I numeri parlano chiaro: a febbraio in Italia sono state immatricolate 134.697 auto, quindi con un incremento del 13,21% sullo stesso mese del 2014. Così da inizio anno il totale è 266.555, ossia il 12,26% in più dell'analogo periodo dell'anno scorso.
Si può quindi essere finalmente ottimisti? Beh, no: non si possono dimenticare le 36.486 immatricolazioni da record delle compagnie di noleggio (+45% nel mese e +49% nel cumulato), sia per le esigenze legate all’Expo di Milano, sia per i rinnovi dei contratti rinviati negli anni precedenti. Le vendite dei privati - quelle che fanno il mercato - restano infatti al palo, sia pure con una crescita del 5,2%, perdendo ulteriormente peso e scendendo al 57,3% di quota, il valore più basso della nostra storia, portando i Concessionari a vendere nel mese a privati solo una macchina a testa in più rispetto all’anno scorso...
E Fiat Chrysler Automobiles? In un mercato che a febbraio è cresciuto del +13,2 per cento, FCA fa di meglio e, con quasi 37.800 immatricolazioni, incrementa i volumi di vendita del 13,5 per cento: l’aumento più alto da marzo 2010. "Volumi in crescita per tutti i brand - spiegano a FCA con un vero e proprio exploit per Jeep: quasi 2.500 registrazioni (+290,6 per cento) e quota all’1,8 per cento, in crescita di 1,3 punti percentuali. Ancora una volta i modelli FCA dominano la top ten, con 5 modelli nelle prime cinque posizioni: Panda, 500L, Ypsilon, Punto e 500 Sono state poco meno di 135 mila le immatricolazioni di auto nuove in Italia a febbraio, il 13,2 per cento in più rispetto allo stesso mese del 2014. Si tratta dell’incremento maggiore degli ultimi cinque anni. Nei primi due mesi del 2015 le registrazioni sono state quasi 267 mila, pari a un incremento del 12,3 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso".
E ci sono poi altri record come la miglior crescita mese su mese degli ultimi 5 anni, la Renegade e 500X in rapida scalata alle posizione di vertice del loro segmento e la 500L che ora ha una quota nel suo segmento del 61 per cento.
In ogni caso, nonostante tutto il momento sembra grave e lo si capisce dalle parole di Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione dei Costruttori esteri, che ha caldo ha commentato come "ci sia una forte criticità nella capacità delle famiglie di affrontare la sostituzione della propria auto (oltre 9 milioni di vetture hanno più di 15 anni), rispetto alla quale UNRAE ha già presentato il proprio progetto di detraibilità di parte dei costi di acquisto, ed – inoltre - esiste un’opportunità di introduzione di misure fiscali più favorevoli per le aziende e più in linea con quanto applicato nel resto d’Europa, che possa costituire un sostegno ad un più accelerato rinnovo del parco ed attivi il ricambio dell’usato con veicoli più efficienti”.
Per Filippo Pavan Bernacchi, poi presidente di Federauto, associazione concessionari "non c’è alcun segnale di ripresa degli acquisti da parte dei privati, ovvero delle famiglie. Questo per diversi motivi e proprio oggi l'Istat ha reso noto che il tasso di disoccupazione in Italia è salito dal 12,1% del 2013 al 12,7% del 2014: il dato annuale massimo mai registrato dal 1977. Ma anche la pressione fiscale, se ce ne fosse bisogno, è tornata a salire: dal 43,4% del Pil del 2013 al 43,5% del 2014".
Si può quindi essere finalmente ottimisti? Beh, no: non si possono dimenticare le 36.486 immatricolazioni da record delle compagnie di noleggio (+45% nel mese e +49% nel cumulato), sia per le esigenze legate all’Expo di Milano, sia per i rinnovi dei contratti rinviati negli anni precedenti. Le vendite dei privati - quelle che fanno il mercato - restano infatti al palo, sia pure con una crescita del 5,2%, perdendo ulteriormente peso e scendendo al 57,3% di quota, il valore più basso della nostra storia, portando i Concessionari a vendere nel mese a privati solo una macchina a testa in più rispetto all’anno scorso...
E Fiat Chrysler Automobiles? In un mercato che a febbraio è cresciuto del +13,2 per cento, FCA fa di meglio e, con quasi 37.800 immatricolazioni, incrementa i volumi di vendita del 13,5 per cento: l’aumento più alto da marzo 2010. "Volumi in crescita per tutti i brand - spiegano a FCA con un vero e proprio exploit per Jeep: quasi 2.500 registrazioni (+290,6 per cento) e quota all’1,8 per cento, in crescita di 1,3 punti percentuali. Ancora una volta i modelli FCA dominano la top ten, con 5 modelli nelle prime cinque posizioni: Panda, 500L, Ypsilon, Punto e 500 Sono state poco meno di 135 mila le immatricolazioni di auto nuove in Italia a febbraio, il 13,2 per cento in più rispetto allo stesso mese del 2014. Si tratta dell’incremento maggiore degli ultimi cinque anni. Nei primi due mesi del 2015 le registrazioni sono state quasi 267 mila, pari a un incremento del 12,3 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso".
E ci sono poi altri record come la miglior crescita mese su mese degli ultimi 5 anni, la Renegade e 500X in rapida scalata alle posizione di vertice del loro segmento e la 500L che ora ha una quota nel suo segmento del 61 per cento.
In ogni caso, nonostante tutto il momento sembra grave e lo si capisce dalle parole di Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione dei Costruttori esteri, che ha caldo ha commentato come "ci sia una forte criticità nella capacità delle famiglie di affrontare la sostituzione della propria auto (oltre 9 milioni di vetture hanno più di 15 anni), rispetto alla quale UNRAE ha già presentato il proprio progetto di detraibilità di parte dei costi di acquisto, ed – inoltre - esiste un’opportunità di introduzione di misure fiscali più favorevoli per le aziende e più in linea con quanto applicato nel resto d’Europa, che possa costituire un sostegno ad un più accelerato rinnovo del parco ed attivi il ricambio dell’usato con veicoli più efficienti”.
Per Filippo Pavan Bernacchi, poi presidente di Federauto, associazione concessionari "non c’è alcun segnale di ripresa degli acquisti da parte dei privati, ovvero delle famiglie. Questo per diversi motivi e proprio oggi l'Istat ha reso noto che il tasso di disoccupazione in Italia è salito dal 12,1% del 2013 al 12,7% del 2014: il dato annuale massimo mai registrato dal 1977. Ma anche la pressione fiscale, se ce ne fosse bisogno, è tornata a salire: dal 43,4% del Pil del 2013 al 43,5% del 2014".