Parabola Volkswagen per i Verdi: da nemici a modello da seguire
di VINCENZO BORGOMEOIl forte impulso sulle elettriche attira le simpatie del mondo green. Proprio da chi per anni li ha attaccati per via del dieselgate
"E' necessario che anche l'Italia si adegui a questa nuova, emergente ed ecologica tendenza di mercato". Così Luana Zanella e Gianluca Carrabs, coordinatori nazionali dei Verdi, sostengono ufficualmente che la scelta di Volkswagen di puntare sempre più sull'elettrico, con la produzione in 16 stabilimenti nel mondo alla fine del 2020, è da prendere a modello.
Una bella rivoluzione per tutto il mondo green che per anni ha attaccao con forza il colosso di Wolsfsbur per il famoso dieselgate. "La Volkswagen - spiegano infatti i due leader dei Verdi - sta iniziando quella rivoluzione dell'auto elettrica di cui hanno bisogno l'economia, l'ambiente e anche la salute delle persone. Gli scandali del passato hanno insegnato ad una delle più importanti industrie di automobili del mondo che è il momento di cambiare direzione". E quella da scegliere, precisano, "è senza dubbio la via che punta alla filiera d…
Una bella rivoluzione per tutto il mondo green che per anni ha attaccao con forza il colosso di Wolsfsbur per il famoso dieselgate. "La Volkswagen - spiegano infatti i due leader dei Verdi - sta iniziando quella rivoluzione dell'auto elettrica di cui hanno bisogno l'economia, l'ambiente e anche la salute delle persone. Gli scandali del passato hanno insegnato ad una delle più importanti industrie di automobili del mondo che è il momento di cambiare direzione". E quella da scegliere, precisano, "è senza dubbio la via che punta alla filiera d…
"E' necessario che anche l'Italia si adegui a questa nuova, emergente ed ecologica tendenza di mercato". Così Luana Zanella e Gianluca Carrabs, coordinatori nazionali dei Verdi, sostengono ufficualmente che la scelta di Volkswagen di puntare sempre più sull'elettrico, con la produzione in 16 stabilimenti nel mondo alla fine del 2020, è da prendere a modello.
Una bella rivoluzione per tutto il mondo green che per anni ha attaccao con forza il colosso di Wolsfsbur per il famoso dieselgate. "La Volkswagen - spiegano infatti i due leader dei Verdi - sta iniziando quella rivoluzione dell'auto elettrica di cui hanno bisogno l'economia, l'ambiente e anche la salute delle persone. Gli scandali del passato hanno insegnato ad una delle più importanti industrie di automobili del mondo che è il momento di cambiare direzione". E quella da scegliere, precisano, "è senza dubbio la via che punta alla filiera di veicoli che abbandonino l'alimentazione a base di fonti fossili, per non lasciare il mercato delle auto in mano alla Cina, che già si sta preparando da molto tempo al salto verso l'elettrico".
"Da tempo è chiaro - aggiungono - che la transizione ecologica è necessaria, che la filiera dell'auto elettrica può essere un modo efficace non solo per ridurre le emissioni di gas nocivi e polveri sottili, tutelando la salute dei cittadini, ma anche per far ripartire l'economia del nostro Paese".
"Quello della Volkswagen deve essere un esempio da seguire a stretto giro - concludono Zanella e Carrabs - per non essere tagliati fuori da un mercato in cui l'Italia può e deve rappresentare uno dei maggiori stakeholder. Una transizione verso l'auto elettrica è doverosa nei confronti della salute delle cittadine e dei cittadini, dell'ambiente e dell'economia. Per questo continua la nostra raccolta di firme per dire stop al motore a scoppio entro il 2030".
Una bella rivoluzione per tutto il mondo green che per anni ha attaccao con forza il colosso di Wolsfsbur per il famoso dieselgate. "La Volkswagen - spiegano infatti i due leader dei Verdi - sta iniziando quella rivoluzione dell'auto elettrica di cui hanno bisogno l'economia, l'ambiente e anche la salute delle persone. Gli scandali del passato hanno insegnato ad una delle più importanti industrie di automobili del mondo che è il momento di cambiare direzione". E quella da scegliere, precisano, "è senza dubbio la via che punta alla filiera di veicoli che abbandonino l'alimentazione a base di fonti fossili, per non lasciare il mercato delle auto in mano alla Cina, che già si sta preparando da molto tempo al salto verso l'elettrico".
"Da tempo è chiaro - aggiungono - che la transizione ecologica è necessaria, che la filiera dell'auto elettrica può essere un modo efficace non solo per ridurre le emissioni di gas nocivi e polveri sottili, tutelando la salute dei cittadini, ma anche per far ripartire l'economia del nostro Paese".
"Quello della Volkswagen deve essere un esempio da seguire a stretto giro - concludono Zanella e Carrabs - per non essere tagliati fuori da un mercato in cui l'Italia può e deve rappresentare uno dei maggiori stakeholder. Una transizione verso l'auto elettrica è doverosa nei confronti della salute delle cittadine e dei cittadini, dell'ambiente e dell'economia. Per questo continua la nostra raccolta di firme per dire stop al motore a scoppio entro il 2030".