Motori

Rivoluzione Lotus, il futuro è cinese

La Geeley - già proprietaria di Volvo - acquista il 51% del famoso marchio inglese. Il 49% rimane alla malese Proton

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Il colosso Geeley (è uno dei quattro grandi costruttori cinesi) non molla e continua il suo shopping sul mercato automobilistico mondiale: dopo essersi portata a casa nel 2010 la Volvo per 1,8 miliardi di dollari, ora acquista il 51% di Lotus, uno dei marchi sportivi più famosi del mondo.

A Kuala Lumpur è infatti stato appena siglato l'accordo che vede l'acquisizione del 49% della malese Proton e del 51% della britannica Lotus. Per la Geeley si tratta di un bel colpo: l'immagine della Lotus è comunque ancora molto alta nonostante le mille vicissitudini finanziare: nel 1986 è passata alla General Motors, nel 1993 (attraverso la lussemburghese ACBN Holding) a Romano Artioli, patron della Bugatti, e nel 1996 alla malese Proton.

Ma il discorso del "bel colpo" vale anche per il gruppo malese Drb-Hicon che così si vedrà aperte le porte dello sconfinato mercato cinese e l'arrivo di nuove tecnologie. "La nostra intenzione è sempre stata quella di garantire il rilancio di Proton", ha dichiarato Syed Faisal Albar, direttore esecutivo di Drb-Hicom. 

Tecnicamente la Geely Holding acquisteràda Proton il 51% di Lotus  ma rimane un mistero - per ora - quanto sia costata l'operazione. Di certo sarà stata una cosa costosa (si parla di 130 milioni di dollari) perché in trattativa c'erano anche altri 15 grandi costruttori mondiali, fra cui PSA, Renault e Suzuki.

Ora si apre una nuova partita, ma a giudicare dall'attenzione - e dai soldi - che la Geeley ha messo nel rilancio di Volvo, ci sono ottime possibilità che la casa inglese torni a nuova vita.