Alla vigilia della plenaria dell'Europarlamento che il 7 giugno sarà chiamato a votare sul pacchetto 'Fit for 55' della Commissione Ue, che prevede dal 2035 la vendita di auto nuove solo a emissioni zero, si accende il dibattito sugli e-fuels. Si tratta di carburanti sintetici meno impattanti rispetto a quelli tradizionali che, secondo molti, potrebbero scongiurare la messa al bando nel 2035 dei motori endotermici. Non la pensa così però la Ong ambientalista europea Transport & Environment (T&E), che martedì ha presentato un'analisi da cui emerge che ''un'auto ibrida alimentata da e-fuels produrrebbe un mero 5% in meno di emissioni di CO2 nel suo intero ciclo di vita rispetto a un'auto a benzina''.
Lo studio ha calcolato le emissioni di CO2 sull'intero ciclo di vita di un'auto alimentata a combustibili sintetici acquistata nel 2030 e - precisa T&E - per l'analisi comparativa ''è stata scelta un'auto ibrida perché è quella a cui corrispondono le minori emissioni nell'intero ciclo di vita, quando vengono utilizzati i combustibili sintetici per alimentarla''. Transport & Environment afferma che questo dato si basa sullo scenario più realistico, che prevede una miscelazione degli e-fuels con i carburanti tradizionali. E che è la stessa industria dei combustibili ad ammettere, nelle proprie stime, che nel 2035 gli e-fuels potrebbero soddisfare appena il 3% della domanda di carburante stradale in Europa (ovvero lo 0,4% della stessa nel 2030, il 16% nel 2040 e il 50% nel 2050 secondo l'analisi di Concawe, un centro di ricerca fondato e finanziato da operatori del settore fossile).
T&E evidenzia inoltre che la combustione dei carburanti sintetici - chimicamente simili a diesel e benzina - continua a immettere ossidi di azoto (Nox) tossici in atmosfera e che tali combustibili sono caratterizzato da un'efficienza energetica significativamente minore, alti costi di produzione e costi di esercizio considerevolmente maggiori. Inoltre secondo uno studio indipendente - sottolinea sempre T&E - scegliere di alimentare il 10% delle nuove auto con carburanti sintetici, invece di elettrificarle, richiederebbe il 26% in più di produzione elettrica da fonti rinnovabili in Europa.