Motori

Opel Olympia, la rivoluzione del 1935

L’elegante berlina fu la prima automobile tedesca dotata di scocca portante e attraversò l’Atlantico a bordo del dirigibile Zeppelin

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Anno 1935, la Opel presenta al salone dell’auto di Berlino la nuova berlina Olympia, accompagnandola con queste parole: “Impegnata da sempre ad offrire al pubblico automobili a prezzo accessibile, Opel dà oggi un impulso decisivo alla motorizzazione tedesca in un momento in cui è necessario colmare una lacuna del mercato. E’ giunto il momento che non vi sia più soluzione di continuità tra telaio e carrozzeria”.
La Olympia rappresentava una pietra miliare per il marchio del lampo poiché era la prima automobile tedesca costruita in serie con carrozzeria portante in acciaio ed era contemporaneamente la prima auto in grado di abbinare i vantaggi di questo tipo di costruzione con quelli di un’utilitaria. “L’intelaiatura della scocca è costruita come un ponte d’acciaio, una forma in grado di assorbire grandi forze e di contenere il peso – proseguiva la presentazione – Quest’intelaiatura è fatta di profilati d’acciaio portanti, uniti fra loro con le tecniche impiegate nelle costruzioni aeronautiche in metallo”.
 
L’anno successivo, quello delle Olimpiadi casalinghe di Berlino, la Opel Olympia fece il suo esordio sul mercato al prezzo, non proprio popolare, di 2.500 marchi. Fino al 1937 la vettura era equipaggiata con un propulsore 1.300 cc da 29 cavalli mentre nel 1938, venne dotata di un più generoso motore 1.500 cc da 37 Cv che le permetteva di raggiungere una velocità massima di 110 km/h.
Complessivamente, della Olympia motorizzata con l’unità 1.3 ne furono prodotti 81.661 esemplari, mentre la versione con motore 1.5 raggiunse nel 1940 le 87.214 unità.
 
Successivamente, il rivoluzionario sistema della carrozzeria portante fu adottato anche per altri modelli, prima fra tutte la Kadett, che rappresentava l’entry level della gamma rivolgendosi, nel 1936, a quei potenziali clienti che non potevano permettersi l’acquisto della Olympia.
In quel periodo Opel, che costruiva già 140.580 veicoli all’anno, era diventata la principale industria automobilistica tedesca e i suoi responsabili sorprendevano spesso il pubblico con nuove trovate pubblicitarie capaci di dare risalto al nome della società in tutto il mondo.
 
E’ il caso dell’estate del 1936, quando l’esemplare numero cinquecentomila prodotto dalla Opel, proprio una Olympia, diventò la “prima automobile volante del mondo” e fu trasportata all’interno del dirigibile Hindenburg, il celebre Zeppelin, fino a Rio de Janeiro, in Brasile.
Un evento che, a 77 anni di distanza, deve aver ispirato anche gli strateghi del marketing della Aston Martin che, per festeggiare il centenario del marchio, decisero di trasportare in elicottero la nuova Vanquish depositandola sul tetto del famoso Burj Al Arab hotel, di Dubai.
 
In quegli anni Opel proseguì nel proporre le sue campagne pubblicitarie in modo insolito e originale ricordando al pubblico anche che oltre il 31% della sua produzione era destinato all’esportazione.
Inoltre, Olympia e Kadett non avevano praticamente competitor in grado di impensierirle e le vittorie sportive conseguite nelle gare di regolarità contribuirono ad accrescere la fama di affidabilità della Opel.
Il periodo d’oro per la Opel si arrestò purtroppo con lo scoppio della Seconda guerra mondiale che sancì la fine della produzione automobilistica e dopo le 1.003.585 automobili realizzate, il testimone nella fabbrica di Brandeburgo passò esclusivamente ai camion Blitz, mentre per rivedere la ripresa della produzione automobilistica bisognerà aspettare il 1947.