Motori

Citroen-Triumph che coppia

Un'auto che voleva diventare una moto è l'originale progetto realizzato per Eicma 2016 che mette insieme una C4 Cactus Rip Curl una Street Twin SPECIALE EICMA

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C’era una volta un’auto che aspirava a diventare una moto. La realizzazione del sogno, ovvero la trasformazione di quello che era un progetto su carta in una “case history” reale ed inedita, può essere ammirata per la prima volta dal pubblico al salone della moto di Milano “Eicma 2016”, presso lo stand del mensile Dueruote (G49 Padiglione 6).

Quella che inizialmente era soltanto un’idea, un sogno, una provocazione, ovvero trasformare un’auto in moto e viceversa poteva sembrare un gioco di parole ma per il team di Dueruote dell’Editoriale Domus non è stato così ed ha iniziato lentamente a prendere forma. Protagoniste dell’originale iniziativa sono una Citroën C4 Cactus Rip Curl, una delle crossover sicuramente più distintive e fuori dagli schemi degli ultimi tempi, e una grintosa Triumph Street Twin.

Il progetto ovviamente si è concretizzato grazie alla paziente e sapiente opera di un team di artigiani e officine che lavorano con una cura al dettaglio e una precisione d’altri tempi. La Cactus è stata trasformata da Ferri Corse di Milano, officina specializzata nella preparazione e nell’allestimento di fuoristrada e veicoli 4X4, mentre la Street Twin è stata elaborata dal team di Fuoriserie.  L’obiettivo finale era preciso, bisognava rendere la C4 Cactus in grado di affrontare qualsiasi percorso senza fermarsi mai e, viceversa, trasformare la classica Triumph in una special pronta a tutto.
“Un’auto che prende l’essenza di moto pur mantenendo la propria anima da crossover: è la prima volta che viene lanciata e messa a punto un’idea simile – spiegano al quartier generale –  Per Dueruote, si tratta di un esempio concreto e quanto mai attuale di pura contaminazione. Un esercizio si stile che si concretizza in un prototipo esclusivo, una prospettiva inedita e innovativa al tempo stesso che potrebbe essere la prima di molte altre. A tale proposito il nome che il direttore Cristian Lancellotti ha scelto per il progetto, “ouverture”, come a indicare il preludio di qualcosa di ancora più entusiasmante che deve ancora venire”.
Il giudizio adesso passa al pubblico sovrano dell’Eicma che potrà esprimersi liberamente dopo aver visto dal vivo questa originale interpretazione di un sogno. (m.r.)