Motori

Miuramania, al via i festeggiamenti

Mostre, raduni, incontri d'autore. La Lamborghini festeggia il suo irragiungibie mito
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Automobili Lamborghini inaugura le celebrazioni in Italia del 50.mo anniversario della Miura con una mostra d'arte "Velocità e Colore", esposta da domani al 30 giugno presso il Museo storico della Casa a Sant'Agata Bolognese. Ad interpretare la Miura e il marchio del Toro è stato chiamato un artista del territorio, Alfonso Borghi, di Campegine (Reggio Emilia), che in 10 tele di grandi dimensioni svela, tra forti giochi di colore ad effetto tridimensionale, alcuni particolari di Lamborghini di ieri e di oggi: dall'icononica Miura alla Reventón, dalla Sesto Elemento all'Aventador. La mostra fa parte di una serie di eventi e iniziative legate ai festeggiamenti dei 50 anni della Miura. Le celebrazioni sono state avviate dall'unveiling a marzo al concorso di Amelia Island (Usa) della Miura SV originale, quella che venne presentata al Motorshow di Ginevra del 1971, e oggetto di più di un anno di restauro da parte del PoloStorico Lamborghini. I festeggiamenti sono continuati ad inizio aprile alla Techno Classica a Essen (Germania), la fiera mondiale per auto d'epoca. Presso lo stand Lamborghini sono esposti alcuni inediti progetti di restauro a cura del PoloStorico Lamborghini: la restaurata Miura SV originale del Salone di Ginevra del 1971, un telaio Miura, per illustrarne il restauro in corso d'opera, e un motore Miura completamente revisionato. Le celebrazioni culmineranno poi in un grande tour rivolto ai clienti Miura di tutto il mondo che dall'8 al 12 giugno si ritroveranno in Italia. L'8 giugno il gruppo di Miura partirà da Bologna, passerà per la sede di Lamborghini a Sant'Agata Bolognese e per la Dallara Automobili a Varano de' Melegari (Parma) per un saluto a Gian Paolo Dallara, a cui si deve la progettazione della Miura nel 1965. Il viaggio, di oltre 500 km in 4 giorni, attraverserà Emilia, Liguria e Toscana e si concluderà a Firenze.


La Miura rappresenta un caso unico di automobile che rivoluzionò il settore delle sportive negli anni sessanta. Progettata nel 1965 dal team ingegneristico Lamborghini, sotto la guida di Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani e vestita da Marcello Gandini per la Carrozzeria Bertone, divenne immediatamente l'oggetto del desiderio per chi poteva permettersela.

Dal design sinuoso, sensuale, è alta solamente 105 centimetri dal suolo, con una altezza minima da terra di 135 millimetri. Presentata al Salone di Ginevra del 1966, riscuote un immediato successo mondiale, polverizzando qualsiasi criterio di riferimento nel settore delle auto sportive. Motore centrale posteriore disposto in senso trasversale a 12 cilindri a V di sessanta gradi, quattro litri di cilindrata, unico blocco comprendente cambio e differenziale, sviluppa una potenza di 350 CV a 7000 giri e una velocità massima record per quei tempi di 280 km/h. Un progetto raffinato e modernissimo, nettamente in anticipo sui tempi, certamente ispirato ai grandi prototipi da corsa che in quell'epoca si sfidavano nelle gare sulle lunghe distanze, e che solo dopo parecchi anni avrebbero generalizzato la tecnica del motore posteriore per le più raffinate sportive stradali. Con la Miura, che prendeva il nome di Edoardo Miura, grande amico del fondatore Ferruccio Lamborghini e famoso allevatore di tori, si inaugura la tradizione Lamborghini di dare alle proprie vetture nomi derivanti dal mondo della tauromachia. La Miuramania contagiò regnanti, cantanti, attori quali Dean Martin, Frank Sinatra, Johnny Hallyday, lo Scià di Persia, il Principe di Monaco, Little Tony, Rod Steward e la modella Twiggy, insieme a molti altri personaggi che vollero conservare l'anonimato. Nel mondo ne vennero consegnati 763 esemplari in tre differenti versioni dal 1966 al 1972 e in ben 60 diversi colori.