Schizzare al semaforo a bordo del proprio scooter, volare nel traffico come una zanzara, ed essere al tempo stesso connessi in rete come a casa davanti al proprio Pc. E’ il progetto che stanno mettendo in piedi due “mostri” come Ericsson e Piaggio, unendo l’uno l’esperienza che ha nel cloud a quella del mondo delle due ruote. Il tutto utilizzando una connessione super-veloce come il 5G, che grazie a una banda larga migliorata rispetto al 4G, permetterebbe agli scooter di essere connessi con il loro ambiente.
I vantaggi che questo piccola rivoluzione potrebbe portare non sono pochi. Gli scooter connessi potrebbero ad esempio avvisare chi guida di eventuali pericoli in arrivo e comunicare in tempo reale con altri veicoli intelligenti. Ma non solo.
“Una migliore connettività permetterebbe di fornire al produttore una grande mole di dati, dando un quadro in tempo reale di come viene utilizzato lo scooter, problemi comuni riscontrati, dove si creano delle rotture e altro ancora”, spiegano i progettisti. Tutte informazioni attraverso le quali sarebbe insomma possibile migliorare gli stessi scooter. Basterebbe pensare a una cosa: le moto o i motorini non hanno lo stesso tipo di cruscotto pieno di informazioni di cui sono invece dotate le auto, per questo diventa fondamentale tutto ciò che può aumentare l’attenzione o ridurre la possibilità di un incidente.
“Ad esempio vi è la possibilità per gli scooter di avvisare le squadre di soccorso subito dopo un incidente, o per offrire consigli in tempo reale ai conducenti per quanto riguarda possibili pericoli: entrambe applicazioni che potrebbero salvare la vita. In ultima analisi, il progetto mira a portare il mondo delle due ruote nell’internet dei veicoli, e portare soluzioni innovative che miglioreranno la vita dei piloti di tutto il mondo”.
I vantaggi che questo piccola rivoluzione potrebbe portare non sono pochi. Gli scooter connessi potrebbero ad esempio avvisare chi guida di eventuali pericoli in arrivo e comunicare in tempo reale con altri veicoli intelligenti. Ma non solo.
“Una migliore connettività permetterebbe di fornire al produttore una grande mole di dati, dando un quadro in tempo reale di come viene utilizzato lo scooter, problemi comuni riscontrati, dove si creano delle rotture e altro ancora”, spiegano i progettisti. Tutte informazioni attraverso le quali sarebbe insomma possibile migliorare gli stessi scooter. Basterebbe pensare a una cosa: le moto o i motorini non hanno lo stesso tipo di cruscotto pieno di informazioni di cui sono invece dotate le auto, per questo diventa fondamentale tutto ciò che può aumentare l’attenzione o ridurre la possibilità di un incidente.
“Ad esempio vi è la possibilità per gli scooter di avvisare le squadre di soccorso subito dopo un incidente, o per offrire consigli in tempo reale ai conducenti per quanto riguarda possibili pericoli: entrambe applicazioni che potrebbero salvare la vita. In ultima analisi, il progetto mira a portare il mondo delle due ruote nell’internet dei veicoli, e portare soluzioni innovative che miglioreranno la vita dei piloti di tutto il mondo”.