Motori

Villa d'Este, Alfa Romeo pigliatutto

Ad aggiudicarsi l'ambitissima Coppa d'Oro la spettacolare 8C 2900B Berlinetta Touring del 1937, una delle più eleganti realizzazioni speciali sul telaio della Alfa 8C da competizione

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Il titolo dell'edizione 2019 del tradizionale Concorso d'eleganza Villa d'Este dice tutto: La Sinfonia dei Motori
– 90 anni del Concorso d’Eleganza Villa d’Este e di BMW Automobiles.

Perché questa festa unica dello stile e della bellezza su ruote era e rimane l'occasione per celebrare l'automobile come era e continua ad essere vissuta nel cuore degli appassionati. Nove le declinazioni scelte quest'anno a individuare altrettante sfaccettature, dalla commemorazione degli anni Venti, quando iniziò la storia del Concorso, alle auto appartenute alle star della musica, dalle leggendarie auto di Le Mans ai prototipi che più hanno rivoluzionato lo stile.

Ad aggiudicarsi l'ambitissima Coppa d'Oro la spettacolare Alfa Romeo 8C 2900B Berlinetta Touring del 1937,, una delle più eleganti realizzazioni speciali sul telaio della Alfa 8C da competizione, recuperata e perfettamente restaurata dal collezionista americano David Sydorik (fra l'altro proprietario di un gran numero di Alfa Sportive). A questa vettura è stato anche attribuito il Trofeo BMW Group (sponsor-organizzatore della manifestazione) come Best of Show di quest'anno.

Altri riconoscimenti, in questo caso affidati al giudizio del pubblico, sono andati alla Lancia Astura 4a serie Cabriolet carrozzata da Pininfarina del 1938, alla Lamborghini Marzal di Bertone del 1967 e, fra i prototipi attuali, alla Bugatti "la Voiture Noire" che è stata presentata in anteprima lo scorso marzo al Salone di Ginevra.
Non solo premi perché a Villa d'este come in nessun’altra manifestazione del genere l'importante è partecipare, per le auto che possono legittimamente iscrivere la poro presenza nel proprio "curriculum" ai rispettivi proprietari per i quali in prestigio di esibirsi in questa cornice e con un entourage di primissimo ordine è una botta di prestigio impagabile.

Anche se fuori concorso è stata ammiratissima la Bmw Garmish che Bertone aveva preparato per il Salone di Ginevra del 1970. Disegnato per Bertone dal maestro delle supercar Marcello Gandini (autore, fra l'altro, anche della Marzal premiata) questo prototipo fu di ispirazione per la creazione della successiva Serie5 ma l'originale è andato perduto: da qui l'iniziativa della casa di Monaco di ricostruirla da zero, con la collaborazione dello stesso Gandini, e ripresentarla con il prestigio che merita.