Il mumero uno del Gruppo Volkswagen Ferdinand Piech, fra i boss dell'auto di sicuro il più appassionato di automobili di tutti, non ha avuto dubbi: quando anni fa si è trovato davanti alla scelta di correre in F1 o produrre l'auto più veloce del mondo (secondo i suoi analisti le due cose avevano lo stesso impegno economico) non ebbe dubbi. E scelse la seconda opzione. Nacque così il più incredibile dei progetti, quello del ritorno della Bugatti.
Le immagini
Ovvio che con queste premesse il rischio di perdere soldi fosse concreto ma probabilmente nemmeno lui un giorno si sarebbe mai aspettato di trovarsi sul tavolo una cartellina con su scritto: "Bugatti Oberste Prioritaet" (massima priorità). E già perché là dentro si nascondeva l'incubo dei conti: la massacrante perdita economica dovuta alla produzione della straordinaria GT. Secondo una ricerca della Sanford C Bernstein per ogni Veyron fabbricata l'azienda ha perso qualcosa come 4,95 milioni di euro. E dire che il listino delle 450 macchine non era certo economico: la 16.4 "base" (bello affibbiare un aggettivo del genere a una macchina così...) costava 1 milione, la Grand Sport 1,5 e la Grand Sport Vitesse 1,7. Eppure non è bastato a far quadrare i conti, così come non sono servite le operazioni legate alla commercializzazione di automobilia o gli eventi riservati ai clienti.
Ma poco importa: rimane il vanto di aver prodotto un mostro a quattro ruote motrici, con motore 8000 quadriturbo 16 cilindri a W e di aver polverizzato il record di auto più veloce del pianeta. Un missile che grazie ai suoi 1.200 Cv e 1.450 Nm di coppia massima scatta da 0 a 100 km/h in 2,3 secondi e arriva fino alla velocità record di 432 km/h.
Eppure quando nel 2006 iniziò la produzione della Veyron - a Molsheim, in Alsazia, in uno stabilimento costruito appositamente - il tempo sembrava volgere al bello: tutte le coupè prodotte (300) sono state piazzate entro il 2011. Delle due versioni della convertibile sono stati invece programmati 150 esemplari suddivisi tra Grand Sport e Grand Sport Vitesse. Ma le consegne sembra non siano riuscite a sistemare i conti.
Ora però la Bugatti ci riprova. E dopo la presentazione dell'esemplare numero 450 al prossimo Salone di Ginevra hanno già annunciato l'arrivo di un nuovo modello. Ovviamente ancora più potente: le indiscrezioni parlano di 1360 Cv, ossia 1000 kW, o addirittura di 1500 Cv grazie alla presenza del sistema ibrido tipo Kers. Una cosa è certa però: se la Bugatti ha vinto la competizione sul piano dei record, la casa di Molsheim ha di certo perso quella dei soldi. E già perché invece a Maranello con la LaFerrari (1,4 milioni per ognuna delle 499 unità programmate) e a Woking con la McLaren P1 (1 milione di euro per 375 esemplari) ci hanno fatto una barca di soldi...
Le immagini
Ovvio che con queste premesse il rischio di perdere soldi fosse concreto ma probabilmente nemmeno lui un giorno si sarebbe mai aspettato di trovarsi sul tavolo una cartellina con su scritto: "Bugatti Oberste Prioritaet" (massima priorità). E già perché là dentro si nascondeva l'incubo dei conti: la massacrante perdita economica dovuta alla produzione della straordinaria GT. Secondo una ricerca della Sanford C Bernstein per ogni Veyron fabbricata l'azienda ha perso qualcosa come 4,95 milioni di euro. E dire che il listino delle 450 macchine non era certo economico: la 16.4 "base" (bello affibbiare un aggettivo del genere a una macchina così...) costava 1 milione, la Grand Sport 1,5 e la Grand Sport Vitesse 1,7. Eppure non è bastato a far quadrare i conti, così come non sono servite le operazioni legate alla commercializzazione di automobilia o gli eventi riservati ai clienti.
Ma poco importa: rimane il vanto di aver prodotto un mostro a quattro ruote motrici, con motore 8000 quadriturbo 16 cilindri a W e di aver polverizzato il record di auto più veloce del pianeta. Un missile che grazie ai suoi 1.200 Cv e 1.450 Nm di coppia massima scatta da 0 a 100 km/h in 2,3 secondi e arriva fino alla velocità record di 432 km/h.
Eppure quando nel 2006 iniziò la produzione della Veyron - a Molsheim, in Alsazia, in uno stabilimento costruito appositamente - il tempo sembrava volgere al bello: tutte le coupè prodotte (300) sono state piazzate entro il 2011. Delle due versioni della convertibile sono stati invece programmati 150 esemplari suddivisi tra Grand Sport e Grand Sport Vitesse. Ma le consegne sembra non siano riuscite a sistemare i conti.
Ora però la Bugatti ci riprova. E dopo la presentazione dell'esemplare numero 450 al prossimo Salone di Ginevra hanno già annunciato l'arrivo di un nuovo modello. Ovviamente ancora più potente: le indiscrezioni parlano di 1360 Cv, ossia 1000 kW, o addirittura di 1500 Cv grazie alla presenza del sistema ibrido tipo Kers. Una cosa è certa però: se la Bugatti ha vinto la competizione sul piano dei record, la casa di Molsheim ha di certo perso quella dei soldi. E già perché invece a Maranello con la LaFerrari (1,4 milioni per ognuna delle 499 unità programmate) e a Woking con la McLaren P1 (1 milione di euro per 375 esemplari) ci hanno fatto una barca di soldi...