ROMA - È nata nel 2017 sviluppandosi in 22 città in Italia, ma solo oggi Wetaxi - che ha reso smart parecchie cooperative di taxi italiane – sta preparando il boom per il prossimo futuro arrvando a Milano e Roma. “Le istituzioni ci hanno sollecitato per sostenere il trasporto pubblico”, dice Massimiliano Curto, Fondatore e Amministratore di Wetaxi. La situazione è chiara: i sindaci sono sull’orlo di una crisi di nervi. Solo un italiano su 10 prenderà i mezzi pubblici prossimamente, secondo uno studio di Aretè, società di consulenza strategica specializzata nel settore automotive. Il 70% pensa di usare solo l’auto per muoversi. Pensare ai tassisti come soluzione, non sembrerebbe nemmeno così anomalo, (meno auto in circolazione, meno traffico e inquinamento, e più trasporto per tutti a tariffe accessibili...) se non fosse che le corse dovrebbero continuare ad essere condivise contemporaneamente da più persone a bordo: una sfida tutta da combattere, in tempi di Covid-19.
Non se ne è parlato molto di Wetaxi finché la piattaforma che permette di prenotare e condividere il taxi tramite smartphone - con la trasparenza della tariffa garantita - è arrivata anche a Milano e a Roma su oltre 2.300 macchine della città: sfidando l’abusivismo, le tariffe folli e cimentandosi in una mobilità più sostenibile e innovativa. Non solo. La novità per alcune tratte, come quella centro città - aeroporto, ad esempio, era appunto la condivisione: se si decideva di condividere il percorso, automaticamente il costo per il passeggero era dimezzato. L’unico pegno da pagare, al massimo, il ritardo 30 di minuti, in attesa che durante il trasporto si facesse vivo qualcuno. Sul fronte della clientela business il riscontro è stato basso (3-4%) ma in caso di eventi specifici e/o serali (in vista di eventi come concerti, stadio etc.) il successo dello sharing non è tardato ad arrivare coprendo fino all’80% delle corse disponibili.
“Da qui il segnale di start da parte delle istituzioni, come supporto del trasporto pubblico – afferma Curto. – Se con il Covid-19 abbiamo fermato tutte le operazioni di condivisione operando solo per il sociale, oggi stiamo lavorando ad un progetto che possa rispondere ai nuovi bisogni dei cittadini e della città”. Un’uber tutta italiana, insomma. Lavoriamo con e per i tassisti e rispondiamo anche ai loro bisogni, oltre a quelli ambientali – dice il fondatore - Per il resto con Wetaxi i passeggeri possono segnalare se si tratta di una corsa aziendale, scegliere se pagare con carta di credito, PayPal, Satispay e portafoglio ricaricabile in app oppure pagare direttamente a bordo. Saremo orgogliosi di poter contribuire alla riduzione dell’utilizzo dell’auto privata: dovrebbe essere una prerogativa di tutte le nostre città”.
Ad, ogni modo, tranquillizzare i passeggeri all’interno dell’abitacolo nel post-covid non sarà così facile, alla luce di quanto si è vissuto finora. “Il nostro obiettivo è costruire una piattaforma digitale capace di semplificare e migliorare la vita in città. Non sarà facile, certo. Ad oggi per far ripartire la condivisione in tranquillità ai tassisti che si uniranno alla nostra comunità offriamo divisori per l’auto e We care, un’assicurazione per covid-19”. Garanzia che tranquillizza chi prenota un passaggio a quanto pare. Le auto vengono sanificate una volta a settimana e a bordo bisogna salire solo muniti di mascherina. Il servizio ancora non è stato riattivato, ma già stanno lavorando per farlo ripartire con il giusto passo: “I due valori che ci guidano tutti i giorni sono condivisione e collaborazione”, conclude Curto fiducioso. Ai passeggeri l’ultima parola.
Non se ne è parlato molto di Wetaxi finché la piattaforma che permette di prenotare e condividere il taxi tramite smartphone - con la trasparenza della tariffa garantita - è arrivata anche a Milano e a Roma su oltre 2.300 macchine della città: sfidando l’abusivismo, le tariffe folli e cimentandosi in una mobilità più sostenibile e innovativa. Non solo. La novità per alcune tratte, come quella centro città - aeroporto, ad esempio, era appunto la condivisione: se si decideva di condividere il percorso, automaticamente il costo per il passeggero era dimezzato. L’unico pegno da pagare, al massimo, il ritardo 30 di minuti, in attesa che durante il trasporto si facesse vivo qualcuno. Sul fronte della clientela business il riscontro è stato basso (3-4%) ma in caso di eventi specifici e/o serali (in vista di eventi come concerti, stadio etc.) il successo dello sharing non è tardato ad arrivare coprendo fino all’80% delle corse disponibili.
“Da qui il segnale di start da parte delle istituzioni, come supporto del trasporto pubblico – afferma Curto. – Se con il Covid-19 abbiamo fermato tutte le operazioni di condivisione operando solo per il sociale, oggi stiamo lavorando ad un progetto che possa rispondere ai nuovi bisogni dei cittadini e della città”. Un’uber tutta italiana, insomma. Lavoriamo con e per i tassisti e rispondiamo anche ai loro bisogni, oltre a quelli ambientali – dice il fondatore - Per il resto con Wetaxi i passeggeri possono segnalare se si tratta di una corsa aziendale, scegliere se pagare con carta di credito, PayPal, Satispay e portafoglio ricaricabile in app oppure pagare direttamente a bordo. Saremo orgogliosi di poter contribuire alla riduzione dell’utilizzo dell’auto privata: dovrebbe essere una prerogativa di tutte le nostre città”.
Ad, ogni modo, tranquillizzare i passeggeri all’interno dell’abitacolo nel post-covid non sarà così facile, alla luce di quanto si è vissuto finora. “Il nostro obiettivo è costruire una piattaforma digitale capace di semplificare e migliorare la vita in città. Non sarà facile, certo. Ad oggi per far ripartire la condivisione in tranquillità ai tassisti che si uniranno alla nostra comunità offriamo divisori per l’auto e We care, un’assicurazione per covid-19”. Garanzia che tranquillizza chi prenota un passaggio a quanto pare. Le auto vengono sanificate una volta a settimana e a bordo bisogna salire solo muniti di mascherina. Il servizio ancora non è stato riattivato, ma già stanno lavorando per farlo ripartire con il giusto passo: “I due valori che ci guidano tutti i giorni sono condivisione e collaborazione”, conclude Curto fiducioso. Ai passeggeri l’ultima parola.