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Audi A4 allroad, in fuoristrada con la wagon

 Seconda generazione per la variante più versatile della media tedesca. Al debutto il nuovo sistema di trazione integrale “quattro ultra” -  Video: stress test sulle Dolomiti

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Per Audi c’è anche una terza via tra Suv-crossover e station wagon tradizionali, che si riassume nella formula battezzata “allroad quattro”, capace di unire le qualità dinamiche delle auto familiari d’impostazione sportiveggiante con la possibilità di affrontare terreni difficili. Al debutto nella gamma della A6 del 2000, questa filosofia di prodotto è stata estesa, dal 2009, alla A4, con crescente successo. Sono infatti oltre 100.000 le varianti più versatili della media tedesca vendute, delle quali 12.000 in Italia, dove oggi rappresentano la notevole quota di circa il 20% delle preferenze da parte dei clienti.

Con la seconda generazione, ora al lancio, la A4 allroad punta ad interpretare ancor meglio il suo ruolo polivalente, non soltanto assorbendo tutte le modifiche estetiche e di allestimento già portate alle versioni Avant del modello, ma intervenendo su non poche caratteristiche tecniche destinate a migliorarne l’efficienza in fuoristrada e, contemporaneamente, a favorire consumi e contenimento delle emissioni inquinanti.

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Non a caso, è proprio questa vettura che tiene a battesimo il nuovo sistema di trazione integrale “quattro ultra”, vera e propria rivoluzione per il marchio che dal 1980 ha fatto della scelta 4x4 un simbolo strategico distintivo. Ora si passa dalla “storica” impostazione di tipo permanente, con differenziale centrale per la ripartizione della coppia tra avantreno e retrotreno, ad uno schema, con due frizioni a comando elettronico, che trasmette la potenza alle ruote posteriori quando è realmente utile. Una soluzione che si uniforma alle tendenze prevalenti anche per altre auto del gruppo, come le stesse Vokswagen, ma che in Audi hanno perfezionato minimizzando i tempi d’inerzia e che permette di agire sia in modo “predittivo”, con l’analisi costante per mezzo di sensori della dinamica di marcia, sia “reattivo”, rispondendo tempestivamente ad improvvise variazioni di aderenza. All’atto pratico, ci si destreggia sempre piuttosto bene in passaggi dall’aderenza precaria: non siamo certo al livello di una Land Rover, ma la tedesca soddisfa molte delle effettive esigenze quando la mobilità è precaria.

Il passaggio di testimone con l’integrale permanente sarà comunque progressivo: “ultra”, per adesso, è riservato alla sola A4 allroad con il due litri turbo- benzina da 252 Cv, mentre per gli altri motori disponibili (i diesel 4 e 6 cilindri due e tre litri da 163 a 272 Cv) si conferma il classico. Tutte le vetture, però, dispongono di modalità off-road selezionabile (interviene sui parametri di comportamento) e di sofisticate sospensioni a cinque bracci con assetto regolabile. Fra le altre prerogative di tono fuoristradistico, l’altezza da terra aumentata di 34 mm e le protezioni per passaruota e scocca, mentre, secondo le versioni, il cambio può essere il doppia frizione a sette rapporti o l’automatico a otto.

Quanto ad allestimenti ed equipaggiamenti, la allroad conferma la tradizionale alta qualità costruttiva delle A4, il vano di carico con capacità da 500 a oltre 1.500 litri e dotazioni tecnologiche di pregio, dalla strumentazione “virtuale”, all’infotainment più evoluto all’impianto audio Bang&Olufsen.
In arrivo sul nostro mercato prima le V6 a gasolio, con prezzi a partire da 51.900 euro, e dopo l’estate a seguire il completamento della gamma.