✕

Quella spider di Elvis, primo influencer a tempo di rock&roll

La consegna della Bmw 507 a Elvis Presley 
La vita tormentata della Bmw 507 che Presley si regala nel 1958. Dura solo due anni ma succede di tutto. Oggi ritorna il modello restaurato. Ecco tutta la storia
2 minuti di lettura

Mai più si ripeterà un fenomeno come quello che ha trasformato la creatura nata a Tupelo nel Mississippi, insieme a un gemello morto subito, in una casetta poco più grande di un container, in un’icona mondiale della musica rock, nell’oggetto del desiderio di milioni di ragazzine in tutto il globo. Certo, dopo arriveranno i Beatles, gli Stones e numerosi altri artisti suscitatori di devozioni e fanatismi (omicidi compresi, come nel caso di John Lennon, di Selena Quintanilla-Pérez, di Dimebag Darrell) ma nulla che possa mai eguagliare la furia amorosa che ha accompagnato Elvis in ogni tappa della sua breve vita infelice, dall’ascesa al declino anche fisico, dall’atletica snellezza della gioventù (era bellissimo!) ai travestimenti da Dracula sovrappeso avvolto nei mantelli di strass, gonfio di psicofarmaci e disperazione.

Qualcosa di simile doveva essere accaduto…

Mai più si ripeterà un fenomeno come quello che ha trasformato la creatura nata a Tupelo nel Mississippi, insieme a un gemello morto subito, in una casetta poco più grande di un container, in un’icona mondiale della musica rock, nell’oggetto del desiderio di milioni di ragazzine in tutto il globo. Certo, dopo arriveranno i Beatles, gli Stones e numerosi altri artisti suscitatori di devozioni e fanatismi (omicidi compresi, come nel caso di John Lennon, di Selena Quintanilla-Pérez, di Dimebag Darrell) ma nulla che possa mai eguagliare la furia amorosa che ha accompagnato Elvis in ogni tappa della sua breve vita infelice, dall’ascesa al declino anche fisico, dall’atletica snellezza della gioventù (era bellissimo!) ai travestimenti da Dracula sovrappeso avvolto nei mantelli di strass, gonfio di psicofarmaci e disperazione.

Qualcosa di simile doveva essere accaduto ai tempi del muto, con le folle inneggianti a Rodolfo Valentino o Mary Pickford, ma la fortuna di Elvis coincise con l’affermarsi della televisione, della sua pervasività interclassista e intergenerazionale, e il mito gonfiò insieme alla pubblicità che ne riprese e manipolò gesti, sound, modo di vestire e atteggiarsi. Così ogni sua minuscola innocente predilezione, dalle automobili al dentifricio, dagli stivaletti alle profilassi (celebre nel 1956 la sua vaccinazione contro la polio in diretta tivù) venne pantografata e scagliata sui fans come regola cui d’ora in avanti ciecamente obbedire. La parola influencer avrebbero dovuta inventarla allora, inventarla per lui.

Elvis viene vaccinato contro la polio 

Nel 1958 Elvis Presley aveva già scalato dieci volte la classifica dei singoli più venduti in America, con canzoni che sarebbero diventate evergreen: “Love Me Tender”, “Loving You”, “Jailhouse Rock”, “Heartbreak Hotel”. A 23 anni l’ufficio di leva di Memphis - la città dove i Presley si erano trasferiti - lo dichiarò abile al servizio e lo spedì prima a Fort Chafee, in Arkansas, poi a Fort Hood, nel Texas. Durante l’addestramento l’epatite della madre peggiorò ed Elvis ottenne una breve licenza giusto in tempo per vederla morire.

Al termine dell’addestramento fu assegnato alla Terza Divisione Corazzata di stanza in Germania, a Freiberg, e fu lì che conobbe Priscilla Ann Wagner Beaulieu, figlia adottiva di un suo superiore (la sposerà una decina d’anni dopo). Allo stesso periodo si fa risalire la dipendenza da psicofarmaci antidepressivi e anfetamine che l’accompagnerà poi per tutta la vita. Nel dicembre 1958 acquista di seconda mano una stupenda BMW 507. Avrà anche lei una vita tormentata.

Il collezionista americano Jack Castor 

La 507 fu prodotta nel numero limitatissimo di 253 esemplari. Era una spider due posti, che la Casa bavarese commercializzò tra il 1955 e il 1959 adottando il propulsore 8 cilindri a V già utilizzato per la sportiva 502, facendo però realizzare il disegno della carrozzeria dallo studio di Albrecht von Goertz, dato che quello progettato in casa da Ernst Loof non aveva soddisfatto il principale acquirente interessato, l’importatore americano Max Hoffmann, promotore di molte  stupende vetture europee che forse senza di lui non sarebbero mai nate, come la Porsche Speedster o l’Alfa Romeo Giulietta spider.

La 507 di Elvis era appartenuta al pilota Hans Stuck, che proprio con quella – numero di telaio 70079, targa M–JX 800 – vinse diverse gare in salita in Germania, Austria e Svizzera nei primi mesi del ’58.  Bianca, cambio speciale da corsa, cerchi monodado. Dato che le ammiratrici la istoriavano col rossetto per autografi, dichiarazioni d’amore e proposte oscene, Elvis decise di farla ridipingere in rosso per rendere tutto inintelligibile. Nel 1960, finito il servizio militare, Elvis l’importò negli USA per rivenderla due mesi dopo a un concessionario Chrysler. Lì fu acquistata dal commentatore radio Tommy Charles che la massacrò sostituendo motore, cambio e trasmissione per renderla competitiva nelle gare. Poi se ne persero le tracce.

Fu ripescata in California nel 1968 dall’ingegnere Jack Castor, appassionato collezionista d’auto che la conservò in garage in attesa di tempi migliori. Nel 2006 la giornalista americana Jackie Jouret scrisse sul magazine “Bimmer” un articolo in cui cercava di ricostruire la storia della 507 di Elvis. Castor si convinse che la sua auto fosse quella e contattò la giornalista. Che confermò, numeri alla mano, l’autenticità di quello che al momento si presentava come un rottame.

Castor nel 2014 accettò di rivendere la 507 alla BMW che ne iniziò così il laborioso restauro. Dato che di molti pezzi non esistevano ricambi, molte cose hanno dovuto essere ricostruite in base ai disegni conservati nell’archivio. Oggi finalmente l’auto di Elvis è tornata a risplendere come la voce del suo illustre secondo proprietario.