Sahara challenge, dieci duri giorni di rally in Marocco, 45 equipaggi, una sola automobile italiana, la Lancia Fulvia coupé di Gianmaria Aghem e di sua moglie Rossella. Ebbene, hanno vinto loro! Ed é la prima volta che un equipaggio italiano trionfa in una gara dell'Endurance rally association, l'organizzazione più importante di raid di lunga durata (sono quelli - per intenderci - della Pechino-Parigi). Manifestazione in cui, nel 2013, Aghem aveva portato in gara proprio la stessa Fulvia coupé 1.3, piazzandosi quinto di categoria e ottavo assoluto. "Troppo pesanti e poca potenza", si era giustificato, come se quella prestazione non fosse stata eccellente.
Nel 2014 Aghem e sua moglie sono partiti per Città del Capo, disputando un altro mitico rally endurance, il Classic Safari. Buon risultato ancora una volta ma, se voleva puntare alla vittoria, doveva mettere sotto il cofano un bel 1.600 cc. Così ha fatto e in Marocco si é presentato con una Fulvia più competitiva. Inizialmente ha tenuto il passo dei piloti più scatenati, senza forzare e rimanendo nelle prime cinque posizioni. Alcune delle macchine, veloci ma delicate (una Mini Cooper, due Porsche 911), hanno ceduto e così Aghem si é ritrovato a lottare sul filo dei secondi contro una Mercedes 280, una Datzun 240 Z, una Volvo Amazon e una Ford Mexico. Non ha mai preso rischi e, al graguardo finale di Marrakech, gli agguerriti avversari li ha messi tutti in fila.
É riuscito a prevalere grazie all'esperienza, alla bravura della moglie in fatto di navigazione, alla strumentazione Blizz-timing, alla preparazione di una macchina molto alta da terra, con freni ben dimensionati e con la giusta potenza sotto il cofano. Per gli appassionati di auto storiche, la vittoria di una Fulvia in un rally internazionale significa tornare indietro nel tempo, ai primi esaltanti successi di Sandro Munari, all'inizio di un predominio italiano (e della Lancia in particolare) che avrebbe contrassegnato questo settore dello sport automobilistico per qualche decennio. Complimenti ai coniugi Aghem, dunque. E ai preparatori di una macchina che torna a vincere dopo mezzo secolo.
Nel 2014 Aghem e sua moglie sono partiti per Città del Capo, disputando un altro mitico rally endurance, il Classic Safari. Buon risultato ancora una volta ma, se voleva puntare alla vittoria, doveva mettere sotto il cofano un bel 1.600 cc. Così ha fatto e in Marocco si é presentato con una Fulvia più competitiva. Inizialmente ha tenuto il passo dei piloti più scatenati, senza forzare e rimanendo nelle prime cinque posizioni. Alcune delle macchine, veloci ma delicate (una Mini Cooper, due Porsche 911), hanno ceduto e così Aghem si é ritrovato a lottare sul filo dei secondi contro una Mercedes 280, una Datzun 240 Z, una Volvo Amazon e una Ford Mexico. Non ha mai preso rischi e, al graguardo finale di Marrakech, gli agguerriti avversari li ha messi tutti in fila.
É riuscito a prevalere grazie all'esperienza, alla bravura della moglie in fatto di navigazione, alla strumentazione Blizz-timing, alla preparazione di una macchina molto alta da terra, con freni ben dimensionati e con la giusta potenza sotto il cofano. Per gli appassionati di auto storiche, la vittoria di una Fulvia in un rally internazionale significa tornare indietro nel tempo, ai primi esaltanti successi di Sandro Munari, all'inizio di un predominio italiano (e della Lancia in particolare) che avrebbe contrassegnato questo settore dello sport automobilistico per qualche decennio. Complimenti ai coniugi Aghem, dunque. E ai preparatori di una macchina che torna a vincere dopo mezzo secolo.