Motori

Arriva "The Beast", l'e-bike che vale tre

Presentato il nuovo modello della casa svizzera, sintesi tra una mountain bike, una bici da città e uno scooter elettrico. Ecco le incredibili prestazioni
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ROMA - Nasce in Svizzera, ma anche dall’esperienza del marketing automobilistico tedesco, un nuovo concetto di e-bike diverso da quanto visto finora. Si tratta del progetto Beast, bestia in italiano, della start-up ginevrina Miloo che ha presentato la Mighty Beast, una sintesi di tre categorie di bici diversi, la mountain bike, la bicicletta tradizionale da città e lo scooter elettrico, con grande potenza e autonomia, insieme alla Classy Beast, meno potente ma con gli stessi principi e al monopattino al tre ruote Cruisy Beast.

Il tutto insieme al primo negozio fisico della marca a Ginevra dove oltre all’esposizione e alla vendita viene fatta anche l’assistenza sul modello Tesla con ritiro e riconsegna al domicilio del cliente. LA Beast è una gamma che ha una nuova filosofia alla base che gli svizzeri hanno orgogliosamente ribattezzato “il modello svizzero di e-bike”. Un modello che effettivamente si distingue da quelli finora visti grazie ai principi adottati dalla start-up Miloo (www.miloo.co)  fondata due anni fa da Anna Bory, per 10 anni nel marketing dell’Audi, insieme a Daniel Van Den Berg. Per realizzare questo nuovo concetto di bici, ha spiegato Bory alla presentazione della gamma, “non siamo partiti dall’esistente, apportando migliorie, ma abbiamo riprogettato la bicicletta completamente proprio seguendo il modello Tesla per l’auto elettrica. Prima però abbiamo intervistato centinaia di persone, per capire cosa volevano dalla bicicletta, cosa gli mancava quando si mettevano in sella o per quale ragione non salivano su una due ruote”. E poi hanno guidato biciclette sulle strade delle città più trafficate del mondo, da Pechino a New York, da Singapore a Los Angeles, per toccare con mano il traffico e comprendere quale contributo poter offrire per scavalcarlo”.

Da tutto questo, continua Bory è venuto fuori che chi usa la bicicletta vuole innanzitutto stabilità, capacità di andare oltre e connettività. A quel punto gli ingegneri del team hanno incominciato a lavorare su come assecondare i desideri dei potenziali clienti. Nei primi test su strada, una dei prototipi della linea Beast gli venne rubata e i due fondatori decisero di spingere al massimo sulla connettività per la sicurezza ed ora ogni bici è fornita di localizzatore al centimetro e l’azienda ha una centrale per il monitoraggio contiuo. Caratteristiche principali della gamma, oltre all’aspetto molto aggressivo da mountain bike estrema, ma dotata di parafanghi, portapacchi, luci e specchietti retrovisori integrati alle maniglie, ci sono le ruote larghe tipiche delle fat-bike da sabbia, che permettono di superare le buche e binari del tram, ma anche di salire gradini e marciapiedi o affrontare gli sterrati di montagna. Già, perché la bici può modificare il suo assetto e passare dalla configurazione cittadina e quella fuoristrada.

La punta di diamante Mighty Beast (5.799 franchi svizzeri pari a 5.288 euro) che in Italia verrebbe considerato come un ciclomotore da targare e assicurare, grazie al motore da 750 Watt con un picco di punta da 1250 W, raggiunge i 45 km/h e fino a 100 km di autonomia con la doppia batteria da 48 V. Più abbordabile la Classy Beast (3.500 franchi svizzeri pari a 3.191 euro) che ha lo stesso stile e adotta gli stessi principi ma grazie a un motore da 500 Watt che raggiunge una velocità di 25 km/h ed è utilizzabile anche in Italia come semplice bicicletta. Per entrambe decine di optional e possibilità di personalizzazione, che vanno dalle sospensioni inverse alla cinghia in carbonio.