Viaggiare con un assistente personale virtuale pronto a rispondere a ogni richiesta e addirittura ad anticipare le nostre esigenze: ecco “Casey”, il nuovo sistema di assistenza a riconoscimento vocale messo a punto da Bosch in oltre dieci anni di studi e test. Il software è multilingua, riconosce il linguaggio naturale – dimentichiamo quindi i rigidi comandi preimpostati da pronunciare scandendo bene le parole -, e parla oltre 30 lingue, compresi dialetti e accenti (ad esempio l’inglese nelle varianti britanniche, statunitensi, neozelandesi e australiane). Inoltre è in grado di riconoscere, all’interno di una frase, una destinazione pronunciata in una lingua differente, comprendendo che si tratta di una località di un paese straniero e impostando automaticamente la rotta. “Puoi dire quello che vuoi nel modo che vuoi: Bosch mette a disposizione un’assistente vocale in grado di capire il conducente proprio come farebbe un’altra persona” ha spiegato Dirk Hoheisel, membro del Board di Robert Bosch GmbH.
In auto con il sistema Bosch sarà come avere un passeggero virtuale tuttofare, anche grazie alla possibilità di “battezzarlo” con il nome che preferiamo. “Jenny”, “Maria”, “Francesco”, si può chiamare come si preferisce semplicemente comunicandogli il nuovo nome. Inoltre, il sistema, dotato di intelligenza artificiale, riconosce la voce del guidatore ed è in grado di preimpostare alcune funzioni dell’auto come la playlist preferita o la radio più ascoltata. Di più: impara dalle abitudini del guidatore e può, ad esempio, suggerire la mattina il percorso per arrivare in ufficio e la sera quello per tornare a casa, ovviamente analizzando la situazione del traffico e consigliando il tracciato ottimale.
“Le capacità di Casey vanno oltre quelle della concorrenza, anche delle aziende più famose – aggiungono dal quartier generale Bosch -. L’assistente vocale pensa e impara. Se per esempio il conducente vuole chiamare ‘Paul’, il sistema passa in rassegna i contatti automaticamente, prendendo in considerazione il luogo in cui si trova, l’ora e la situazione prima di rispondere. Se il conducente sta andando al lavoro, di mattina, ‘Paul’ probabilmente si riferisce al collega in ufficio, mentre lo stesso nome pronunciato di sera potrebbe indicare il migliore amico. Per accertarsene, Casey chiederà ‘Ho trovato cinque contatti con il nome Paul. Vuoi chiamare Paul Stevenson?’ Questa importanza del contesto è la prima fase dell’intelligenza artificiale”. E per dare i comandi non servirà aspettare il “bip” di sistema, “Casey” è sempre pronto.
Oltre all’utilità e alla comodità del nuovo assistente virtuale, che include anche tutti i servizi di telefonia e messaggistica a comando vocale che già conosciamo, va sottolineata la sua importanza in materia di sicurezza stradale. Non solo l’uso del telefono alla guida, infatti, è fonte di distrazione e causa di incidenti, ma anche quello del navigatore satellitare e degli altri comandi selezionabili dal display del sistema di infotainment e dai vari pulsanti presenti nell’abitacolo: per utilizzarli si distoglie lo sguardo dalla strada, pochi secondi che possono essere fatali. “Secondo uno studio di Allianz Center for Technology, i guidatori di auto tedesche spesso si distraggono mentre usano il navigatore, regolano l’aria condizionata o rispondono al telefono. Questo tipo di distrazioni è una delle cause principali degli incidenti stradali”, sottolineano da Bosch. Con “Casey” tutto questo non accadrà più, basterà chiederle di impostare la destinazione o regolare la temperatura dell’abitacolo, esattamente come si farebbe con un passeggero affianco. “A volte, guidando le macchine moderne, il conducente può sentirsi un vero e proprio pilota al comando di un aereo con tutti quei pulsanti, schermi, menu e sottomenu. Bosch pone fine al caos di pulsanti presenti nell’abitacolo. Abbiamo deciso invece di trasformare l’assistente vocale in passeggero”, ha concluso Hoheisel.
E in Bosch hanno pensato proprio a tutto: “Casey” funziona anche offline. “L’assistente Bosch non ha bisogno di nessun tipo di connessione dati esterna. Il sistema di infotainment in auto si occupa dei calcoli senza inviare nessun dato sul cloud. Casey rimane insieme al conducente anche in galleria, nelle zone con scarsa copertura o in altri paesi, quando il proprio smartphone è spento”, specificano ancora dal colosso tedesco. E con questa tecnologia il viaggio sarà più piacevole e sicuro.
In auto con il sistema Bosch sarà come avere un passeggero virtuale tuttofare, anche grazie alla possibilità di “battezzarlo” con il nome che preferiamo. “Jenny”, “Maria”, “Francesco”, si può chiamare come si preferisce semplicemente comunicandogli il nuovo nome. Inoltre, il sistema, dotato di intelligenza artificiale, riconosce la voce del guidatore ed è in grado di preimpostare alcune funzioni dell’auto come la playlist preferita o la radio più ascoltata. Di più: impara dalle abitudini del guidatore e può, ad esempio, suggerire la mattina il percorso per arrivare in ufficio e la sera quello per tornare a casa, ovviamente analizzando la situazione del traffico e consigliando il tracciato ottimale.
“Le capacità di Casey vanno oltre quelle della concorrenza, anche delle aziende più famose – aggiungono dal quartier generale Bosch -. L’assistente vocale pensa e impara. Se per esempio il conducente vuole chiamare ‘Paul’, il sistema passa in rassegna i contatti automaticamente, prendendo in considerazione il luogo in cui si trova, l’ora e la situazione prima di rispondere. Se il conducente sta andando al lavoro, di mattina, ‘Paul’ probabilmente si riferisce al collega in ufficio, mentre lo stesso nome pronunciato di sera potrebbe indicare il migliore amico. Per accertarsene, Casey chiederà ‘Ho trovato cinque contatti con il nome Paul. Vuoi chiamare Paul Stevenson?’ Questa importanza del contesto è la prima fase dell’intelligenza artificiale”. E per dare i comandi non servirà aspettare il “bip” di sistema, “Casey” è sempre pronto.
Oltre all’utilità e alla comodità del nuovo assistente virtuale, che include anche tutti i servizi di telefonia e messaggistica a comando vocale che già conosciamo, va sottolineata la sua importanza in materia di sicurezza stradale. Non solo l’uso del telefono alla guida, infatti, è fonte di distrazione e causa di incidenti, ma anche quello del navigatore satellitare e degli altri comandi selezionabili dal display del sistema di infotainment e dai vari pulsanti presenti nell’abitacolo: per utilizzarli si distoglie lo sguardo dalla strada, pochi secondi che possono essere fatali. “Secondo uno studio di Allianz Center for Technology, i guidatori di auto tedesche spesso si distraggono mentre usano il navigatore, regolano l’aria condizionata o rispondono al telefono. Questo tipo di distrazioni è una delle cause principali degli incidenti stradali”, sottolineano da Bosch. Con “Casey” tutto questo non accadrà più, basterà chiederle di impostare la destinazione o regolare la temperatura dell’abitacolo, esattamente come si farebbe con un passeggero affianco. “A volte, guidando le macchine moderne, il conducente può sentirsi un vero e proprio pilota al comando di un aereo con tutti quei pulsanti, schermi, menu e sottomenu. Bosch pone fine al caos di pulsanti presenti nell’abitacolo. Abbiamo deciso invece di trasformare l’assistente vocale in passeggero”, ha concluso Hoheisel.
E in Bosch hanno pensato proprio a tutto: “Casey” funziona anche offline. “L’assistente Bosch non ha bisogno di nessun tipo di connessione dati esterna. Il sistema di infotainment in auto si occupa dei calcoli senza inviare nessun dato sul cloud. Casey rimane insieme al conducente anche in galleria, nelle zone con scarsa copertura o in altri paesi, quando il proprio smartphone è spento”, specificano ancora dal colosso tedesco. E con questa tecnologia il viaggio sarà più piacevole e sicuro.