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Grasso: "La Maserati e il ritorno al futuro. Sei modelli elettrici entro il 2025, così cambiamo passo"

Intervista al ceo del Tridente. Una sfida tra innovazione e lusso. La strategia, il made in Italy e la Formula E
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ROMA - Innovazione, valore del marchio e futuro. Anzi “Ritorno al futuro”. Definizione di Davide Grasso, ceo Maserati che ci ha raccontato il nuovo corso del brand del lusso e della sportività made in Italy.

Grasso è arrivato a Modena nel 2019 da esperienze diverse dall’auto. È stato ad di Converse, marchio del gruppo Nike dove in precedenza ha ricoperto diversi ruoli di leadership. Insomma, dalle sneaker all’automobile. «Un percorso improbabile», come lui stesso l’ha definito durante un recente incontro con gli studenti della Bocconi. Il suo messaggio: «Create valore e per sapere dove è possibile farlo, bisogna conoscere sé stessi ed essere sé stessi. E fare quello che ci piace. Seguire la passione e correre dei rischi sono i requisiti del successo». La scommessa è stata vincente ma adesso ce n’è un’altra. Quella con Maserati.

Partiamo dal 2035. Cosa ne pensa de…

ROMA - Innovazione, valore del marchio e futuro. Anzi “Ritorno al futuro”. Definizione di Davide Grasso, ceo Maserati che ci ha raccontato il nuovo corso del brand del lusso e della sportività made in Italy.

Grasso è arrivato a Modena nel 2019 da esperienze diverse dall’auto. È stato ad di Converse, marchio del gruppo Nike dove in precedenza ha ricoperto diversi ruoli di leadership. Insomma, dalle sneaker all’automobile. «Un percorso improbabile», come lui stesso l’ha definito durante un recente incontro con gli studenti della Bocconi. Il suo messaggio: «Create valore e per sapere dove è possibile farlo, bisogna conoscere sé stessi ed essere sé stessi. E fare quello che ci piace. Seguire la passione e correre dei rischi sono i requisiti del successo». La scommessa è stata vincente ma adesso ce n’è un’altra. Quella con Maserati.

Partiamo dal 2035. Cosa ne pensa della decisione definitiva del blocco delle vendite di auto con motore endotermico?

«Credo sia abbastanza irrilevante, almeno per noi. Ne prendiamo atto per far crescere il valore del marchio e dell’azienda. Dobbiamo ovviamente muoverci con anticipo perché il cambiamento sta accelerando ma ci troverà pronti».

Lei ha detto che abbracciare la tecnologia elettrica sarà un passo importante per Maserati, che conta di lanciare sei modelli a batteria entro il 2026. Quali saranno?

«Cominciamo dalla prima elettrica GranTurismo Folgore, in commercio a luglio. Ad aprile presentiamo al salone di Shanghai, la Grecale Folgore che arriverà in autunno in Europa e poi nei principali mercati del mondo. A seguire, gennaio 2024, la GranCabrio anche in versione elettrica. Poi, all’inizio del 2025 debutterà la nuova Quattroporte. Sarà solo elettrica come tutti i modelli che la seguiranno, a cominciare dalla nuova Levante. Dunque, dal 2025 tutta la gamma sarà elettrificata e dal 2030 solo elettrica».

Maserati GranTurismo 

Maserati è il primo brand italiano ad avere una macchina supersportiva completamente elettrica, la Gran Turismo Folgore, che in futuro sarà affiancata da una MC20 totalmente elettrica. Che segnale avete voluto dare con questa scelta?

«La MC20 è un punto di svolta, una vera supercar, un modello importante per ricordare al mondo l’eccellenza Maserati e la capacità di disegnare auto del genere. È il nostro ritorno al futuro. Un modo per ricordare una grande storia, iniziata nel 1914, con i fratelli Maserati che modificavano i modelli per farli correre sulle piste. Per 50 anni è stato cosi. Una grande voglia di innovare, sempre, in ognoi oiccasione, nonostante tutto. Per questo la MC20 è un chiaro posizionamento e una grande sfida».

Maserati MC20 Cielo 

Parliamo della Grecale, modello fondamentale in un mercato, quello dei Suv medi di lusso, che vale un milione di vendite l’anno con una crescita potenziale del 30-40%. Che progetti ci sono?

«Innanzitutto proprio con la Grecale abbiamo iniziato un’analisi approfondita per conoscere meglio il consumatore del lusso che è al centro della nostra strategia. Così abbiamo capito che il lusso è fondamentale anche nei Suv di dimensioni più contenute che però devono avere tutti i livelli prestazionali e tecnologici tipici di una GT. Maserati è il marchio perfetto per questo. Non limitato alle sole supercar ma dedicato a chi ha la passione di guidare».

E qual è la vostra strategia per valorizzare il marchio?

«Ci stiamo riappropriando dei valori originari di Maserati, rimettendo al centro il consumatore. Abbiamo i modelli, i mercati di riferimento e la squadra. Così una volta fatto il piano prodotto abbiamo sviluppato la strategia per riportare il marchio all’utile. Servono qualità e profitto, altrimenti il consumatore non riconosce il premium. Perché non c’è lusso senza qualità».

Elettrificazione a parte, un aspetto fondamentale del Tridente sarà il programma Fuoriserie. Che idee avete al riguardo?

«In un epoca dove tutti hanno accesso a tutto in tempo reale, l’auto personalizzata o meglio ancora unica, è un punto importante a patto di essere in grado di guidare la scelta. Solo così saremo in grado di fare la differenza. Come con “Project 24”, una supercar in progettazione ma già venduta sulla carta in 62 esemplari, il numero delle MC12 costruite in passato. Costo un milione di euro».

Che significa per voi tornare alle corse in Formula E?

«È stato consequenziale. Il marchio aveva bisogno di una nuova definizione. Siamo nati in pista dove abbiamo vinto un mondiale con Fangio prima di altri marchi italiani. Quale occasione migliore della Formula E con il suo altissimo tasso di innovazione che da sempre rappresenta il dna di Maserati? Ancora un ritorno al futuro. E grazie alle sinergie con Stellantis è stato possibile accelerare il processo tecnologico dell’elettrificazione e scendere in campo nella nuova Formula».

Passiamo, infine, alla produzione. Tre siti industriali Mirafiori, Cassino e quello storico di viale Ciro Menotti a Modena. Tutto made in Italy, giusto?

«La Maserati è e sarà sempre made in Italy. Perché rappresenta la quintessenza dell’innovazione italiana nel mondo. Ma incarna anche un’emotività e una qualità assoluta che solo marchi e design italiani sono in grado di offrire. Inoltre, abbiamo selezionato anche partner soltanto italiani. I suoni, per esempio, non sono casuali ma sviluppati da Dardust, musicista italiano di fama internazionale». Qualità, innovazione e futuro. La sfida del made in Italy continua.