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Sicurezza in auto sott'esame. Nuovi test per capire cosa serve davvero

Sicurezza in auto sott'esame. Nuovi test per capire cosa serve davvero
L'Insurance Institute for Highway Safety (IIHS), una sorta di Euro NCAP statunitense, sta sviluppando un nuovo programma di classificazione per i veicoli con automazione parziale
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ROMA - Il crescente numero di incidenti provocati dalla presenza sulle auto di sistemi di guida parzialmente autonoma, a volte malfunzionanti o utilizzati in modo improprio dagli utenti, sta diventando un caso negli Stati Uniti. Per questo l'Insurance Institute for Highway Safety (IIHS), organizzazione finanziata da compagnie di assicurazione con lo scopo di ridurre le collisioni stradali e il numero di feriti, insomma una sorta di Euro NCAP statunitense, sta sviluppando un nuovo programma di classificazione che valuta le misure di sicurezza che i veicoli con automazione parziale utilizzano per aiutare i conducenti a rimanere concentrati sulla strada.

Il sistema utilizzerà le stesse valutazioni dei test di resistenza e i rating assegnati saranno: buono, accettabile, marginale, scarso. Per guadagnare una buona valutazione i sistemi di sicurezza dovranno assicurarsi che gli occhi del guidatore siano diretti verso la strada e che le loro mani siano sul volante o pronte ad afferrarlo in ogni momento. Saranno inoltre richiesti allarmi crescenti e adeguate procedure di emergenza quando il conducente non soddisfa tali condizioni. L'IIHS prevede di emettere la prima serie di valutazioni nel 2022, anche se la tempistica precisa è incerta perché i continui problemi della catena di approvvigionamento nell'industria automobilistica hanno reso più difficile ottenere veicoli per i test. "I sistemi di automazione parziale possono far sembrare i viaggi lunghi meno onerosi, ma non ci sono prove che rendano la guida più sicura", afferma il presidente dell'IIHS David Harkey. "In effetti, potrebbe essere il contrario se i sistemi non dispongono di adeguate salvaguardie".

L’IIHS afferma che questi test non sono progettati per valutare l’efficacia di un sistema avanzato di assistenza alla guida, ma piuttosto quanto bene monitorano il coinvolgimento del conducente. Tutti i veicoli ad automazione parziale oggi disponibili, infatti, richiedono al conducente una supervisione attiva, che consiste nel monitorare quanto bene l'automazione sta svolgendo i suoi compiti ed essere sempre pronto a subentrare se qualcosa va storto. Per questo, secondo l’Insurance Institute for Highway Safety il sistema di monitoraggio del conducente dovrebbe non solo utilizzare più tipi di avvisi per ricordare al conducente di guardare la strada e riportare le mani al volante, ma tali avvisi dovrebbero iniziare e intensificarsi rapidamente.

Inoltre, se l’autista non risponde il sistema dovrebbe rallentare e fermarsi dove è sicuro e, una volta che si verifica questa escalation, il driver dovrebbe essere bloccato fuori dai sistemi di automazione parziale per il resto della marcia. Nessun veicolo dovrebbe consentire l’uso dei suoi sistemi avanzati di assistenza alla guida anche se la cintura di sicurezza è slacciata. L’IIHS precisa che, sebbene la maggior parte dei sistemi di automazione parziale oggi in commercio, dall’Autopilot, al Pilot Assist e al Super Cruise, dispongano di alcune salvaguardie per garantire che i conducenti siano concentrati e pronti, per esempio utilizzano telecamere, radar o altri sensori per "vedere" la strada, nessuno di essi però soddisfa tutti i criteri proposti nell’ambito di questa nuova serie di test. Affermazione che riguarda i veicoli ad automazione parziale circolanti negli Stati Uniti, ma che con molta probabilità potrebbe riferirsi anche a quelli commercializzati in Europa.