
Attraverso i filmati rilasciati dalla compagnia, si vede (l’ipotetica) trasformazione della città circondata da elevatori automatici disposti sui lati delle strade, in grado di prendere un’auto alla volta, agganciarla alla piattaforma, farla scendere sottoterra e inserirla nei tunnel insieme al resto del traffico. Qui non si guida ma, si viene trasportati a velocità elevate. Una volta raggiunta la destinazione, automaticamente il veicolo risale in superficie, senza nessun aiuto dell’uomo.
Lo stesso concetto è stato applicato al minibus: i viaggiatori salgono a bordo, il mezzo è agganciato sulla piattaforma e poi giù in profondità macina diciassette chilometri di distanza in cinque minuti e alla stessa velocità delle automobili (vedi sopra).
Nelle viscere di Los Angeles la prima talpa meccanica ha iniziato a verificare la fattibilità della faccenda ed è stata immortalata dai fotografi. Lo scorso dicembre Musk ha spiegato: “Si potrebbero costruire trenta livelli di tunnel e risolvere completamente il problema del traffico”. Sicuramente servono molti anni e pazienza ma, l’intenzione è di perseguire lo scopo e far viaggiare gli utilizzatori promettendo il risparmio del tempo.
Tra dire e fare c’è di mezzo oltre l’aspetto tecnico, quello normativo per realizzare una rete simile. Sicuramente molte abitudini come: leggere, ascoltare musica, parlare mentre si attende e si è a bordo dell’autobus sulla tratta del futuro spariranno. Soprattutto, per tutti quelli che soffrono di claustrofobia e vertigini preferiranno rimanere con i piedi per terra.