ALMERIA – Non ci sono sorprese negative. Anzi, dopo averla guidata a lungo in varie situazioni dinamiche lungo le strade spagnole di Almeria, possiamo affermare che la nuova Hornet abbia mantenuto quelle caratteristiche di agilità, maneggevolezza, accelerazione e potenza che hanno sancito il suo successo fin dall’esordio del 1998. E ciò nonostante la Honda CB750 Hornet oggi preferisca forme taglienti alle sue tradizionali fattezze curvilinee.
Sebbene il suo motore sia stato pure rivoluzionato, il “calabrone” ha l’ambizione di continuare a pungere le concorrenti, effettivamente candidandosi con determinazione al ruolo di regina in quel mercato delle “naked” in cui è stata a lungo protagonista. Disegnata nel centro romano “ricerca e sviluppo” di Honda dal piemontese Giovanni Dovis, ha dalla sua non solo l’estetica moderna di una moto leggera e apparentemente facile da guidare, porta in dote un rapporto qualità-prezzo che è figlio della filosofia costruttiva del “carry over”, metodo seguito da Honda per limitare i costi costruttivi riutilizzando parti di modelli già in gamma, risparmiando sui processi di produzione pur senza subordinare il risultato estetico né la qualità delle componenti. Perciò costa relativamente poco: i 7.990 euro corrispondono a un prezzo di acquisto inferiore a molti maxi-scooter, e la Hornet è una moto.
Fra le virtù c’è pure il miglior rapporto peso-potenza della categoria, risultato che è conseguenza di un peso di 190 chili col pieno, di 92 cavalli di potenza e di 75 newtonmetri di coppia motrice. Maneggevole come uno scooter a ruote alte, il suo ideale “terreno di scontro” sono le curve in successione, dove la Hornet non solo entra in curva prima ancora che il pilota programmi di farlo, cambia direzione con leggiadria e velocità sorprendenti. Merito della buona geometria della ciclistica, in cui è un solido telaio “a diamante” a gestire i passaggi dinamici, e in parte qualità dinamica dovuta alla scelta di adottare uno pneumatico posteriore di sezione 160, più stretto dei più usati 180; ne parliamo perché la cosa è oggetto di dibattito, ma che nonostante sia in controtendenza, alla prova dei fatti si è rivelata giusta anche sotto il profilo della stabilità, cioè della tenuta di strada nei tratti veloci. Dove la Hornet mantiene la linea impostata, e poco è il fastidio provocato dal vento di movimento, perché il pilota è “accolto” da una sella relativamente bassa, sicuramente ben profilata, perciò confortevole, mentre le alette deportanti ai lati anteriori del serbatoio convogliano l’aria verso l’esterno.
Fra gli accessori vi sono anche un utile cupolino, di cui abbiamo verificato l’efficacia aerodinamica, e il cambio elettronico (costa 280 euro in più), optional di sicura e valida utilità che si può aggiunge ai sistemi elettronici di serie: gestiti dai “riding mode” ve ne sono tre preimpostati, oltre uno denominato “user” che è completamente personalizzabile nei parametri. Nella nuova Hornet, più di ogni altra cosa, ad averci meravigliati è stato il motore: mai ci saremmo aspettati tanto allungo agli alti regimi dal due cilindri di 755 centimetri cubici, perché la scelta di dimezzare il numero della configurazione originale avrebbe potuto compromettere l’erogazione “sportiva”. Invece, la CB750 Hornet è più pronta a dare spinta dai medi regimi che dai bassi, con la capacità di allungo di un quattro cilindri.
La sintesi fra le possibilità di accelerare del motore e la capacità di disegnare traiettorie offerte dalla ciclistica, ne fanno una moto effettivamente facile da guidare, molto divertente nello stretto come comoda nei trasferimenti. E sicura di un impianto frenante potente e modulabile nell’intervento, oltre che moto caratterizzata da un’esaltante sonorità di scarico: non casuale, la combinazione fra le frequenze emesse sono il frutto di uno studio “emozionale” dedicato.
La strumentazione Tft regola automaticamente la luminosità assecondando quella ambientale, accoglie il sistema di connettività Honda, che si può comandare via interfono, accetta sia Android che iOS; la frenata di emergenza viene segnalata dagli indicatori di direzione posteriori, quelli anteriori rimangono sempre accesi per aumentare la possibilità di essere individuati dagli altri utenti della strada. La Honda CB750 Hornet è disponibile in quattro varianti colore.