A novembre sono state immatricolate in Italia 102.201 nuove vetture, in calo del 4,54% sulle 107.058 di un anno fa. Il che significa che nei primi 11 mesi le immatricolazioni hanno segnato una flessione del 7,7% a 1.214.237 unità (erano 1.315.529 nel 2012).
LE TABELLE (pdf)
E Fiat Group Automobiles? Il colosso torinese ha immatricolato a novembre – in un mercato che perde
ancora volumi (-4,5 per cento) – 31.700 vetture per una quota del 27,2 per cento. Nel progressivo annuo, il marchio Fiat migliora la quota di mezzo punto percentuale: è al 21,5 per cento. Da sottolineare però che la quota di vendita ai privati (il “canale” a maggior redditività) per il Gruppo Fiat è stata del 23,4 per cento.
Ancora una volta cinque vetture del Gruppo sono al vertice della top ten delle vendite: Panda, Punto, Ypsilon, 500L e 500. Da sottolineare l’ottimo risultato della 500L, leader nel suo segmento, con una quota ai privati del 40 per cento.
"Il dato di novembre - spiegano al Centro Studi Promotor - è comunque coerente con il fatto che nel 2013 il tasso di caduta delle immatricolazioni è andato di mese in mese riducendosi. E’ stato proprio questo andamento a generare l’aspettativa di un primo segnale positivo. E’ possibile che questo segnale arrivi nei prossimi mesi. Questa ipotesi trova conforto anche nel fatto che dalle ultime inchieste congiunturali sul mercato dell’auto del Centro Studi Promotor scaturisce un quadro ancora profondamente negativo, ma con una certa attenuazione della negatività rispetto alla prima parte dell’anno. E ciò soprattutto per le prospettive a breve per la domanda. In giugno i concessionari che prevedevano a tre-quattro mesi vendite ancora in calo erano il 56%. In settembre la percentuale corrispondente si è ridotta al 38%. In novembre la quota dei pessimisti scende a ncora e si porta al 29%, mentre il 71% prevede domanda stabile o in aumento".
In realtà abbiamo polverizzato un dato incredibile: il mercato scende da 42 mesi consecutivi. Una cosa del genere non si era mai vista. E si alza, forte, il grido di dolore dei concessionari: "Nel 2013 - spiega Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari di tutti marchi - mancano quindi all'appello 700.000 vetture rispetto a quanto il mercato avrebbe potuto ragionevolmente assorbire se non ci si fosse impegnati a tartassarlo. E poiché lo Stato, mediamente, introita su ogni vettura 5 mila euro tra Iva, bolli e tasse varie, solo quest'anno l'Erario ha subito una perdita secca di circa 3 miliardi e mezzo di euro. Senza parlare della perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, i costi degli ammortizzatori sociali e i costi collettivi per l'arresto dello svecchiamento di un parco circolante tra i più vecchi, inquinanti e pericolosi del mondo. Le nostre sono cifre da capogiro in un Paese che è a caccia di 200 miseri milioni per annullare la cosiddetta mini-Imu".
LE TABELLE (pdf)
E Fiat Group Automobiles? Il colosso torinese ha immatricolato a novembre – in un mercato che perde
ancora volumi (-4,5 per cento) – 31.700 vetture per una quota del 27,2 per cento. Nel progressivo annuo, il marchio Fiat migliora la quota di mezzo punto percentuale: è al 21,5 per cento. Da sottolineare però che la quota di vendita ai privati (il “canale” a maggior redditività) per il Gruppo Fiat è stata del 23,4 per cento.
Ancora una volta cinque vetture del Gruppo sono al vertice della top ten delle vendite: Panda, Punto, Ypsilon, 500L e 500. Da sottolineare l’ottimo risultato della 500L, leader nel suo segmento, con una quota ai privati del 40 per cento.
"Il dato di novembre - spiegano al Centro Studi Promotor - è comunque coerente con il fatto che nel 2013 il tasso di caduta delle immatricolazioni è andato di mese in mese riducendosi. E’ stato proprio questo andamento a generare l’aspettativa di un primo segnale positivo. E’ possibile che questo segnale arrivi nei prossimi mesi. Questa ipotesi trova conforto anche nel fatto che dalle ultime inchieste congiunturali sul mercato dell’auto del Centro Studi Promotor scaturisce un quadro ancora profondamente negativo, ma con una certa attenuazione della negatività rispetto alla prima parte dell’anno. E ciò soprattutto per le prospettive a breve per la domanda. In giugno i concessionari che prevedevano a tre-quattro mesi vendite ancora in calo erano il 56%. In settembre la percentuale corrispondente si è ridotta al 38%. In novembre la quota dei pessimisti scende a ncora e si porta al 29%, mentre il 71% prevede domanda stabile o in aumento".
In realtà abbiamo polverizzato un dato incredibile: il mercato scende da 42 mesi consecutivi. Una cosa del genere non si era mai vista. E si alza, forte, il grido di dolore dei concessionari: "Nel 2013 - spiega Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari di tutti marchi - mancano quindi all'appello 700.000 vetture rispetto a quanto il mercato avrebbe potuto ragionevolmente assorbire se non ci si fosse impegnati a tartassarlo. E poiché lo Stato, mediamente, introita su ogni vettura 5 mila euro tra Iva, bolli e tasse varie, solo quest'anno l'Erario ha subito una perdita secca di circa 3 miliardi e mezzo di euro. Senza parlare della perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, i costi degli ammortizzatori sociali e i costi collettivi per l'arresto dello svecchiamento di un parco circolante tra i più vecchi, inquinanti e pericolosi del mondo. Le nostre sono cifre da capogiro in un Paese che è a caccia di 200 miseri milioni per annullare la cosiddetta mini-Imu".