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Tesla, il cortocircuito del 2022: la crisi in Borsa e lo stop di Shanghai

L'annus horribilis di Elon Musk. Ecco cosa è accaduto
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ROMA - Non c’è mai fine al peggio ed Elon Musk lo sa. Dopo essere stata più volte a rischio di fallire per poi risorgere, la sua Tesla chiude il 2022 come “annus horribilis”, perdendo il 70% del valore in Borsa dal picco del novembre 2021 e da quella capitalizzazione record di mille miliardi di dollari.

I guai sbucano da tutte le parti, i più grandi dalla Cina che è il primo mercato mondiale di veicoli elettrici: a Shanghai Musk è stato costretto a interrompere la produzione in fabbrica perché, scrive il Wall Street Journal, il Covid ha lasciato a casa molti dipendenti dopo la fine delle misure coercitive da parte del governo cinese. Nell’immenso paese asiatico adesso è emergenza san…

ROMA - Non c’è mai fine al peggio ed Elon Musk lo sa. Dopo essere stata più volte a rischio di fallire per poi risorgere, la sua Tesla chiude il 2022 come “annus horribilis”, perdendo il 70% del valore in Borsa dal picco del novembre 2021 e da quella capitalizzazione record di mille miliardi di dollari.

I guai sbucano da tutte le parti, i più grandi dalla Cina che è il primo mercato mondiale di veicoli elettrici: a Shanghai Musk è stato costretto a interrompere la produzione in fabbrica perché, scrive il Wall Street Journal, il Covid ha lasciato a casa molti dipendenti dopo la fine delle misure coercitive da parte del governo cinese. Nell’immenso paese asiatico adesso è emergenza sanitaria nazionale e la mancanza di trasparenza rende ancora più incerta la situazione reale.

(reuters)

Il Covid che manda in crisi Tesla sembra quasi una nemesi. Musk aveva tuonato in California contro le misure restrittive per la pandemia, strizzando ripetutamente l’occhio ai no vax . A Shanghai le linee dovrebbero ripartire il 2 gennaio, in una fabbrica con una capacità produttiva fino a 750 mila unità all’anno, troppe nel momento in cui la Cina ha rallentato la domanda di veicoli elettrici e la crescita economica batte in testa.

Secondo i dati ufficiali, le vendite di auto a novembre sono calate del 9,2% rispetto all'anno precedente. E la China Passenger Car Association ha stimato che le vendite a livello nazionale a dicembre saliranno del 4,5% su base annua, un tasso di crescita modesto tant’è che il governo ha deciso di prorogare a tutto il 2023 gli incentivi per chi acquista veicoli elettrificati.

Tesla comincia anche a subire una concorrenza che non ha avuto per anni, con la moltiplicazione di modelli a zero emissioni sui mercati sia da parte dei costruttori tradizionali sia di produttori cinesi che giocano in casa, a cominciare dall’accesso facilitato alle materie prime.

(reuters)

Musk ha poi messo del suo nell’”annus horribilis” di Tesla. La clamorosa acquisizione di Twitter per 44 miliardi di dollari, per la quale è finito davanti a un tribunale, lo ha distratto secondo gli investitori, con effetti negativi sul titolo in Borsa. Wall Street ha sempre strapremiato Musk sulla base delle previsioni di guadagno e non sulla situazione reale di Tesla, ma adesso storce il naso temendo che abbia tolto le mani dal volante. Musk ha annunciato a più riprese di aver raggiunto per primo la guida autonoma su Tesla, obiettivo spostato nel tempo mentre il software ha continuato a dare grandi problemi.

In una fase di forte turbolenza globale fra guerra, recessione e crisi energetica, gli investitori lo vogliono saldo ai comandi. Quasi un’altra nemesi, altro che mettere un tweet nel motore.