Motori

Mobilità, una fotografia del Bel Paese

L'auto privata batte di gran lunga sharing mobility e trasporto pubblico. Ma ci sono segnali positivi: gli italiani sono aperti verso il cambiamento e consapevoli della necessità di ridurre traffico ed emissioni nocive. I risultati della ricerca EY

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Car sharing: il 19,4% degli italiani l’ha provato almeno una volta. E se l’auto privata rimane il mezzo preferito nel Bel Paese, due connazionali su tre la scelgono infatti quotidianamente sia per lavoro che nel tempo libero, ci sono buone speranze per il futuro: la curiosità verso la sharing economy è in crescita, con una buona percentuale che si dice disposta a utilizzare il servizio condiviso sia per questioni ambientali che per comodità.

 “Sharing economy, elettrico, auto connesse, autonome e integrazione dei trasporti, ingresso di nuovi player provenienti da settori diversi: sono tutti fattori che stanno cambiando profondamente il mondo dell’auto”, sottolineano da EY, leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza.

“Si calcola che in Italia il mercato automotive esteso ai servizi di mobilità valga 200 miliardi di euro, di cui 91 relativi al settore auto in senso stretto e il resto agli altri servizi di mobilità – ha dichiarato Donato Iacovone, AD di EY in Italia e managing partner dell’area mediterranea -. Un valore che rappresenta oltre il 10% del PIL italiano. Si capisce quindi come la trasformazione in atto sia una straordinaria opportunità di crescita per il nostro Paese, che richiede la cooperazione di tutti i player, pubblici e privati”.

E in questo nuovo mondo dove auto, servizi e digitale si fondono in qualcosa di nuovo, avviene un’ulteriore trasformazione dello scenario che “vede la convergenza di settori diversi e nuovi player che richiedono un’accelerazione degli investimenti in processi di Business Innovation. Per il 2018 si stimano nel mondo 21 miliardi di investimenti in start up che offrono servizi di mobilità”, proseguono dalla società di consulenza.

Ma quali sono i bisogni di mobilità degli italiani e quale impatto stanno avendo i trend del settore sulle loro aspettative nell’ambito della mobilità? Per rispondere a questa domanda, EY ha realizzato una ricerca ad hoc su un campione di 1500 connazionali. Dai risultati emerge che il mezzo preferito dagli italiani per gli spostamenti è la propria auto, sia per lavoro (73,3%), che per tutto il resto (67,4%). In città, molti scelgono il servizio di trasporto pubblico (28,6% per lavoro, 34,6 per tempo libero), mentre per le lunghe distanze non sono molto propensi ad utilizzare treni ad alta velocità (4,6% per spostamenti professionali, solo l’1,8% per quelli non professionali), o convogli regionali (4,2% per lavoro, 9,1% per tempo libero). “Ci sono però segnali di un cambio di mentalità, con il passaggio dal possesso all’utilizzo dell’auto: quasi il 2% degli italiani sceglie oggi il car sharing e il trend è destinato a crescere”, evidenziano da EY, e proseguono: “Dalla ricerca emerge comunque che i nostri connazionali sono disponibili a cambiare abitudine per una soluzione più funzionale ai propri spostamenti, anche fornita dai mezzi pubblici. Il 27,4% è disposto ad utilizzarli se sono comodi per il precorso che devono compiere, il 21,7% in caso di comodità d’orario o di prossimità alla propria abitazione e al luogo di lavoro”. Dunque, un sistema di trasporto comodo e funzionale sarebbe accolto con entusiasmo.

E se l’auto di proprietà è sempre la regina delle strade italiane, con il 66% del campione che la predilige come mezzo di trasporto principale, sono in tanti a fare attenzione all’impatto ambientale: il 32,6% sceglie un’auto ibrida e il 17,4% elettrica. “Inoltre, il 18% adotta le nuove modalità proposte dalle case automobilistiche. Ormai solo il 14,2% sceglie un’auto a benzina e il 23,2% un mezzo diesel”, aggiungono da EY. Segnali positivi che ritroviamo anche nei risultati sulla sharing mobility. Il 19,4% del campione intervistato usa il car sharing, l’8,1% il bike sharing, il 2,3 il car pooling e lo scooter sharing. Chi usa questi servizi lo fa principalmente nel tempo libero (71,4%), mentre un buon 24,5% lo sceglie per andare a lavoro.

“Un trend destinato a crescere, anche se il 14,7% non ha ancora servizi di mobilità condivisa nella propria zona”, fanno notare da EY. In conclusione, “gli italiani sono consapevoli del bisogno di una mobilità più ‘moderna’, sia per migliorare la mobilità attuale (61,5%) sia per incrementare il lavoro da casa e riorganizzare la mobilità sulle esigenze di spostamento (17,1%) sia per differenziare gli orari di ingresso a scuola e al lavoro e adeguare le esigenze di spostamento (13,6%)”.

“A fronte della crescente necessità di mobilità cittadina, in Italia l’espansione delle reti e dei servizi di trasporto in molti casi non è stata sviluppata alla stessa velocità – ha commentato Paolo Lobetti Bodoni, Med Automotive & Transportation Leader di EY-. Se l’automobile privata è ancora il mezzo di trasporto preferito da oltre 2 italiani su 3, si sta affermando anche nel nostro Paese un’esigenza di mobilità alternativa, più sostenibile, sicura e ottimizzata in termini di tempo e occupazione dello spazio. Proprio per accelerare la creazione di un ecosistema integrato della mobilità, EY si è fatta promotrice dell’EY Mobility Think Thank a cui hanno aderito 35 CEO di aziende di player privati e pubblici, che si sono confrontati e hanno elaborato una serie di proposte per sviluppare la mobilità del futuro nel nostro Paese: la mobilità del possibile”. (s.b.)