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Un robot al volante. E' questo il futuro? Tutto quello che bisogna sapere sulla guida autonoma. Da oggi al 2025 ecco modelli e strategie

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E’ un percorso a ostacoli quello dell’auto a guida autonoma ma che per forza di cosa arriverà a conclusione. Il problema è quando e con quali regole e normative. Al momento restano aperti alcuni problemi. Uno dei principali riguarda l’affidabilità. Quasi nessuno, infatti, si fida dei computer. Perché l’errore di una macchina ha ben altro peso rispetto a quello umano. E non importa se la proporzione è uno a mille o diecimila. D’altronde, conviviamo con le distrazioni alla guida, sommersi da messaggi di ogni genere che arrivano dal nostro smartphone di non riusciamo a fare a meno. Anche se sappiamo di correre rischi altissimi per la nostra sicurezza personale e quella degli altri.

La guida autonoma, per esempio, potrebbe ridurre a zero questi rischi ma chi si fiderebbe davvero di mettere la propria vita nelle mani di un chip? Certo la tecnologia va avanti, c’è il 5G, l’intelligenza artificiale, la super connessione eppure i nostri occhi nessuno li scambierebbe con dei sensori, anche se un milione di volte più precisi ed efficienti. Oggi è così. Lo dice anche il Censis all’interno del rapporto sulla mobilità degli italiani dove sta scritto che il 47,8 per cento non si fida dell’auto autonoma. Domani, però, è un altro giorno e tutto sarà destinato a cambiare? In meglio, naturalmente. Perché il futuro fa dimenticare tutto. Soprattutto le paure. Così lo scenario degli anni a venire è costellato di sicurezza assoluta, zero incidenti, alta tecnologia e mobilità sostenibile. Che poi è l’unico scenario possibile perché altrimenti che fine faranno le nostre città in balia dell’inquinamento? E soprattutto che fine faremo noi, costretti a respirare aria sempre più tossica? Sono le domande a cui  tanno tentando di rispondere l’industria automobilistica da un lato e la politica dall’altro. Entrambe le risposte convergono sull’auto elettrica a zero emissioni. Sarà lei a salvare il pianeta. sarà lei dunque la soluzione.

In queste pagine abbiamo raccontato “lo stato dell’arte”, i progressi tecnologici, i primi modelli sperimentali e quelli che rappresenteranno lo zoccolo duro della prossima auto senza pilota. Ma abbiamo provato ad affrontare anche quei famosi dubbi che interessano tanto gli italiani. Dubbi però a cui solo il futuro potrà dare una risposta adeguata. D’altronde come sempre accade...