ROMA - Alzi la mano chi non vorrebbe custodire in garage qualcosa che somiglia smaccatamente a una Ferrari 250 GTO degli anni ’60, ma realizzata con la tecnologia dei nostri giorni. Un sogno che sta per diventare realtà grazie all’ingegno della GTO Engineering, azienda britannica celebre per le sue riproduzioni di modelli Ferrari di mezzo secolo fa, fra cui appunto questa berlinetta liberamente ispirata alla indimenticabile 250 GTO.
Il nome è già stato annunciato ed è tutto un programma: Squalo. Avrà forme ed architettura tradizionali, motore anteriore longitudinale e trazione posteriore e metterà a disposizione tutti i vantaggi della auto moderne.
La nuova struttura portante sarà sviluppata assieme allo specialista Dexet Technologies e sarà costituita da tre elementi principali: una sezione anteriore che ospita il motore V12 e il cambio, una “vasca” centrale in fibra di carbonio che ospiterà l'abitacolo e il serbatoio, e un telaio ausiliario posteriore a cui sarà fissato il sistema di sospensione posteriore. Il tutto cercando di restare sotto i 1000 kg di peso.
I collezionisti più rigorosi dovranno rinunciare al telaio in tubi, che era una delle caratteristiche delle Ferrari di un tempo. Pazienza. In compenso il comportamento dinamico, soprattutto in pista, sarà ben altra cosa, stando almeno alle dichiarazioni della GTO Engineering.
"Il nostro obiettivo è sempre stato quello di creare qualcosa di diverso e unico, mantenendo ciò che tutti fondamentalmente amiamo delle auto, il divertimento di guidarle”, spiega Alexander Aucken, Chief Technical Officer di GTO Engineering.
“Raggiungendo l'apparentemente irraggiungibile con l'incredibile team di Dexet Technologies, saremo presto in grado di offrire un'auto per il pilota davvero unica. Squalo sarà completamente personalizzabile in base alle specifiche individuali, fondendo perfettamente lo stile e l'atmosfera dell'età d'oro delle auto sportive con la tecnologia moderna, l'ingegneria e le stimolanti prestazioni del motore. Sarà l'ultima auto da collezione su misura e non vediamo l'ora di mostrare al pubblico cosa abbiamo creato”.