Motori

"L'elettrico? Per Bmw un pilastro della mobilità urbana"

INTERVISTA - Parla Andrea Buzzoni, team manager e direttore generale Bmm Motorrad Italia

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Una gamma di modelli che ormai copre praticamente tutti i segmenti più importanti. Ma la vera svolta sarà nel futuro dove la mobilità elettrica in ambito urbano avrà un ruolo chiave per conquistare una ulteriore fascia di clientela grazie a prodotti innovativi, realizzati facendo sempre più tesoro delle sinergie con il settore delle quattro ruote.
Bmw Motorrad non sente la crisi e pensa al domani: come e perché ce lo ha spiegato all’EICMA di Milano Andrea Buzzoni, team manager e direttore generale in Italia del comparto due ruote della marca di Monaco.

Allora Buzzoni la crisi c’è o non c’è?

"La crisi c’è, è innegabile, dal 2006 a oggi le moto sono passate in Italia da circa 136 mila a 41 mila immatricolazioni l’anno. Finalmente, però, il mercato è tornato a crescere e ha già fatto registrare un più 5 per cento".

Visti i tempi sembra un paradosso: cosa significa che il pubblico magari adesso rinuncia all’auto e si compra la moto?

"No, assolutamente, la risalita delle vendite è dovuta all’offerta di prodotti allettanti e competitivi nel segmento alto di gamma, dove noi abbiamo un’incidenza decisamente rilavante con moto come la R nineT la GS o la RT, e in quello basso di gamma dove i costruttori giapponesi hanno invece un ruolo di primo piano con modelli value for money dal forte appeal".

Tradotto in numeri cosa significa per Bmw Motorrad in tutto questo?

"Stimando di raccogliere circa 10 mila immatricolazioni per la fine dell’anno, contiamo di chiudere il 2014 segnando un più 15 per cento e passando dal 21 al 23 per cento di quota sulle vendite totali. Confermandoci così per il quinto anno di fila leader nel mercato italiano delle moto e aumentando la distanza dal secondo player (Honda ndr) che ha una quota di circa 9,5 punti inferiore alla nostra".

Voi spaziate con la vostra gamma dalle super sportive alle moto da turismo: vi manca ancora qualcosa per essere competitivi al massimo?

"Noi copriamo oggi tutti i segmenti moto ad esclusione parziale di quello custom dove comunque abbiamo modelli che si rivolgono a quel tipo di clientela".

E la R nineT come sta andando?

"Benissimo, ha superato le nostre aspettative: basti penare che al momento è il terzo modello più richiesto nella nostra gamma dietro a un’icona come la GS, che da cinque anni è la moto più venduta in Italia, e la GS Adventure".

E qui all’EICMA cosa presentate?

"Qui abbiamo presentato in via esclusiva due delle cinque novità per il 2015: ovvero la S 1000 XR che inaugura per noi un sub-segmento e rappresenta una enduro in chiave sportiva con un motore 4 cilindri da 160 Cv e un’elettronica da pista. Poi la F 800 R: una naked di media cilindrata, con un motore bicilindrico fronte marcia da 90 cavalli, che fa della facilità d’uso e dell’economicità (avrà un listino inferiore ai 9 mila euro ndr) i suoi principali punti di forza. Già viste a Colonia sono invece la S 1000RR MY 2015, destinata anche a partecipare con il team Bmw al campionato superbike e che ancora una volta vuole ribadire la supremazia nella sua classe. La nuova R1200R, che ha un posizionamento più dinamico rispetto al passato e trova le radici nel dna in quella prima R32 nata 91 anni fa. E in ultimo la R 1200RS con cui torniamo nel settore delle sport tourer".

Parliamo di elettrico, cosa dobbiamo aspettaci nel futuro?

"L’elettrico rappresenterà per Bmw un pilastro nella mobilità urbana".

Quindi il C Evolution è un inizio?


"Il C Evolution è il primo modello premium nel settore delle due ruote elettriche e per adesso è un prodotto di nicchia perché ancora oggi a livello di prestazioni non offre un vantaggio in termini economici nei confronti degli scooter termici. Il pubblico ha comunque mostrato un forte interesse verso il prodotto e chiunque lo ha provato è rimasto colpito e soddisfatto. Si è l’inizio di una nuova era per Bmw Motorrad".

Vedremo allora anche una moto elettrica marchiata Bmw?

"Nel breve periodo contiamo di espandere l’elettrico, grazie anche sulle sinergie che possono arrivare dal settore auto, alla sola mobilità urbana. Ma in futuro non è escluso".

Tornando agli scooter tradizionali che sembrano per voi un po’ il tallone d’Achille: come stanno andando i vostri?


"Inizialmente abbiamo avuto con il C 600 Sport e il C 650 GT alcune difficoltà. Risolti, però, i problemi e grazie a delle particolari e convenienti forme finanziarie per l’acquisto, adesso la risposta da parte della clientela c’è e siamo in linea con le aspettative".

Un’ultima domanda per fare chiarezza. Proprio riguardo i vostri scooter il pubblico sembra non abbia gradito molto che impieghino una meccanica della Kymco: ma come stanno esattamente le cose?

"Vi è una cattiva informazione e, anzi, questo è proprio un punto da chiarire. Il motore montato sul C 600 Sport e sul C 650 GT è interamente prodotto e progettato da Bmw, la Kymco provvede solo ad assemblarlo per motivi legati alla nostra capacità produttiva. La qualità Bmw anche in questi è evidente dal primo all’ultimo bullone".