Motori

Buon compleanno Croma

Trent'anni fa nasceva una innovativa berlina Fiat di categoria superiore, molto amata dal pubblico e rimpianta dopo una lunga carriera di successi

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Dopo l'uscita di scena della non troppo fortunata 130, nel 1976, la Fiat abbandona di fatto il settore della berline di classe superiore, riservando il ruolo di ammiraglie del marchio a modelli di categoria media, come la 132 e la derivata Argenta, auto dall'impostazione tradizionale che restano comunque in campo, con qualche fatica, fino al 1985.
Ma è in quello stesso anno, con il debutto della Croma, che diventa evidente un deciso cambio di passo al vertice dell'offerta della casa torinese. Non si torna alle grosse sei cilindri del passato con ambizioni al lusso e al prestigio, però la nuova Fiat reciterà un ruolo importante nella sua fascia di mercato, con non pochi rimpianti al momento del termine della lunga vita produttiva, senza eredi, nel 1996.
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Anzitutto, la vettura è frutto di un avanzato, all'epoca, progetto di sinergia produttiva battezzato "Tipo 4", che aveva già visto nascere nel 1984 la Thema della Lancia (casa appartenente allo stesso gruppo dal 1969 proprio con finalità "premium") e poi la svedese Saab 9000, dal posizionamento altrettanto elevato, alle quali si aggiungerà nel 1987 la più sportiva della famiglia, l'Alfa Romeo 164, realizzata nella fase di passaggio anche del Biscione nell'orbita Fiat. La Croma si avvale, dunque, di una base tecnica non priva di raffinatezze pur collocandosi un gradino sotto le parenti e rivolgendosi ad una clientela più "interclassista".

I parametri costruttivi vogliono infatti delineare una vocazione maggiormente indirizzata alla praticità e all'uso familiare, messa subito in evidenza dalla formula scelta per la carrozzeria: "due volumi e mezzo" con ampio portellone posteriore, elaborata con l'intervento di un designer di fama, l'americano Tom Tjaarda, dalle importanti esperienze alla Ghia e alla Pininfarina. Tratti sobri (sfruttando componenti in comune con le altre "Tipo 4"), buona efficienza aerodinamica (CX di 0,32) e dimensioni esterne non eccessive (siamo a 4,5 metri di lunghezza), si accompagnano ad un ottimo sfruttamento dello spazio interno (cinque posti, quattro comodissimi) e ad un vano bagagli dalla capacità straordinaria (da 500 a 1.400 litri, praticamente al pari di una wagon).

Toni "understatement" si notano in materia di allestimenti e finiture, sottotono rispetto a Lancia e Saab, ma la Croma non difetta nella disponibilità di accessori e vanta una strumentazione molto ricca. E, soprattutto, non manifesta complessi d'inferiorità quando si tratta di meccanica. Trazione anteriore, sospensioni a quattro ruote indipendenti, quattro freni a disco (con possibilità di ABS), cambi manuale a cinque marce o automatico, determinano un deciso passo avanti nei confronti delle vecchie 132 e Argenta, mentre la gamma motori è ampia, a sottolineare l'intenzione di occupare trasversalmente un vasto territorio di mercato. Due opzioni, 1.600 a benzina da 90 Cv e 2.500 aspirato a gasolio da 75 Cv, guardano al pubblico più attento al risparmio, mentre per chi desidera maggiore dinamica la vettura mette a disposizione un due litri ad iniezione di benzina da 120 Cv e un turbodiesel 2.400 da 100 Cv.

In scuderia inoltre, ai poli opposti quanto a temperamento, anche due proposte più raffinate, entrambe a benzina: il due litri siglato CHT (Controlled High Turbolence) da 90 Cv, con condotti di aspirazione sdoppiati per un migliore rendimento, e un due litri turbo, da 155 Cv e oltre 200 km/h di velocità massima, per far capire che la Croma non disdegna neppure una certa personalità sportiva. E, con l'evoluzione del modello, a fianco di varianti potenziate delle unità già note, arriveranno proposte addirittura sorprendenti: nel 1988 un 1.900 turbodiesel  ad iniezione diretta (primo esempio di applicazione di questa tecnologia su un'auto di gran serie) e, nel 1993, un sei cilindri a V 2.500 di derivazione Alfa Romeo (il mitico "Busso" caro agli appassionati del Biscione) con 159 Cv e dotazioni da vera ammiraglia.

Non mancheranno, ovviamente, affinamenti e interventi di dettaglio per particolari estetici e di equipaggiamento  (in particolare nel 1991 e poi nel 1993), ma nell'aspetto e nella sostanza la berlina Fiat manterrà intatta la sua riuscita fisionomia che conquisterà oltre 400.000 clienti, un indiscutibile successo al quale, forse sbagliando, non verrà subito dato seguito. La decisione, molto tardiva e in condizioni profondamente mutate, di riproporre la Croma nel 2005, in formula wagon-crossover e utilizzando le sopravvenute  possibilità di sinergia con le Opel Vectra e Signum, non avrà esito positivo.