ROMA - Con le 911.064 immatricolazioni di gennaio l'Europa registra un aumento del 10,7%, rispetto alle 822.423 immatricolazioni di gennaio 2022. Ma il nostro mercato resta ancora all'ultimo posto nella classifica delle auto Ecv (elettriche pure e ibride plug-in). Infatti, con una quota del 7,3% l'italia è superata ampiamente da Francia (22,3%), Regno Unito (20%), Germania (15%) ed è ancora distanziata dalla Spagna (11,2%).
Il problema, dunque, c'è. Certificato. E dunque l'Unrae, Associazione che rappresenta le case auto estere operanti sul mercato italiano, lo pone a agran voce attraverso il proprio presidente, Michele Crisci. "La transizione ecologica è un processo in atto che va governato e al quale è sbagliato sottrarsi. Dobbiamo accogliere queste tecnologie e l'innovazione, tranquillizzando i consumatori sui prezzi: le auto elettriche non saranno solo per i ricchi, perchè l'aumento graduale dei volumi di produzione contribuirà ad abbattere i costi e i relativi prezzi, e il ruolo degli incentivi è quello di abbreviare i tempi".
Per Crisci non vi è che un percorso, quello dettato dalle istituzioni. "In questo percorso, le aziende, come acquirenti sensibili alla sostenibilità, dovranno godere di una fiscalità agevolata come nel resto d'Europa e le infrastrutture, soprattutto nelle autostrade, avranno un ruolo fondamentale. Nei prossimi mesi, e anni, la transizione energetica dovrà essere accompagnata da un'agenda di governo, economica e politica, in grado di supportare efficacemente lo sviluppo, anche da un punto di vista sociale e occupazionale".