Suzuki show al salone di Tokyo. Un attacco in forze iniziato nel 2013 con l'inizio di una nuova era sul fronte del prodotto. E che ha portato il marchio giapponese a presentare al Salone di Tokyo ben sette novità.
Tra le anteprime esposte, la più accreditata a sbarcare nel mercato europeo è la Xbee; un suv di segmento b con estetica, propulsione anche mild-hybrid e possibilità di personalizzazione allineate a trend e richieste di mercato del Vecchio Continente. "C’è ancora del lavoro da fare per sfruttare al massimo il margine di crescita ovviamente ma per quanto riguarda l’Italia, siamo felici delle nostre performance sia in termini di vendite che di percezione e posizionamento del marchio" racconta Massimo Nalli, Direttore Generale Suzuki Italia, tra luci, musica, motociclette, veicoli elettrificati e kei cars della kermesse giapponese.
I vostri numeri nel mercato italiano sono più che incoraggianti. Segno che la direzione intrapresa è quella giusta?
“Sì, stamo sgomitando abbastanza perche nei primi nove mesi del 2017 Suzuki Italia cresce del 43 percento in un mercato che cresce del 9. Se pensiamo poi che nel 2016 abbiamo registrato un più 20 percento rispetto all’anno precedente possiamo ritenerci più che soddisfatti anche per la quota di mercato raggiunta. Ora la sfida è consolidarsi”.
La definizione giusta per la Suzuki di oggi è ripartenza, rinascimento o rinascita?
“La parola giusta è rinascita grazie ad un prodotto nuovo. La vettura più anziana della nostra gamma, al di là della Jimny che comunque sarà sottoposta ad aggiornamenti restando fedele a se stessa, è la Celerio che ha 3 anni”.
Il Salone di Tokyo è una vetrina su ciò che verrà?
“E’ una vista indiscreta nei cassetti della Suzuki per far vedere in quali direzioni ci stiamo muovendo. Quindi manteniamo valori quali l’accessibilità e la compattezza in quanto i nostri modelli hanno prezzi competitivi e sono sempre di qualche centimetro più corti, a parità di segmento, rispetto a quelli di altri costruttori”.
Quali altri aspetti, sia di natura estetica che meccanica, sono centrali nella filosofia Suzuki?
”Sicuramente le quattro ruote motrici e l’efficienza. La star del nostro stand ad esempio è la e-Survivor; concept elettrica a trazione integrale lunga 3,46 metri, quindi qualche centimetro in più di una kei car. Efficienza degli spazi e bassi consumi sono altri punti fermi dei nostri prodotti”.
In Italia serve anche il design?
”In Italia serve tanto design ma per fortuna l’aspetto estetico ha ormai un appeal globale ed i nostri centri stile dislocati tra Giappone, India e Italia sono sempre più attenti a proporzioni e dettagli per coniugare look, forma e funzione”.
Tra le anteprime esposte, la più accreditata a sbarcare nel mercato europeo è la Xbee; un suv di segmento b con estetica, propulsione anche mild-hybrid e possibilità di personalizzazione allineate a trend e richieste di mercato del Vecchio Continente. "C’è ancora del lavoro da fare per sfruttare al massimo il margine di crescita ovviamente ma per quanto riguarda l’Italia, siamo felici delle nostre performance sia in termini di vendite che di percezione e posizionamento del marchio" racconta Massimo Nalli, Direttore Generale Suzuki Italia, tra luci, musica, motociclette, veicoli elettrificati e kei cars della kermesse giapponese.
I vostri numeri nel mercato italiano sono più che incoraggianti. Segno che la direzione intrapresa è quella giusta?
“Sì, stamo sgomitando abbastanza perche nei primi nove mesi del 2017 Suzuki Italia cresce del 43 percento in un mercato che cresce del 9. Se pensiamo poi che nel 2016 abbiamo registrato un più 20 percento rispetto all’anno precedente possiamo ritenerci più che soddisfatti anche per la quota di mercato raggiunta. Ora la sfida è consolidarsi”.
La definizione giusta per la Suzuki di oggi è ripartenza, rinascimento o rinascita?
“La parola giusta è rinascita grazie ad un prodotto nuovo. La vettura più anziana della nostra gamma, al di là della Jimny che comunque sarà sottoposta ad aggiornamenti restando fedele a se stessa, è la Celerio che ha 3 anni”.
Il Salone di Tokyo è una vetrina su ciò che verrà?
“E’ una vista indiscreta nei cassetti della Suzuki per far vedere in quali direzioni ci stiamo muovendo. Quindi manteniamo valori quali l’accessibilità e la compattezza in quanto i nostri modelli hanno prezzi competitivi e sono sempre di qualche centimetro più corti, a parità di segmento, rispetto a quelli di altri costruttori”.
Quali altri aspetti, sia di natura estetica che meccanica, sono centrali nella filosofia Suzuki?
”Sicuramente le quattro ruote motrici e l’efficienza. La star del nostro stand ad esempio è la e-Survivor; concept elettrica a trazione integrale lunga 3,46 metri, quindi qualche centimetro in più di una kei car. Efficienza degli spazi e bassi consumi sono altri punti fermi dei nostri prodotti”.
In Italia serve anche il design?
”In Italia serve tanto design ma per fortuna l’aspetto estetico ha ormai un appeal globale ed i nostri centri stile dislocati tra Giappone, India e Italia sono sempre più attenti a proporzioni e dettagli per coniugare look, forma e funzione”.