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"Psa & friends", dai miti classici all'hi-tech: l'auto francese è tutta qui

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La mitologia greca collocava sull’Olimpo la Dea Minerva, i francesi di Citroen ribatterono a partire dal 1955 con la nuova e rivoluzionaria ammiraglia: la DS Pallas, dove le lettere D ed S significavano Deés, e Pallas era il nome della Dea Minerva. Un mito che si è guadagnato successo, fama, e un posto nel pianeta auto, un posto tanto grande da trasformarsi in un marchio indipendente nell’Olimpo del Gruppo PSA.

Guidando di nuovo sulle tortuose strade toscane della Val d’Elsa, in un confronto all’americana con la nuova DS5, la Dea però si è dimostrata all’altezza della sua fama, ancora una volta, nel terzo millennio.

L’occasione fornita dall’evento creato dal gruppo PSA per confrontare le gamme di auto di ieri e di oggi, ha permesso, dunque, di “toccar con mano” le qualità di epoche diverse, infatti, con paralleli anche tra vetture come Peugeot 104 e 205 GTI a confronto con l’attuale 208, m…
La mitologia greca collocava sull’Olimpo la Dea Minerva, i francesi di Citroen ribatterono a partire dal 1955 con la nuova e rivoluzionaria ammiraglia: la DS Pallas, dove le lettere D ed S significavano Deés, e Pallas era il nome della Dea Minerva. Un mito che si è guadagnato successo, fama, e un posto nel pianeta auto, un posto tanto grande da trasformarsi in un marchio indipendente nell’Olimpo del Gruppo PSA.

Guidando di nuovo sulle tortuose strade toscane della Val d’Elsa, in un confronto all’americana con la nuova DS5, la Dea però si è dimostrata all’altezza della sua fama, ancora una volta, nel terzo millennio.

L’occasione fornita dall’evento creato dal gruppo PSA per confrontare le gamme di auto di ieri e di oggi, ha permesso, dunque, di “toccar con mano” le qualità di epoche diverse, infatti, con paralleli anche tra vetture come Peugeot 104 e 205 GTI a confronto con l’attuale 208, mentre Citroen 2CV e Dyane erano ideali avversarie della nuova Citroen C3.
Sproporzionato il match tra la C3, confortevole, connessa con il web e dai consumi irrisori, mentre velocità massima, accelerazione e soprattutto frenata e assetto vincono a mani basse rispetto a quanto riuscivano ad offrire le piccole antenate, pure di buon livello negli anni 60 e 70. Più equilibrato, invece, il “duello” tra la 208 GTI, 208 Cv e assetto corsaiolo sposati con climatizzazione ben distribuita e, tra l’altro, fari a led che cancellano il buio della notte, e la flotta delle 205, con una GTI 1.900 da 130 Cv con assetto piuttosto rigido, ma accelerazioni e tenuta di strada ancora oggi di ottimo livello, peccato l’assenza del servosterzo, ma è pur sempre una “trentenne” con qualche segno del tempo….

E ha faticato molto per far valere le sue qualità di efficienza la DS5, su un percorso che ha idealmente collegato la Galérie Peugeot di Monteriggioni con il Centro di Documentazione Citroen di Sinalunga, dove due squadre di appassionati curano da vicino la storia dei marchi. Se per la nuova DS ci sono motori fino a 210 Cv a gasolio, benzina o perfino ibrida 4x4, con massimo rispetto dell’ambiente (consumi tra 3,8 e 4,5 l/100 km) ed emissioni che si attestano a 90 g/km di CO2 per un consumo di 3,5 l/100 km su percorso misto con l’ibrida, l’anziana Dea non è da meno. Appena più rugginosa da guidare, ha però servosterzo, versioni automatiche e motori da 75 a 141 Cv, con velocità massima fino a 191 kmh e tanta comodità sulle sue poltrone ancora estremamente accoglienti. Controindicazioni a tanta piacevole efficienza lo schema delle sospensioni oleodinamiche, avanzatissimo per la metà del secolo scorso, ma che aveva un punto nero nella fragilità di alcuni componenti. Pure proprio quel sistema, applicato per la prima volta sulla DS, è il progenitore delle sospensioni avanzatissime a controllo elettronico che mantengono in strada la DS5. Il progresso insomma c’è, e si vede, ma la Dea resta indimenticabile.