È l’auto che ricorda il boom economico della Spagna. Che negli anni 60 avviò il fenomeno motori con 800 mila unità vendute. E che affermò la bandiera italiana nella penisola iberica. Seat Seicientos, che altro non è che la gemella della prima Fiat seicento, torna completamente restaurata in edizione BMS per festeggiare il suo compleanno: 60 anni di età il 27 giugno. Era il 1957 quando uscì dalla fabbrica di Barcellona per la prima volta. grazie alla Fiat: oltre ad essere uno degli azionisti del brand spagnolo, aveva concesso anche la licenza per la produzione di quella vettura che in Italia, nel contempo, già stava facendo scalpore per il prezzo, l’abitabilità, il comportamento stradale. La Seicientos fu il primo tassello importante della collaborazione tra Fiat e Seat, proseguita poi fino al 1982.
Oggi, il modello restaurato, esposto in anteprima al Motor Show di Barcellona - icona ormai di auto connesse e smart mobility, diventa un vero e proprio gioiellino, dedicato a ogni generazione: alle vecchie per ricordare come la vettura approdava in concessionaria - a 65.000 peseta (400 euro circa) -; alle nuove, tutta connessione e smartphone, per mostrare quale era l’automobile che fece la rivoluzione della mobilità fino al 6 agosto del 1973, giorno in cui finì di essere prodotta con l’esemplare numero 794.406.
Il restauro di questo esemplare, dopo 25 anni di completo abbandono, non è stato un gioco da ragazzi: sono servite 1500 ore e circa 1000 pezzi nuovi per farla riprendere. Completamente smontata, i tecnici si sono dedicati a componente per componente.
“Questa Seicientos era messa male, soprattutto nei fondi. Ci abbiamo lavorato parecchio – afferma Alejandro Masonero Capo del design –. E alcuni dettagli non sono perfetti. Abbiamo comunque preferito tenere gli originali piuttosto che sostituirli completamente”. Dalla battuta delle porte, alla targhetta sulla plancia, ai rincontri delle serrature, l’occhio dell’intenditore vedrebbe l’impronta del tempo. Portate a nuovo, invece, le maniglie, il volante, le alette parasole, lo specchietto retrovisore. Un tocco inedito, infine, per gli interni in tessuto pied-e-poule che con in tutto 50 mt di stoffa, rendono il modello una sofisticata citycar, pronta a scorrazzare per i centri storici. Ultimo step: la verniciatura esterna. Un originale color grigio azzurro. Il motore, ovviamente è sempre il 4 cilindri con 633 cc e 25 cv di potenza. Gli optional in quest’epoca erano sempre troppo pochi. E il "sound", ovviamente, è più che mai insostituibile.
Oggi, il modello restaurato, esposto in anteprima al Motor Show di Barcellona - icona ormai di auto connesse e smart mobility, diventa un vero e proprio gioiellino, dedicato a ogni generazione: alle vecchie per ricordare come la vettura approdava in concessionaria - a 65.000 peseta (400 euro circa) -; alle nuove, tutta connessione e smartphone, per mostrare quale era l’automobile che fece la rivoluzione della mobilità fino al 6 agosto del 1973, giorno in cui finì di essere prodotta con l’esemplare numero 794.406.
Il restauro di questo esemplare, dopo 25 anni di completo abbandono, non è stato un gioco da ragazzi: sono servite 1500 ore e circa 1000 pezzi nuovi per farla riprendere. Completamente smontata, i tecnici si sono dedicati a componente per componente.
“Questa Seicientos era messa male, soprattutto nei fondi. Ci abbiamo lavorato parecchio – afferma Alejandro Masonero Capo del design –. E alcuni dettagli non sono perfetti. Abbiamo comunque preferito tenere gli originali piuttosto che sostituirli completamente”. Dalla battuta delle porte, alla targhetta sulla plancia, ai rincontri delle serrature, l’occhio dell’intenditore vedrebbe l’impronta del tempo. Portate a nuovo, invece, le maniglie, il volante, le alette parasole, lo specchietto retrovisore. Un tocco inedito, infine, per gli interni in tessuto pied-e-poule che con in tutto 50 mt di stoffa, rendono il modello una sofisticata citycar, pronta a scorrazzare per i centri storici. Ultimo step: la verniciatura esterna. Un originale color grigio azzurro. Il motore, ovviamente è sempre il 4 cilindri con 633 cc e 25 cv di potenza. Gli optional in quest’epoca erano sempre troppo pochi. E il "sound", ovviamente, è più che mai insostituibile.