Carrozzeria e design: pura arte
Si dice che Flaminio Bertoni scolpì la sagoma della DS nell'arco di una domenica mattina, ispirandosi alla forma di un pesce siluro.
André Lefebvre, l'ingegnere capo del progetto, per spiegare a Bertoni cosa occorreva, gli fece un semplice gesto con le mani ad indicare una forma appuntita, da quel gesto prende chiaramente (e compiutamente) forma il muso della futura DS.
La DS è aerodinamica, ha la forma di un pesce, di una goccia d'acqua, la sua parte anteriore più grande della posteriore fende l'aria senza ostacolare l'avanzamento del veicolo.
La profilatura è ottima già nel 1955, ma viene ulteriormente migliorata nel 1962 (e la DS guadagna quasi 10 km/h di velocità a parità di potenza!) ed ancora nel 1967, quando anche i fari anteriori vengono carenati sotto a due protezioni in cristallo.
Il grande cofano anteriore è leggerissimo: stampato nell'alluminio, così come il cofano posteriore dei primi esemplari. I parafanghi e le portiere sono d'acciaio, stampate a semigusci ed accoppiate.
Ogni dettaglio della carrozzeria trasmette…
La DS è aerodinamica, ha la forma di un pesce, di una goccia d'acqua, la sua parte anteriore più grande della posteriore fende l'aria senza ostacolare l'avanzamento del veicolo.
La profilatura è ottima già nel 1955, ma viene ulteriormente migliorata nel 1962 (e la DS guadagna quasi 10 km/h di velocità a parità di potenza!) ed ancora nel 1967, quando anche i fari anteriori vengono carenati sotto a due protezioni in cristallo.
Il grande cofano anteriore è leggerissimo: stampato nell'alluminio, così come il cofano posteriore dei primi esemplari. I parafanghi e le portiere sono d'acciaio, stampate a semigusci ed accoppiate.
Ogni dettaglio della carrozzeria trasmette…
André Lefebvre, l'ingegnere capo del progetto, per spiegare a Bertoni cosa occorreva, gli fece un semplice gesto con le mani ad indicare una forma appuntita, da quel gesto prende chiaramente (e compiutamente) forma il muso della futura DS.
La DS è aerodinamica, ha la forma di un pesce, di una goccia d'acqua, la sua parte anteriore più grande della posteriore fende l'aria senza ostacolare l'avanzamento del veicolo.
La profilatura è ottima già nel 1955, ma viene ulteriormente migliorata nel 1962 (e la DS guadagna quasi 10 km/h di velocità a parità di potenza!) ed ancora nel 1967, quando anche i fari anteriori vengono carenati sotto a due protezioni in cristallo.
Il grande cofano anteriore è leggerissimo: stampato nell'alluminio, così come il cofano posteriore dei primi esemplari. I parafanghi e le portiere sono d'acciaio, stampate a semigusci ed accoppiate.
Ogni dettaglio della carrozzeria trasmette la cura per il design e per l'assoluta funzionalità.
Le maniglie interne, ad esempio, sono esse stesse una scultura ma assolvono perfettamente i loro molteplici compiti: sostengono il passeggero, fornendo un sicuro appiglio, permettono l'apertura della porta ed incorporano un meccanismo di blocco di sicurezza. In ogni caso, la levetta che sgancia la chiusura della portiera è protetta da due alette che impediscono l'apertura accidentale.
L'interno delle portiere è rivestito con un pannello in tessuto e similpelle, con finiture in alluminio, che incorpora anche il poggiabraccio imbottito. Nelle prime versioni, il conducente non ha il poggiabraccio: si vuole convincere il guidatore a tenere le mani sul volante!
La manovella che permette di abbassare il vetro è in alluminio (poi, dagli anni '60, in acciaio).
Il vetro, risalendo, compie un movimento complesso che fa si che a fondo corsa si avvicini alla guarnizione esterna della portiera, migliorando così la tenuta all'aria.
La DS avrà sino alla fine dei finestrini laterali "a giorno", privi cioè delle cornici laterali. Soluzione ripresa da Citroën per la sua versatile Pluriel e per l'ammiraglia C6.
I parafanghi anteriori sono stati aggiornati due volte nella storia della DS: prima nel 1962, quando sotto ai fari sono state aggiunte delle prese d'aria per l'abitacolo e poi nel 1967, per ospitare i nuovi fari girevoli. Anche il cofano è stato modificato contemporaneamente alle variazioni dei parafanghi.
Le quattro portiere, invece, sono rimaste uguali dal 1955 al 1972, quando le maniglie esterne sono state spostate a filo della carrozzeria.
I parafanghi posteriori sono cambiati nel 1958, quando i grandi catadiottri sono stati incassati nella parte terminale del parafango e sono poi rimasti uguali sino a fine produzione, così come il cofano posteriore, sempre uguale eccetto il materiale: alluminio per i primissimi e poi acciaio.
Il segreto di tale longevità?
Uno stile bellissimo e funzionale, che le valse il gran premio della giuria della Triennale di Milano del 1957. Uno stile così perfetto e compiuto che il grande Pinin Farina negli anni '70, interrogato su come ristilizzare la DS che aveva ormai vent'anni, rispose semplicemente "bisognerebbe rifarla così com'è".
La DS è aerodinamica, ha la forma di un pesce, di una goccia d'acqua, la sua parte anteriore più grande della posteriore fende l'aria senza ostacolare l'avanzamento del veicolo.
La profilatura è ottima già nel 1955, ma viene ulteriormente migliorata nel 1962 (e la DS guadagna quasi 10 km/h di velocità a parità di potenza!) ed ancora nel 1967, quando anche i fari anteriori vengono carenati sotto a due protezioni in cristallo.
Il grande cofano anteriore è leggerissimo: stampato nell'alluminio, così come il cofano posteriore dei primi esemplari. I parafanghi e le portiere sono d'acciaio, stampate a semigusci ed accoppiate.
Ogni dettaglio della carrozzeria trasmette la cura per il design e per l'assoluta funzionalità.
Le maniglie interne, ad esempio, sono esse stesse una scultura ma assolvono perfettamente i loro molteplici compiti: sostengono il passeggero, fornendo un sicuro appiglio, permettono l'apertura della porta ed incorporano un meccanismo di blocco di sicurezza. In ogni caso, la levetta che sgancia la chiusura della portiera è protetta da due alette che impediscono l'apertura accidentale.
L'interno delle portiere è rivestito con un pannello in tessuto e similpelle, con finiture in alluminio, che incorpora anche il poggiabraccio imbottito. Nelle prime versioni, il conducente non ha il poggiabraccio: si vuole convincere il guidatore a tenere le mani sul volante!
La manovella che permette di abbassare il vetro è in alluminio (poi, dagli anni '60, in acciaio).
Il vetro, risalendo, compie un movimento complesso che fa si che a fondo corsa si avvicini alla guarnizione esterna della portiera, migliorando così la tenuta all'aria.
La DS avrà sino alla fine dei finestrini laterali "a giorno", privi cioè delle cornici laterali. Soluzione ripresa da Citroën per la sua versatile Pluriel e per l'ammiraglia C6.
I parafanghi anteriori sono stati aggiornati due volte nella storia della DS: prima nel 1962, quando sotto ai fari sono state aggiunte delle prese d'aria per l'abitacolo e poi nel 1967, per ospitare i nuovi fari girevoli. Anche il cofano è stato modificato contemporaneamente alle variazioni dei parafanghi.
Le quattro portiere, invece, sono rimaste uguali dal 1955 al 1972, quando le maniglie esterne sono state spostate a filo della carrozzeria.
I parafanghi posteriori sono cambiati nel 1958, quando i grandi catadiottri sono stati incassati nella parte terminale del parafango e sono poi rimasti uguali sino a fine produzione, così come il cofano posteriore, sempre uguale eccetto il materiale: alluminio per i primissimi e poi acciaio.
Il segreto di tale longevità?
Uno stile bellissimo e funzionale, che le valse il gran premio della giuria della Triennale di Milano del 1957. Uno stile così perfetto e compiuto che il grande Pinin Farina negli anni '70, interrogato su come ristilizzare la DS che aveva ormai vent'anni, rispose semplicemente "bisognerebbe rifarla così com'è".