Motori

Il tetto? E' incollato, finezze DS

2 minuti di lettura
A questo punto, sul telaio resta solo il tetto, che sulle DS23 è incollato alla sua cornice. Nei modelli precedenti, era fissato tramite bulloni lungo il perimetro ma nelle ultime versioni fu aggiunto uno strato di colla per favorire la tenuta all'acqua e per aumentare la rigidità dell'insieme.
 
Il tetto delle DS è un miracolo dell'ingegneria del tempo: André Lefebvre chiese un tetto leggero ed un tale Trouche, chimico dei laboratori Citroën, propose di costruirlo con materiali sintetici: il tetto della DS è di plastica! Non si tratta di plastica comune: nelle prime versioni viene stampato in vetroresina, poi successivamente in ABS, lo stesso materiale che compone la carrozzeria delle Citroën Méhari, le piccole fuoristrada costruite sul telaio della Dyane 6.
 
I vantaggi di questi materiali sono numerosi: per prima cosa la leggerezza rispetto ad un tetto d'acciaio di pari dimensioni che per mantenere la forma e non piegarsi con le sollecitazioni della strada, avrebbe dovuto avere un buon spessore. Poi l'isolamento termico ed acustico ed infine la possibilità (sfruttata sulle prime ID dal 1957) di avere una certa trasparenza che permetteva alla luce solare di illuminare dolcemente l'intero abitacolo!
I tetti delle DS vennero sempre verniciati per abbellire la vettura, mentre sulle ID (con qualche eccezione) rimasero in plastica naturale sino alla fine degli anni '60. La verniciatura dei tetti, dall'inizio degli anni '60, veniva effettuata “nella massa”, ovvero l'ABS che componeva il tetto veniva tinto quando era ancora allo stato liquido, semplificando la successiva fase di finitura.
Sino al 1972, poi, il tetto della DS aveva un colore contrastante con quello della vernice della vettura, successivamente la tinta della carrozzeria fu uniformata a quella del tetto, come la tendenza dell'epoca imponeva.
La nostra DS23 è verniciata in Gris Nacré, un grigio perlato senza tempo. Sia il tetto che la carrozzeria hanno il medesimo colore.
 
La produzione dei tetti in plastica delle DS fu un autentico sforzo industriale: i tetti venivano realizzati nello stabilimento francese di Citroën con uno speciale macchinario che stendeva automaticamente gli strati di materiale che veniva poi pressato, mentre le ID e DS costruite a Forest, in Belgio, per il mercato del Benelux (alcune anche per l'Italia e la Germania), avevano un tetto stampato in alluminio.
La lavorazione era estremamente delicata: due tetti su tre venivano scartati per imperfezioni (macinati sino ad essere ridotti in polvere, venivano poi reinseriti nel ciclo produttivo), anche i tetti ben riusciti richiedevano poi accurati controlli prima di essere montati sulle vetture di produzione.
 
Il tetto in materiale plastico offre un ulteriore vantaggio dato dalla sua elasticità: la grandine, ad esempio, non può danneggiarlo se non nella verniciatura, anche piccoli urti sono perfettamente assorbiti ed il tetto riprende istantaneamente la sua forma.
 
Il tetto in plastica del signor Trouche (riparleremo più avanti di lui) rimase in produzione per tutta la costruzione della DS, dal 1955 al 1975, andando ad equipaggiare (in versione ridotta) anche la piccola AMI6 berlina.