Motori

Effetto Lamborghini nella Silicon Valley

Il numero uno della casa di Sant'Agata Bolognese, Stefano Domenicali, alla Stanford University di Palo Alto per raccontare il futuro delle supersportive e l'applicazione di tecnologie e guida autonoma

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Ci voleva uno come Stefano Domenicali, una vita spesa per le prestazioni estreme fra Ferrari e Lamborghini, per portare in modo convincente le ragioni dell'automobilismo "classico" nella terra delle nuove tecnologie. Durante una visita alla Stanford University di Palo Alto in California il presidente della Lamborghini ha affrontato i temi della mobilità del futuro dal punto di vista assolutamente esclusivo del produttore di supercar, necessariamente legate alla passione come la si intende dall'origine dell'automobile.
Nel corso del suo speech Domenicali ha illustrato agli specialisti del futuro l'equilibrio fra tradizione meccanica e avanguardia tecnologica che è alla base di oggetti, come le Lamborghini, destinati a entusiasmare e a suscitare sensazioni forti, oggi e domani.
Si, anche domani, perché se va bene un Suv Lamborghini (l'imminente Urus da 650 Cv), una Lambo elettrica sarebbe veramente troppo, almeno per un po', e nel futuro delle sportive estreme il presidente dell'azienda bolognese non vede grandi rivoluzioni al di là dell'evoluzione dei motori a combustione e l'estensione delle soluzioni ibride.
Sollecitato sulle prospettive della guida autonoma  il rappresentante dell'automobilismo più tradizionale ha denunciato la concreta "contraddizione in termini fra l'auto che guida da sola e il piacere della guida sportiva che le auto come le Lamborghini esaltano al massimo livello.
Lunga vita alla Motor Valley emiliana quindi per quanto riguarda lo spirito di certe auto ma anche grande attenzione all'innovazione (Lamborghini è leader nella tecnologia delle fibre di carbonio) e alle competenze specifiche della Silicon Valley con cui l'azienda italiana sviluppa un intenso rapporto di collaborazione.