Motori

Il lato B di Parigi

Al salone francese non solo elettriche e auto a guida autonoma. Dominano anche le nuove generazioni delle citycar più famose, quelle appunto del segmento B

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PARIGI - Ha sdoganato a tutti gli effetti l’auto elettrica e questo è il motivo fondamentale per cui ricorderemo l’edizione 2016 del salone di Parigi (aperto al pubblico fino al 16 ottobre). Non era un compito facile ma stavolta i costruttori hanno fatto la loro parte con una quantità di modelli e concept di prossimo arrivo come mai era accaduto. Adesso toccherà ai vari Paesi, Italia in testa, fare il resto del lavoro. Che significa infrastrutture e incentivi adeguati di cui chi più chi meno, sono tutti clamorosamente carenti. Ma del salone vale la pena raccontare anche un altro aspetto, chiamiamolo il lato B di Parigi. Che non è quello che molti potrebbero pensare ma semplicemente il settore delle utilitarie (comunemente definito segmento B), che tanto per restare dalle nostre parti vale oltre il 30 per cento delle vendite totali. Quindi uno più importanti per chi produce ma anche per chi compra.

Ebbene proprio tra gli stand alla Porte de Versailles questi modelli si sono presi una bella porzione di palcoscenico. Non con il clamore dei concept più o meno avveniristici (Renault Trezor, Mercedes EQ, Lexus UX, Bmw X2, tanto per citarne alcuni) o delle supercar (LaFerrari aperta su tutte) ma in modo più discreto, tipico delle citycar, auto belle e possibili. Quelle, insomma, che tutti guardano perché poi possono anche comprarle. La prima da non farsi sfuggire e anche la più attesa è la nuova Micra. Avete presente l’ultima serie? Ecco dimenticatevela perché questa è tutt’altra cosa. Rivoluzionaria e audace, impossibile non notarla. Più lunga (3 metri e 99), più bassa, più larga e con più spazio interno di tutte le versioni precedenti. Tecnologica e connessa, prima auto della categoria con il Safety Shield, infrastruttura della futura guida autonoma: avviso e prevenzione di cambio corsia involontario, monitor a visione panoramica (Around View Monitor), sistema copertura angoli ciechi, frenata di emergenza con riconoscimento dei pedoni e lettura dei segnali stradali. A presentarla è sceso in campo il numero 1 del gruppo,

Carlos Ghosn che ha definito questa quinta generazione «una vera rivoluzione che innalza le aspettative di quello che una compatta può e dovrebbe offrire ai suoi clienti». Un po’ come provano a fare i francesi della Citroën con la nuova C3, un’altra delle reginetta del settore. Anche questa con design forte ed elegante, tanta tecnologia e grande fantasia con 36 combinazioni di colori. Uno stile che riparte dal nuovo frontale e soprattutto dagli air bump (quelle fasce protettive laterali che hanno debuttato sulla Cactus) ridisegnati e rimodellati. E una tecnologia di bordo che per la prima volta prevede una fotocamera integrata (connectedCam) pronta ad aprire il grandangolo per immortalare paesaggi mozzafiato e scene cittadine. La cam memorizza fino a 16 Gb e foto e video si possono scaricano direttamente
wi-fi sul cellulare e inviarle online. Il tutto in estrema sicurezza (niente selfie alla guida, per esempio). Terza star la nuova Rio, quarta generazione della segmento B coreana, disegnata nei centri stile Kia di Francoforte, Irvine (California) e Namyang (Corea) ma concepita soprattutto per piacere nel Vecchio Continente, dove dovrà vedersela con una concorrenza più agguerrita che mai. Anche questa Rio è più grande (4 metri e 6 centimetri), più spaziosa e inutile dirlo, più tecnologica che mai con un vero e proprio tablet (compatibile con Android Auto e Apple CarPlay) sulla plancia con cui connettersi alla rete.

Tutto qui? Manco per niente. Il lato B ha risorse a non finire. Persino nella categoria dei crossover. Ecco allora la nuova Suzuki Ignis. Design inconfondibile e una visibilità ai massimi livelli, un’auto progettata per assicurare una guida sicura anche sulle strade più sconnesse. L’obiettivo? Uno stile puramente iconico da Suv che rendesse la Ignis immediatamente riconoscibile come una Suzuki.

E a proposito di stile c’è la Toyota C-HR, primo crossover compatto e ibrido del costruttore leader mondiale di vendite. Dirompente dal punto di vista estetico e per questo destinato a dividere il pubblico soprattutto quello più tradizionalista. Insomma, linee e forme si evolvono, cambiano e cercano nuove zone estetiche e questo modello prova comunque a cavalcare il cambiamento. Una bella sfida, forse la più interessante del momento. È anche questo il lato B di Parigi...