La formula - quella della ibrida spaziosissima ma dal carattere e dal design sportivo - funziona alla grande. Così Toyota spinge sempre di più sulla sua Auris Touring Sports progettando già future evoluzioni. Il modello in listino è infatti terribilmente "furbo": di fatto è una variante station wagon della gamma Auris ma proposta con una connotazione sportiva davvero inaspettata, sia per il brand Toyota che per un'auto ibrida.
LE IMMAGINI
L'idea di base della Touring Sports infatti sta tutta nel massimizzare i benefici aerodinamici grazie alla riduzione dell'altezza e all'abbassamento del baricentro. Pur condividendone la lunghezza del passo di 2.600 mm, la nuova Auris Touring Sports è 285 mm più lunga rispetto alla berlina, un incremento interamente dedicato all'estensione dello spazio di carico. Fra l'altro se consideriamo che già la berlina aveva una notevole inclinazione del parabrezza, allora si capisce quale possa essere il risultato aggiungendo un po' di cm al tetto, poi una bella guida in alluminio e un maxi spoiler posteriore. Per enfatizzare sempre di più il concetto poi le fiancate hanno i montanti neri, tra cui spicca la vernice 'Piano Black' riservata al montante centrale e l'accento cromato della linea di cintura.
Intendiamoci, alla fine nonostante tutto la Auris Touring Sports rimane comunque una macchina relativamente compatta (è lunga 4,5 metri), quindi un bel primato per una station wagon che rimane spaziosissima e comoda per cinque. La gamma è quanto mai vasta, va dai benzina ai diesel (rispettivamente 1.600 da 132 Cv e 1.400 da 90 e 2.000 da 124 Cv per le versioni a gasolio) ma la parte del leone la fa ovviamente la ibrida, il bollino di famiglia Toyota. Qui il colosso giapponese fa scendere in campo il suo campione del mondo, ossia il sistema ampiamente collaudato sulle Prius, con motore termico di 1.800 cc unito ad un elettrico, per l'azione in sinergia e l'opportunità di marcia esclusivamente elettrica per qualche chilometro. Da record quindi (appena 85 g/km) le emissioni di CO2 dichiarate e consumo medio di 3,7 l/100 km, a fronte di 136 Cv di potenza, 175 km/h di velocità massima autolimitata e 11,2 secondi per passare da 0 a 100 km/h. Quindi si viagga con allegria, quasi in modo sportiveggiante vista la coppia stratosferica dell'elettrico che spinge subito come un forsennato (soprattutto selezionando il tasto SPORT) ma in questo caso il fastidioso effetto di trascinamento della trasmissione automatica tipo CVT si fa sentire un po' troppo. Meglio quindi la guida fluida e silenziosa, dove la Auris Touring Sports rimane imbattibile.
Curati e sobri gli allestimenti, mentre fra le dotazioni in evidenza l'ampio tetto panoramico in cristallo, l'assistenza al parcheggio e il sistema interattivo touch&go. Il tutto per un prezzo di listino molto concorrenziale vista la ricca dotazione di serie: 24.950 euro. Volendo risparmiare si può puntare sulla 1400 diesel da 22 mila euro, ma perché rinunciare al fascino dell'ibrido per questa piccola differenza di prezzo?
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L'idea di base della Touring Sports infatti sta tutta nel massimizzare i benefici aerodinamici grazie alla riduzione dell'altezza e all'abbassamento del baricentro. Pur condividendone la lunghezza del passo di 2.600 mm, la nuova Auris Touring Sports è 285 mm più lunga rispetto alla berlina, un incremento interamente dedicato all'estensione dello spazio di carico. Fra l'altro se consideriamo che già la berlina aveva una notevole inclinazione del parabrezza, allora si capisce quale possa essere il risultato aggiungendo un po' di cm al tetto, poi una bella guida in alluminio e un maxi spoiler posteriore. Per enfatizzare sempre di più il concetto poi le fiancate hanno i montanti neri, tra cui spicca la vernice 'Piano Black' riservata al montante centrale e l'accento cromato della linea di cintura.
Intendiamoci, alla fine nonostante tutto la Auris Touring Sports rimane comunque una macchina relativamente compatta (è lunga 4,5 metri), quindi un bel primato per una station wagon che rimane spaziosissima e comoda per cinque. La gamma è quanto mai vasta, va dai benzina ai diesel (rispettivamente 1.600 da 132 Cv e 1.400 da 90 e 2.000 da 124 Cv per le versioni a gasolio) ma la parte del leone la fa ovviamente la ibrida, il bollino di famiglia Toyota. Qui il colosso giapponese fa scendere in campo il suo campione del mondo, ossia il sistema ampiamente collaudato sulle Prius, con motore termico di 1.800 cc unito ad un elettrico, per l'azione in sinergia e l'opportunità di marcia esclusivamente elettrica per qualche chilometro. Da record quindi (appena 85 g/km) le emissioni di CO2 dichiarate e consumo medio di 3,7 l/100 km, a fronte di 136 Cv di potenza, 175 km/h di velocità massima autolimitata e 11,2 secondi per passare da 0 a 100 km/h. Quindi si viagga con allegria, quasi in modo sportiveggiante vista la coppia stratosferica dell'elettrico che spinge subito come un forsennato (soprattutto selezionando il tasto SPORT) ma in questo caso il fastidioso effetto di trascinamento della trasmissione automatica tipo CVT si fa sentire un po' troppo. Meglio quindi la guida fluida e silenziosa, dove la Auris Touring Sports rimane imbattibile.
Curati e sobri gli allestimenti, mentre fra le dotazioni in evidenza l'ampio tetto panoramico in cristallo, l'assistenza al parcheggio e il sistema interattivo touch&go. Il tutto per un prezzo di listino molto concorrenziale vista la ricca dotazione di serie: 24.950 euro. Volendo risparmiare si può puntare sulla 1400 diesel da 22 mila euro, ma perché rinunciare al fascino dell'ibrido per questa piccola differenza di prezzo?