SHANGHAI - I Saloni dell’auto forse non sono finiti. Almeno a giudicare dalla folla di giornalisti nazionali e internazionali, operatori, concessionari, imprenditori e addetti ai lavori provenienti da tutto il mondo che hanno animato la prima giornata del Salone di Shanghai, prima grande kermesse mondiale dell’auto dopo gli anni della pandemia e delle relative restrizioni.
È chiaro che resta da vedere cosa avverrà nei prossimi mesi nelle manifestazioni in programma nei mercati più ‘maturi’ come Europa e Nord America. Ma la sensazione che si ha girando per i 360.000 metri quadri e gli enormi saloni del National Exhibition and Convention Centre di Shanghai sul Fiume Azzurro è che il Salone come punto di incontro (finalmente in presenza) per scambiare idee, stringere accordi, preparare alleanze, studiare modelli e attirare il grande pubblico dei futuri acquirenti sia tornato.
Almeno in Cina dove il mercato è sempre effervescente (nel 2022 le vendite hanno sfiorato i 27 milioni di auto, il doppio dei 13,8 degli Usa). E votato all’elettrico, come testimoniato, oltre che dalle vetture, dal grande stand di Clast, il maggior produttore (cinese) di batterie per automotive del mondo con circa il 33% del mercato.
Enorme ovviamente la presenza dei marchi cinesi, molti dei quali pronti allo sbarco in Europa e in Italia, come Chery con i brand Omoda e il nuovissimo Jaecoo presentato proprio a Shanghai. E tantissimi i modelli elettrici con forme e nomi da far girare la testa, la maggior parte dei quali non arriverà mai da noi. L’importanza di questo Salone è testimoniata però anche dalla massiccia presenza dei marchi europei, con in testa Maserati che qui ha presentato il Suv medio di lusso Grecale Folgore 100% elettrico, Porsche che ha svelato la ‘nuova’ Cayenne, restyling del Suv sportivo della Casa tedesca e Mercedes con la Maybach Eqs Suv (oltre alla Smart #3 al 50% con Geely).
E, nonostante le tensioni geopolitiche con Washington, il mercato cinese si conferma irrinunciabile anche per i marchi americani: hanno i loro stand infatti Chevrolet, Buick, Cadillac, Lincoln e Ford (che ha presentato il nuovo Explorer 100% elettrico), oltre all’Harley Davidson, che insieme a Ducati (apprezzatissima in Cina) e Honda ha creato un’enclave a due ruote nel Salone dell’auto. E per concludere questa sorta di Onu a quattro ruote non mancano i brand giapponesi, come Nissan con tra l’altro la super spider concept 100% elettrica Max-Out e la coreana Hyundai.
Ma quello che ha colpito sono la presenza di oltre mille espositori e la provenienza in forze da tutto il mondo e soprattutto l’interesse evidente dei cinesi per l’automotive: le conferenze stampa dei vari modelli alla loro prima uscita erano affollatissime e molte giornaliste e molti giornalisti cinesi hanno animato la kermesse tutto il giorno facendo dirette internet, molte delle quali, come si vedeva sui video di supporto, con più di un milione, un milione e mezzo di spettatori curiosi di vedere per la prima volta le ultime novità. Magari in attesa di vederle dal vivo. Gli organizzatori scommettono che sarà battuto ampiamente il milione di visitatori registrato nel 2019, l’anno prima del Covid. E le premesse ci sono tutte.