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Enrico Brignano, una passione infinita per le classiche

"Papà aveva una frutteria e con il furgone Volkswagen ci andava tutte le mattine ai mercati generali. Viaggi epici, al punto che una volta il Bulli prese anche fuoco..."
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 Enrico Brignano, una passione infinita per le classiche e per il loro restauro. Un'amore che è appena sfociato in una web series, Bulli e Bulloni, dedicata appunto al Volkswagen Bulli, il furgoncino più amato dai collezionisti di mezzo mondo.
"Tutto è iniziato - spiega Brignano - perchè mio padre ne aveva uno. Così per caso, ho iniziato a scrivere un libro che via via si è riempito di aneddoti di questo famoso Bulli. Papà aveva infatti una frutteria e con il furgone Volkswagen ci andava tutte le mattine ai mercati generali. Viaggi epici, al punto che una volta il Bulli prese anche fuoco...".

Roba da spettacolo teatrale...

"Esatto. E raccontando questo aneddoto dell'incendio cominciai a informarmi sul modello e seppi che in effetti era un Trasporter T2. Scoprii cha apparteneva alla terza generazione e che era un modello incredibilmente ricco di storia.  Da qui è scattata la scintilla. Andando a …
 Enrico Brignano, una passione infinita per le classiche e per il loro restauro. Un'amore che è appena sfociato in una web series, Bulli e Bulloni, dedicata appunto al Volkswagen Bulli, il furgoncino più amato dai collezionisti di mezzo mondo.
"Tutto è iniziato - spiega Brignano - perchè mio padre ne aveva uno. Così per caso, ho iniziato a scrivere un libro che via via si è riempito di aneddoti di questo famoso Bulli. Papà aveva infatti una frutteria e con il furgone Volkswagen ci andava tutte le mattine ai mercati generali. Viaggi epici, al punto che una volta il Bulli prese anche fuoco...".

Roba da spettacolo teatrale...

"Esatto. E raccontando questo aneddoto dell'incendio cominciai a informarmi sul modello e seppi che in effetti era un Trasporter T2. Scoprii cha apparteneva alla terza generazione e che era un modello incredibilmente ricco di storia.  Da qui è scattata la scintilla. Andando a curiosare in un autosalone d’auto scoprii che c’era un rivenditore che aveva questo pulmino, identico a quello di mio padre".

Quindi l'ha comprato subito immagino.

 "Comprato e restaurato. Così ho cominciato a frequentare piccoli magazzini di ricambi, appassionati di questi pulmini, club, associazioni, ho scoperto un mondo tutto nuovo, affascinante. I meccanici "moderni" non sanno che fare con un Bulli, non sanno nemmeno dove mettere le mani, così ho scovato specialisti, appassionati. E mi sono divertito un mondo a "giocare" in queste officine".
 
Spesso gli appassionati di classic car hanno più di un'auto. Cosa si nasconde nel suo garage?

"Il mio amore non è solo per i pulmini Volkswagen: ho anche una Mehari meravigliosa e Fiat 500 carrozzata spiaggina. Mi piacciono insomma tutte le spiderine piccole, un'altra auto che mi fa impazzire è la Renault 4 Frog. Ma tenerle in perfetto stato è difficile. Queste sono auto spesso disdegnate dai restauratori che si concentrano solo su Ferrari o macchine di gran nome. Però ora la moda si è invertita".

Perché secondo lei?

"Guardi i modelli che sono stati esposti a Padova per Auto e Moto d'Epoca: era pieno di Ferrari in vendita ma c'erano poche utilitarie. Significa che i proprietari di supercar non vedono l’ora di venderle, forse per problemi di fiscali. Come per la barca. Con le  piccole non è così invece: non attirano i controlli, quindi il mercato vola. E poi c'è una componente sociale. A  me - come  a molti altri ho visto - piacciono le auto che hanno una storia che hanno qualcosa da raccontare. Una 600 Multipla da questo punto di vista ha più storia di una Maserati. Anche se i blasoni sono blasoni, ovvio.
 
Tiene fuori la passione per l’auto dagli spettacoli?

"Per forza perché questa passione non è compatibile con il grande pubblico perché è poco popolare. Per avere una platea popolare bisogna fare cose che piacciono a tutti. Però a guardare bene il mio primo spettacolo lo feci con un camion OM, convinsi la produzione che si poteva usare e lo portammo in teatro. Ricordo l’applauso iniziale ad apertura scena con lo sbalordimento del pubblico che guardava la scenografia".
 
Quindi vedremo in scena una spiaggina?

"Adesso ho in scena una 500 a cui abbiamo tagliato il tetto che sta a raffigurare la nostra partecipazione alle sfide spaziali, Sopra c’è un balletto-canzone dove tutti salgono sulla 500 Nasa-italia. Come vede un filo rosso fra gli spettacoli e le classiche c'è sempre".
 
Cosa guida Brignano tutti i giorni?

"Io sono un tifoso del carsharing, Car2go ed EniJoy, ho tutte e due le tessere. Molto spesso uso taxi o Ncc, so che i problemi della città vanno risolti in altro modo. Le auto rimangono per gran parte ferme e portano 1,2 persona in media. Però ho una Smart perché vivo in città,  se vivessi in montagna avrei un 4x4. Per le montagne italiane serve un suv piccolo quindi avrei un Suzuki o una panda 4x4. Le auto comode sono straordinarie, ma in autostrada il traffico è un punto interrogativo, quindi scelgo sempre il treno. La razionalità vince sempre...".