Motori

Marchionne, il grande assente

Gossip, analisi e riflessioni sulla mancata presenza del'Ad del colosso torinese

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FRANCOFORTE - Le voci che corrono travolgono sempre chi non c'è. E al salone di Francoforte, edizione numero 65, il grande assente (ingiustificato) è Sergio Marchionne. L'ha annunciato un giorno prima dell'apertura della rassegna tedesca dopo vari rinvii e spostamenti del suo incontro con la stampa internazionale. Insomma, è bastato un breve comunicato per scatenare il putiferio dietro le quinte del salone. Un putiferio fatto di voci, ipotesi, libere e incontrollate. Tutte autorevoli, però perché provenienti da persone ben informate. Proviamo allora ad elencarle. Non sono poche e non è detto che fra queste ci sia la verità ma nemmeno che sia troppo lontana da quanto è venuto fuori. È quasi un gioco e come tale va preso.

Cominciamo dalle spiegazioni più "ironiche". Più d'uno ha sentenziato "è lunatico che ci vuoi fare". Aggettivo non certo casuale, quindi se usato in questa occasione doveva essere ben pesato. Lunatico a tal punto da cambiare idea sulla sua presenza ad un appuntamento così importante più di una volta all'ultimo momento?

Altri ipotizzano la reazione tipica di chi sta per lasciare. Se ne parla da tempo e ogni volta spunta fuori lo scenario della successione. Scenario debole ma sempre intrigante. Piace a tutti scrivere di cambiamenti al vertice. Di uomini che vanno e vengono, entrano ed escono. Di solito qualcosa accade sempre. Si sbagliano i nomi ma non le manovre. Avverrà anche stavolta?

A bassa voce, anzi appena sussurrato qualcuno avanza le ragioni di salute. E se stesse poco bene? Dicono che anche sabato a Monza doveva esser presente ad un meeting con i dealer e all'ultimo momento ha rinunciato. Così come non si è fatto vedere alla gara. Spiegazione possibile ma poco probabile.
Poi c'è l'impegno americano. lo scenario più gettonato e sposato anche dalla Borsa (il titolo lunedì è schizzato del 6 per cento). Che significa chiusura in vista dell'accordo per l'intero possesso di Chrysler. Un'ipotesi del genere avrebbe giusticato l'assenza di Marchionne ma a quanto sembra, non è volato da quelle parti.

Infine, ci sono le ragioni del salone. Innanzitutto quella di trovarsi di fronte a giornalisti di tutto il mondo a chiedere spiegazioni della strategia prodotto, investimenti e reale destino di Mirafiori. E magari della stessa Alfa, tormentone infinito per il manager italocanadese. Già proprio quell'Alfa che continua a far gola al gruppo Volkswagen e forse non soltanto a loro che invece nelle mani di Marchionne sembra ferma al palo. C'è qualche novità in vista?

E poi, l'ultima spiegazione. Quella di doversi confrontare con le case presenti al salone. Tutte piene di novità e progetti, concept e idee per il futuro. Un confronto, al momento talmente impari da pensare ad una strategica e temporanea fuga dai saloni. Non solo da quello di Francoforte ma forse da tutte le rassegne europee. Per trovare pace e sede negli Usa. Fine del gioco. Fine delle ipotesi.
Meglio dare, allora, uno sguardo allo stand del Lingotto. E scoprire che tutti guardano le nuove 500, L, Living e Trekking e dicono che sono proprio delle belle macchine. Peccato solo che Marchionne non possa sentirli.