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Opel e Conrero, accoppiata vincente

Grazie alla partnership con la factory piemontese di Virgilio Conrero il marchio tedesco iniziò a mietere successi in campo sportivo
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Certi incontri, a volte, possono cambiare la storia. Così l’unione avvenuta cinquanta anni fa tra il marchio Opel e la factory piemontese di Virgilio Conrero stravolse l’immagini della casa tedesca fino a quel giorno produttrice di tranquille vetture per famiglia.
 
Grazie infatti a quella fortunata partnership tra il marchio di Rüsselsheim e Conrero, tra il 1969 e il 1986, non si contarono i successi ottenuti nel campo delle competizioni sportive tra pista, rally e corse in salita.
 
Tutto cominciò alla fine degli anni ‘60 nel momento in  cui l’importatore italiano della Opel chiese a Virgilio Conrero di assumere il ruolo di preparatore ufficiale e direttore della squadra corse del brand.
 
Così, nel 1969, Giorgio Pianta, Pino Pica e Gianpaolo Benedini portarono una Opel GT 1900 equipaggiata con un propulsore sottoposto alla “cura” del team di Conrero, capace di una potenza di ben 165 cavalli, a …
 
Certi incontri, a volte, possono cambiare la storia. Così l’unione avvenuta cinquanta anni fa tra il marchio Opel e la factory piemontese di Virgilio Conrero stravolse l’immagini della casa tedesca fino a quel giorno produttrice di tranquille vetture per famiglia.
 
Grazie infatti a quella fortunata partnership tra il marchio di Rüsselsheim e Conrero, tra il 1969 e il 1986, non si contarono i successi ottenuti nel campo delle competizioni sportive tra pista, rally e corse in salita.
 
Tutto cominciò alla fine degli anni ‘60 nel momento in  cui l’importatore italiano della Opel chiese a Virgilio Conrero di assumere il ruolo di preparatore ufficiale e direttore della squadra corse del brand.
 
Così, nel 1969, Giorgio Pianta, Pino Pica e Gianpaolo Benedini portarono una Opel GT 1900 equipaggiata con un propulsore sottoposto alla “cura” del team di Conrero, capace di una potenza di ben 165 cavalli, a disputare alcune gare in salita.
 
Il successo non tardò ad arrivare e già nel 1970 Benedini con un’altra GT 1900 si impose nella classe 2000 Gruppo 4 al circuito del Mugello, mentre nel 1971 Salvatore Calascibetta e Paolo Monti, sempre al volante di una GT, si classificarono primi di classe alla Targa Florio, strapazzando la concorrenza delle blasonate Porsche 911.
 
Virgilio Conrero era riuscito a compiere un piccolo miracolo sul motore quattro cilindri della compatta coupé innalzando la potenza dai 90 Cv della versione di serie fino a 220 Cv della vettura elaborata.
 
Un risultato ottenuto, tra l’altro, grazie all’adozione di una testata speciale, dell’alimentazione Kügelfisher e di un impianto di scarico senza marmitta. Così preparata la GT scattava da 0 a 100 km/h in 7,2 secondi, mentre per arrivare a 160 km/h il cronometro si fermava a 19,2 secondi.
 
E sempre con partenza da fermo, per coprire la distanza di un chilometro erano sufficienti 27,9 secondi e si poteva raggiungere una velocità massima di 235 km/h.
 
Il look delle GT targata Conrero era caratterizzato dai parafanghi supplementari rivettati sulla carrozzeria così la permettere il montaggio di ruote a sezione maggiorata.
 
Negli interni veniva aggiunto i roll-bar e i sedili standard sostituiti con quelli da corsa, mentre la strumentazione vedeva l’aggiunta del termometro olio e dell’indicatore della pressione del carburante.
 
Il pilota Alberto Rosselli, nel 1972, alla guida di una Opel GT 1900 che “il mago” Conrero aveva equipaggiato con un propulsore da 225 Cv, ottenne la vittoria nella prestigiosa Coppa Intereuropa a Monza, nella classe fino a 2 litri e si piazzò ottavo assoluto.