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L'incredibile storia della Velosolex, l'e-bike che ha conquistato anche Brigitte Bardot

L'incredibile storia della Velosolex, l'e-bike che ha conquistato anche Brigitte Bardot
Il primo prototipo degli anni 40 era della Solex e aveva un piccolissimo motore a due tempi. Costruito fino al 1988 in oltre 7 milioni di esemplari
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Si chiama Velosolex e oggi potrebbe essere considerato l’antenato delle e-bike, seppur al tempo, a far faticare meno chi si metteva in sella, c’era un vero e proprio motore a scoppio. Per gli anni, una novità vera e propria: un mezzo popolare, economico e facile da mantenere, in grado di conquistare pure celebrità come Jacques Tati, Brigitte Bardot e Steve McQueen. Nato dalla Solex - azienda specializzata nella fornitura di radiatori e carburatori per auto – l’idea è cresciuta all’insegna della praticità, con un brevetto dei soci dell'azienda Marcel Mennesson e Maurice Goudard.  

L’ideazione

Il prototipo nel 1940 vantava un motorino a due tempi - una cilindrata di appena 0,038 litri - che trasmetteva il moto direttamente allo pneumatico anteriore, appoggiandosi sulla gomma. A causa della seconda Guerra Mondiale passarono altri sei anni per l'avvio della produzione in serie. Tempo in cui gli ingegneri e i tecnici perfezionano sempre di più la trasmissione e il telaio della bicicletta, con una produzione che vide poi il motore arrivare a 0,045 litri nel 1946. Inutile dire che non era facile mettere in moto il tutto - quanto riportano le fonti dell’epoca - ma venne presentato per la prima volta al 37mo Salone dell'Auto di Parigi e la stampa ne fu entusiasta.

Le problematiche al tempo

Non fu facile la fase di test e la pubblicazione del manuale di istruzioni: seicento prototipi furono donati in cambio di un rapporto mensile, contenente i problemi riscontrati durante l'uso. In tutto vennero percorsi sei milioni di chilometri. Inoltre, il manuale che risale al 1943 rivela che la “bicicletta a motore Solex”, probabilmente, non aveva ancora un nome ufficiale, almeno fino all' anno in cui venne ufficialmente mostrata al pubblico. Velosolex riscosse subito un enorme successo arrivando a sfornare più di 100.000 unità anno. Ad agevolare le vendite, ad ogni modo, anche l'iniziativa dello Stato francese che introdusse ufficialmente questa nuova classe di veicoli (bici a motore ausiliario) che non richiedeva patente e si poteva guidare già a 14 anni.

 

L’evoluzione di Velosolex

Dal 1953 in poi la potenza di Velosolex salì da 0,40 a 0,54 Cv e venne aggiunta una frizione centrifuga per facilitare l'arresto senza doversi spegnere ogni volta. Si arrivò ad una velocità massima è di 28 km/h con un consumo di miscela è di 1 litro ogni 100 km. Da allora fino al 1988 il VeloSolex è stato costruito dalla stessa azienda in oltre 7 milioni di esemplari. Nella parte finale della produzione la potenza arrivò a 0,7 e poi a 0,8 Cv, con cilindrata del motore salita a 0,047 litri e una velocità massima di 30 km/h. Un vero e proprio antenato delle nostre e-bike… diventate con il tempo a zero emissioni.