Il rigoroso Eco-Test dell’Adac, l’Automobil Club tedesco, per misurare quanto le vetture siano eco-sostenibili ha visto trionfare la Toyota Prius Plug-in Hybrid, unica tra le vetture esaminate ad aver ottenuto il punteggio massimo in rispetto dell’ambiente, ovvero cinque stelle su cinque. Un distacco enorme tra la prima e la seconda vettura in classifica, soprattutto se consideriamo che la seconda ha ottenuto “appena” due stelle. Ma la casa giapponese conferma la propria leadership nelle tecnologie eco-friendly con punteggi alti per tutta la sua gamma pulita, grazie agli altri modelli ibridi e alla Mirai, la prima berlina di serie a celle di combustibile.
“La Prius Plug-in ha battuto le dirette concorrenti con un ampio margine tanto nei test sugli agenti inquinanti quanto relativamente alle emissioni di CO2 (con consumi combinati pari a 1.0 l/100 km + 7,2 kWh/100 km e 22 g di CO2 per chilometro, oppure con 3,4 l/100 km e 79 grammi di CO2 per chilometro in caso di esaurimento della batteria)”, sottolineano da Toyota. Questo piccolo-grande miracolo è stato possibile grazie alla lunga esperienza del marchio giapponese nella tecnologia ibrida elettrica che ha portato a soluzioni tecniche ottimali in grado di garantire prestazioni, affidabilità e minor emissioni possibili, senza rinunciare a niente.
“Il sistema ibrido di quarta generazione – concludono i tecnici nipponici – ha ridotto drasticamente tanto i consumi elettrici quanto quelli di carburante: i due motori da 68 kW, coniugati al motore termico 1.8 a ciclo Atkinson, assicurano emissioni straordinariamente basse. I risultati parlano di 47 punti su 50 per quanto riguarda gli agenti inquinanti e del punteggio massimo in fatto di emissioni carboniche (la seconda classificata ha ottenuto 30 punti complessivi di cui 13 per gli agenti inquinanti e 17 per le emissioni carboniche)”. (s.b.)
“La Prius Plug-in ha battuto le dirette concorrenti con un ampio margine tanto nei test sugli agenti inquinanti quanto relativamente alle emissioni di CO2 (con consumi combinati pari a 1.0 l/100 km + 7,2 kWh/100 km e 22 g di CO2 per chilometro, oppure con 3,4 l/100 km e 79 grammi di CO2 per chilometro in caso di esaurimento della batteria)”, sottolineano da Toyota. Questo piccolo-grande miracolo è stato possibile grazie alla lunga esperienza del marchio giapponese nella tecnologia ibrida elettrica che ha portato a soluzioni tecniche ottimali in grado di garantire prestazioni, affidabilità e minor emissioni possibili, senza rinunciare a niente.
“Il sistema ibrido di quarta generazione – concludono i tecnici nipponici – ha ridotto drasticamente tanto i consumi elettrici quanto quelli di carburante: i due motori da 68 kW, coniugati al motore termico 1.8 a ciclo Atkinson, assicurano emissioni straordinariamente basse. I risultati parlano di 47 punti su 50 per quanto riguarda gli agenti inquinanti e del punteggio massimo in fatto di emissioni carboniche (la seconda classificata ha ottenuto 30 punti complessivi di cui 13 per gli agenti inquinanti e 17 per le emissioni carboniche)”. (s.b.)