I prezzi delle assicurazioni Rc Auto "grazie anche al contenimento dei sinistri e delle frodi, sono diminuiti nell'anno del 2,5%, per una riduzione complessiva del 27% in 5 anni". Ad affermarlo nella sua relazione all'Assemblea dell'Ania è il presidente Maria Bianca Farina.
"La differenza rispetto alla media dei principali paesi europei -sottolinea- si è così ridotta, nello stesso periodo, da 213 a 78 euro, di cui 40 euro dovuti al differenziale di imposta. Anche il divario territorio tra le aree con prezzi più alti e quelle con prezzi più bassi è diminuito di quasi il 40%".
"A questo proposito va sottolineata la necessità di semplificare il quadro delle regole, chiarendo i limiti e i criteri con i quali le compagnie possono utilizzare le informazioni sulla clientela in loro possesso", ha aggiunto. "Si tratta di trovare un giusto equilibrio tra la riservatezza del cliente e l'uso delle informazioni utili a rendere un servizio a suo vantaggio".
Il settore assicurativo "corrisponde imposte che sfiorano i 6 miliardi l'anno. Vanta un credito d'imposta crescente, derivante dall'acconto dovuto sulle riserve tecniche: alla fine del 2017, tale credito ha raggiunto la somma di 8,5 miliardi, per le difficoltà strutturali connesse al suo recupero, a cui è necessario porre rimedio". Ha poi spiegato Farina, sottolineando che "le imposte sui premi assicurativi fanno affluire ulteriori risorse all'Erario per quasi 20 milioni di euro al giorno".
Il settore, inoltre, rileva ancora, "dà occupazione, in vita diretta e indiretta, a circa 300 mila persone che, con la loro attività, la loro professionalità hanno contribuito a tali risultati".
Proprio per questo, aggiunge Farina, "riteniamo di poter dare il nostro fattivo contributo agendo su tre principali leve: la messa in sicurezza del Paese, la tutela del risparmio delle famiglie e il finanziamento di medio e lungo termine dell'economia reale".
"La differenza rispetto alla media dei principali paesi europei -sottolinea- si è così ridotta, nello stesso periodo, da 213 a 78 euro, di cui 40 euro dovuti al differenziale di imposta. Anche il divario territorio tra le aree con prezzi più alti e quelle con prezzi più bassi è diminuito di quasi il 40%".
"A questo proposito va sottolineata la necessità di semplificare il quadro delle regole, chiarendo i limiti e i criteri con i quali le compagnie possono utilizzare le informazioni sulla clientela in loro possesso", ha aggiunto. "Si tratta di trovare un giusto equilibrio tra la riservatezza del cliente e l'uso delle informazioni utili a rendere un servizio a suo vantaggio".
Il settore assicurativo "corrisponde imposte che sfiorano i 6 miliardi l'anno. Vanta un credito d'imposta crescente, derivante dall'acconto dovuto sulle riserve tecniche: alla fine del 2017, tale credito ha raggiunto la somma di 8,5 miliardi, per le difficoltà strutturali connesse al suo recupero, a cui è necessario porre rimedio". Ha poi spiegato Farina, sottolineando che "le imposte sui premi assicurativi fanno affluire ulteriori risorse all'Erario per quasi 20 milioni di euro al giorno".
Il settore, inoltre, rileva ancora, "dà occupazione, in vita diretta e indiretta, a circa 300 mila persone che, con la loro attività, la loro professionalità hanno contribuito a tali risultati".
Proprio per questo, aggiunge Farina, "riteniamo di poter dare il nostro fattivo contributo agendo su tre principali leve: la messa in sicurezza del Paese, la tutela del risparmio delle famiglie e il finanziamento di medio e lungo termine dell'economia reale".